Abbiamo il fermo proposito di installare l'allegria come
unica forma di vita ...
(Mariana Yonùsg Blanco)
Wir haben den festen Vorsatz, die
Fröhlichkeit als einzige Lebensform walten zu lassen
...
(Mariana Yonùsg Blanco)
|
|
La vita di strada
La miseria e la fame spingono i
bambini ad allontanarsi dalle abitazioni, quasi sempre fatiscenti
baracche di legno e lamiera che formano immensi quartieri in una
Managua non ricostruita dal terremoto del '72.
In strada s'arrangiano come possono per trovare del cibo.
Lavorano tutto il giorno tra pericoli e insidie, vendendo povere
mercanzie, lavando i vetri delle auto o lustrando scarpe; anche i
più piccoli raggiungono i mercati, sperando nella
generosità dei venditori. Ma nei mercati vengono in
contatto con le bande dei ragazzi più grandi, pronti a
tutte le esperienze della strada: furti, droga, violenza,
prostituzione ...
La droga più diffusa è la colla da calzolai, la
"pega", reperibile con facilità nei mercati, inalata in
continuazione da barattolini di vetro o buste di plastica, che
dà l' illusione di vincere i morsi della fame, la paura e
la solitudine. Ma negli ultimi anni si sta diffondendo tra i
bambini anche il crack ("piedra"), una miscela micidiale di
cocaina e bicarbonato di sodio.
Quindi all'abbandono, alla denutrizione, alla mancanza
d'istruzione, alle violenze, si aggiungono gli effetti
sull'organismo di droghe sempre più devastanti. Non
esistono dati aggiornati sui "figli del malessere" in Nicaragua.
I valori riportati, diffusi dall'"UNICEF", sono sicuramente
inferiori a quelli attuali.
Das Leben auf der Straße
Die Misere und der Hunger zwingen die Kinder, die elterlichen
Behausungen, fast immer baufällige Wellenblech- und/oder
Holzbaracken, die in Managua unendliche Stadtviertel formen,
einer Managua, die nach dem Erdbeben von 1972 zerschüttet
und nicht mehr aufgebaut worden ist, zu verlassen.
Auf der Straße und in den
Märkten tun sie alles, um zurecht zu kommen und zu
überleben. Den ganzen Tag arbeiten sie, sind Gefahren aller
Art ausgesetzt, verkaufen Billigwaren, putzen die Scheiben der
Autos und die Schuhe der Passanten; auch die ganz Kleinen suchen
die Märkte auf, und hoffen auf die Großzügigkeit
einiger Verkäufer und Käufer. Dort kommen sie aber auch
mit den Banden in Kontakt, die sich unter den größeren
Kindern und Jugendlichen bilden, und die zu allen "Erfahrungen"
und Abenteuern, wie z.B. Diebstähle, Drogen, Gewalt,
Prostitution usw. bereit sind. Die weitverbreiteste und
üblichste Droge, die die Straßenkinder zur Vertreibung
von Hunger, Angst und Einsamkeit anwenden, ist ein
Schusterklebstoff: die "pega". Sie kann mit Leichtigkeit in den
Märkten erworben werden und wird ununterbrochen aus einem
Glasbehälter oder Plastikbeutel inhaliert.
Außerdem breitet sich in den letzten Jahren mit
besorgniserregender Schnelligkeit auch der Gebrauch von Crack
("piedra"), eine mörderische Mischung aus Kokain und
Sodiumbikarbonat, aus. Auf den Körper und den Lebenswandel
dieser Kinder wirken sich somit nicht nur die Verwahrlosung,
Unterernährung, fehlende Grundausbildung, Gewaltaussetzung
und –ausübung aus, sondern auch der Gebrauch von immer
härteren Drogen. Es gibt keine aktuellen Daten über
"die Kinder des Elends" in Nicaragua. Die unten angeführten
Tabellenzahlen, von der UNICEF erhoben, sind mit Sicherheit schon
wieder überholt.
|
|
Perché i bambini di strada
Le cause di questo fenomeno, tristemente comune in tutto il
Sud del Mondo, sono molteplici, da quelle politiche ed economiche
alle calamità naturali come terremoti, alluvioni,
epidemie. Le vicissitudini politiche degli ultimi decenni in
Nicaragua (la guerriglia, la guerra dei Contras e l'embargo
imposti dagli USA) hanno causato ingenti perdite umane, con il
conseguente aumento del numero degli orfani, stimati in
quarantamila, e l'aggravamento delle già precarie
condizioni economiche e sociali causate dalla lunga dittatura
somozista.
Tuttora misure neoliberiste di riduzione delle spese sociali
impediscono la ripresa del Paese e fanno sì che larghi
strati della popolazione versino in miseria. Secondo recenti
rilevazioni il 75% delle famiglie si trova in stato di
povertà, con entrate mensili inferiori a 36 Dollari USA;
Il 50 % dei nicaraguensi ha un'entrata mensile inferiore a 17
Dollari USA e il tasso di disoccupazione raggiunge l'80 per
cento.
Warum gibt es Straßenkinder?
Die Gründe für dieses Phänomen, traurigerweise
den ganzen Süden der Welt betreffend, sind viele: von den
politischen über den ökonomischen bis hin zu den
natürlichen, wie z.B. Erdbeben, Überschwemmungen,
Epidemien usw... Die politischen Geschehnisse der letzten
Jahrzehnte in Nicaragua (die Guerriglia, der Bürgerkrieg der
Contras und die von den USA verhängten Embargos) haben
untragbare Menschenverluste gefordert und somit einen Anstieg der
Anzahl an Waisenkindern (ca. 40.000) verursacht. Außerdem
führte die langjährige Diktatur Somozas zu einer
allgemeinen Verschlechterung der sowieso schon mißlichen
wirtschaftlichen und sozialen Situation des Landes. Auch die
momentane neoliberale Regierung verhindert durch
Kürzungsmaßnahmen der Sozialausgaben einen
Entwicklungsaufschwung, sodaß der Großteil der
Bevölkerung unter dem Existenzminimum lebt. Den
jüngsten Nachforschungen zufolge, befinden sich 75% der
Familien in extremen Armutsverhältnissen mit Monatseinkommen
unter 36 US Dollar; 50% der Nicaraguenser müssen sogar mit
weniger als 17 US Dollar monatlich auskommen; die
Arbeitslosenrate erreicht Werte um die 80%.
|
|
Progetto "Los Quinchos" - Nunca más un
niño en la calle
Questo progetto viene fondato nel
1991 per iniziativa di Zelinda Roccia, insegnante sarda, e Oliver
Seebrechts, educatore belga, i quali, colpiti dal drammatico
fenomeno dei bambini di strada durante un viaggio in Nicaragua,
decidono di trasferirsi lí e di fare tutto il possibile
per il recupero di questi bambini.
Già dall'inizio i due lavorano in modo autonomo: Zelinda
si occupa prevalentemente dei ragazzi, mentre Oliver segue
soprattutto le ragazze. Da quest'esperienza comune si formano nel
1998 due associazioni distinte.
L'associazione "Los Quinchos", che continua insieme a Zelinda la
sua esperienza, viene sostenuta economicamente dai fondi raccolti
dai diversi Comitati di solidarietà italiani e da
occasionali contributi dall'estero. All'associazione di Cagliari
hanno fatto seguito i comitati di Bolzano, dell'Adda e di Trento.
Altre organizzazioni che si occupano di cooperazione, come il
Movimento Internazionale Amicizia (A.M.I.) e la Rete Radiè
Resch sostengono il progetto destinandone parte dei fondi
raccolti, e, infine, si sono formati anche gruppi di sostegno a
Revò (TN), Firenze e S. Floriano (TV).
Projekt "Los Quinchos" - Nunca más un
niño en la calle
Dieses Projekt wurde 1991 von
Zelinda Roccia, Lehrerin aus Sardinien, und Oliver Seebrecht,
belgischer Erzieher, gegründet. Während einer Reise
durch Nicaragua bleiben sie vom drammatischen Phänomen der
Straßenkinder beeindruckt und beschließen so, in
Nicaragua zu leben und zu Gunsten der Straßenkinder zu
arbeiten. Schon von Anfang an arbeiten beide selbständig:
Zelinda kümmert sich hauptsächlich um Jungen, Oliver um
Mädchen. Aus dieser gemeinsamen Erfahrung entstehen 1998
zwei verschiedene Vereinigungen.
Die Vereinigung "Los Quinchos", die auf Zelindas Erfahrung
aufbaut und zusammen mit ihr weiterarbeitet, wird von den
Solidaritätskomitees in Italien und von gelegentlichen
Beiträgen anderer Gruppen im In- und Ausland finanziert. Dem
Komitee in Cagliari folgten im Lauge der Jahre die Komitees in
Bozen, Adda (Mailand) und Trient. Die Gruppen, die in Italien das
Projekt durch gelegentliche Beiträge unterstützen sind
Gruppen, die bereits in der Entwicklungshilfe arbeiten, wie
"Movimento Internazionale Amicizia" (A.M.I. - Internationale
Freundschaftsbewegung) und Rete Radiè Resch, aber auch
kleinere Gruppen, die durch gelegentliche Aktivitäten
Beiträge für das Projekt sammeln (Gruppe in
Revò-Trient, S.Floriano-Treviso und Florenz).
|
- Bambini vittime di conflitti armati / Kinder, die Opfer
bewaffneter Konflikte sind: 267.000
- Bambini a rischio con necessità di assistenza
preventiva / Risikokinder, die vorbeugende Assistenz notwendig
haben: 113.000
- Bambini costretti a lavorare / Kinder, die zur Arbeit
gezwungen sind: 160.000
- Bambini che non frequentano la scuola primaria / Kinder, die
die Grundschule nicht besuchen: 200.000 |
|
Come si articola il Progetto "Los
Quinchos"
Il progetto può contare attualmente su varie strutture
che funzionano come unità operative durante le varie fasi
del programma di recupero dei bambini di strada e che sono
situate in diverse località del Nicaragua.
Wie ist das Projekt "Los Quinchos"
strukturiert
Zur Zeit besteht das Projekt aus mehreren Einrichtungen, die
sich in verschiedenen Teilen Nicarguas (Managua, San Marcos,
Granada) befinden. Das Wiedereingliederungsprogramm für die
Straßenkinder ist in drei Phasen strukturiert.
|
|
La Casa-filtro di Managua
È la sede operativa attrezzata per la fase di approccio e
di prima accoglienza dei bambini inalanti colla ("huele-pega"). I
ragazzi vengono avvicinati dagli operatori di strada, solitamente
nelle ore della notte, nei siti abituali come il Mercado
Oriental, la gradinata della Chiesa del Calvario o il "Palacio",
per esempio, una struttura di cemento lesionata e abbandonata nei
pressi della vecchia Cattedrale. Dopo molti tentativi di contatti
e di fallimenti avviene un giorno che i bambini accettino di
comunicare con gli operatori. Le matite colorate e la carta per
disegno sono i primi e più efficaci strumenti di
contatto.
Nei loro primi disegni non manca mai
una casa intorno a cui volano aquiloni, svettano montagne, alberi
e vulcani. Nel tempo, con costanza e pazienza, con alterni
successi, si riuscirà a convincere i ragazzi a frequentare
la casa filtro-taller (laboratorio). Qui, con la condizione di
non avere droga con sé, possono lavarsi, mangiare, essere
curati; sono accolti in un ambiente sereno verso cui gradualmente
matureranno un rapporto di fiducia crescente.
Vengono coinvolti in attività ricreative e scolastiche
sotto la guida di educatori nicaraguensi e dei volontari italiani
e di altri paesi. Questa prima fase è la più
difficile: il bambino è condizionato e attratto dal forte
potere del gruppo e dei leader, i più grandi e più
violenti, che hanno costituito un microcosmo di
solidarietà alternativo alla famiglia.
Scalzare questo sistema fatto anche di soprusi, allontanare la
droga e vincere la diffidenza verso il "nuovo" è un
obiettivo raggiungibile quando il ragazzo inizia ad acquisire
coscienza delle proprie capacità.
In una società che lo emargina considerandolo un
delinquente scopre invece a poco a poco di valere qualcosa, e
ogni lavoro finito è un gradino in più verso la
conquista dell'autostima.
Soltanto allora il ragazzo vedrà tutto l'orrore delle
notti passate al mercato e potrà sempre più
liberamente scegliere di proseguire il suo cammino verso una vita
normale.
Das Filterprojekt in Managua
Das Filterprojekt ist der Ausgangspunkt dieses Projekts: hier
ist man für die Kontakt- und Erstaufnahme der
"Huele-pega"-Kinder ("Klebstoffschnüffler") gerüstet.
Die Straßenerzieher nehmen die ersten Kontakte mit den
Kindern auf, normalerweise nachts und in den Plätzen, in
denen sie sich üblicherweise aufhalten (Mercado Oriental,
die Treppe der Kirche "El Calvario", oder beim "Palacio", eine
heruntergekommene Struktur aus Zement in der Nähe der alten
Kathedrale). Nach vielen erfolglosen Versuchen, ist es dann eines
Tages soweit: ein Kind ist dazu bereit, mit den Erziehern zu
sprechen. Die Buntstifte und das Zeichenpapier sind oft die
effizientesten Strumente für eine Kontaktaufnahme.
In den ersten Zeichnungen der Kinder ist immer ein Haus
abgebildet, umgeben von Drachen, Bergen und Vulkanen. Mit der
Zeit, mit Ausdauer und Geduld kann man die Kinder davon
überzeugen, in das Filterprojekt zu kommen. Hier können
sich die Kinder waschen, sie bekommen zu essen, Wunden werden
gepflegt, und man versucht, das Vertrauen der Kinder zu gewinnen
und eine Beziehung mit ihnen aufzubauen. Einzige Bedingung im
Filterprojekt ist, daß die Kinder ihre Droge
"draußen" lassen.
Nicaraguensische Erzieher und
freiwillige Helfer aus Italien, aber auch aus anderen
Ländern versuchen, die Kinder in spielerische und schulische
Aktivitäten miteinzubeziehen. Diese erste Phase ist auch die
schwierigste: das Kind ist noch stark von seiner Gruppe auf der
Straße, die als Alternative zur Familie fungiert, und von
der Macht und Stärke des Gruppenführers
beinflußt. Überzeugender zu sein als dieses System,
das auch aus Mißbräuchen und Gewalt besteht, die Droge
fernzuhalten, das Mißtrauen für etwas "Neues" zu
überwinden, das alles sind Ziele, die man erst erreichen
kann, wenn das Kind anfängt, an sich selbst zu
glauben.
In einer Gesellschaft, die die Kinder als Diebe und Kriminelle
abstempelt und ausschließt, entdecken sie plötzlich
ihre eigenen Fähigkeiten, und jede Arbeit, die sie zu Ende
bringen können, läßt ihr Selbstwertgefühl
wachsen.
Nur dann werden sich die Kinder der Alternative zum Horror der
in den Märkten verbrachten Nächte bewußt, und
können so frei entscheiden, weiterhin einen Schritt nach dem
anderen zu einem normalem Leben hin zu machen.
|
|
San Marcos
La Finca di
San Marcos (a 60 km da Managua) è una bellissima tenuta
con alberi da frutto e rigogliosa vegetazione tropicale. Qui i
bambini possono finalmente godere una vita normale: hanno una
loro cameretta che dividono con un compagno, frequentano la
scuola del paese, giocano e praticano sport; la loro vita si
svolge nel rispetto delle regole del Progetto ma le porte sono
aperte, senza costrizioni. I più grandi si dedicano
all'artigianato nei laboratori-scuola della Finca (fabbricazione
di amache, falegnameria, piccoli oggetti e intreccio dei giunco)
e, con i più piccoli, svolgono varie mansioni collaborando
all'allevamento degli animali domestici e al lavoro
nell'orto.
Per contribuire all'integrazione sociale dei "Quinchos" con gli
abitanti dei paese di San Marcos è sorto nel '95 il Centro
Culturale "Chechio Bum Bum", edificato grazie all'opera del
Comitato di Bolzano con un finanziamento dell'Amministrazione
Provinciale della città. Vi si tengono corsi di
integrazione scolastica, di lingua inglese, di danza, di
scultura, musica, disegno e pittura, frequentati anche dai
ragazzi e ragazze del paese.
San Marcos
Die Finca von San Marcos (60 km von Managua entfernt) ist ein
wunderschönes Gut mit Obstbäumen und einer rigoros
tropikalischen Vegetation. Hier können die Kinder endlich
ein normales Leben führen: sie teilen sich zu zweit ein
eigenes Zimmer, sie besuchen die Dorfschule, spielen und
sportlen; sie müssen sich an die Regeln des Projektes
halten, aber die Türen bleiben offen, und kein Kind wird
gezwungen, gegen seinen Willen dazubleiben. Die
größeren widmen sich in den Werkstätten der Finca
dem Handwerk, es werden Hängematten, Holzgegenstände
und kleinere Korbmöbel angefertigt, während die
kleineren in verschiedenen Aktivitäten beschäftigt
werden, wie etwa bei der Viehzucht oder bei Gartenarbeiten
helfen.
In Zusammenarbeit mit den Bewohnern von San Marcos entstand 1995
das Kulturzentrum "Chechio Bum Bum", mit dem Zweck, die soziale
Integration der "Quinchos-Kinder" in die Dorfgemeinschft zu
ermöglichen. Das Gebäude wurde dank der Hilfe des
Bozner Komitees "Quincho Barrilete" und der Finanzierung der
Südtiroler Landesverwaltung erbaut. Es werden hier
Nachilfe-, Englisch-, Tanz-, Musik-, Zeichen- und Bildhauerkurse
angeboten, die auch von den Jugendlichen des Dorfes besucht
werden.
|
|
Granada
La casa al Lago Cocibolca e la casa-famiglia in città
accolgono i ragazzi più grandi provenienti dal Filtro di
Managua o dalla Finca di San Marcos.
I due gruppi si gestiscono in forma semi-autonoma coordinati
dagli educatori. Nella casa in città i ragazzi frequentano
laboratori artigianali che operano nel rispetto delle prerogative
della loro età: i più piccoli apprendono le arti e
i mestieri in forma di integrazioni ludiche alla scuola e
svolgono altre attività come danza, sport, pittura; i
ragazzi oltre i 15 anni si impegnano in maggior misura
nell'apprendimento con l'obiettivo dell'autosufficienza. Tutte le
attività sono in armonia con il ricco patrimonio culturale
del Paese e mirano al miglioramento costante della qualità
dei prodotti artigianali, tenendo conto della difficoltà
della loro commercializzazione equa e solidale.
L'altra casa-famiglia, sulle rive del lago Cocibolca ospita
ragazzi che, oltre allo studio, si dedicano alla pesca con la
solidarietà dei pescatori dei luogo. Il pescato viene
consumato o venduto per l'autosostentamento. L'obiettivo è
lo sviluppo di quest'attività con l'acquisto di una barca,
di reti e altra attrezzatura, in modo che la pratica razionale
della pesca sia fonte di lavoro e di reddito.
Granada
Das Haus am See
"Cocibolca" und eine weitere Struktur in der Stadt Granada nehmen
die bereits größeren Kinder auf, sie kommen entweder
vom Filterprojekt in Managua oder aus der Finca in San
Marcos.
Die zwei Einrichtungen funktionieren halbautonom und werden von
den Erziehern koordiniert. In der Stadt haben die Jugendlichen
die Möglichkeit, in Werksstätten ein Handwerk zu
erlernen: den Kleineren wird dieses in spielerischer Form als
Integration zur Schule beigebracht, wobei die Kinder in ihrer
Freizeit aber auch andere Aktivitäten wie z.B. Sport, Tanz,
Malerei betreiben. Die Jugendlichen über 15 Jahre widmen
sich auf ernsterer Weise einem Handwek, mit dem Ziel, später
selbständig zu sein. Alle Aktivitäten stimmen mit dem
reichen Kulturgut des Landes überein, wobei man beim
Handwerk auch auf die Qualität und auf die Schwierigkeiten
eines fairen Handels der Produkte bedacht ist.
Das Familienhaus am See beherbergt Jungen, die sich dank der
Solidarität der örtlichen Fischer nach der Schule der
Fischerei widmen. Der Fisch wird teils im Projekt selbst
verwendet, teils verkauft, und stellt somit eine Einnahmequelle
zur Autonomie dar. Ziel ist es, diese Aktivität durch den
Kauf von einem Boot und von Fischernetzen weiter auszubauen und
rational zu betreiben, damit die Fischerei in Zukunft eine
Arbeits- und Einnahmequelle für die Jungen werden kann.
|
|
Comitato di Bolzano
Il comitato di solidarietà di Bolzano si costituisce
nel gennaio 1994 in seguito ad un incontro con Zelinda Roccia.
L'obiettivo è duplice: da una parte sensibilizzare il
territorio locale e promuovere la cultura solidale, e dall'altra
raccogliere fondi per il sostentamento del progetto stesso.
È per questo motivo che il comitato, composto da un
gruppo eterogeneo di persone, continua ad organizzare feste,
cene, mercatini, concerti, serate informative, ecc. perchè
la maggior parte dei fondi inviati in Nicaragua sono raccolti
grazie a queste iniziative ed al sostegno economico di molte
persone.
Nel corso di questi anni la crescita del progetto ed il
coinvolgimento sempre maggiore ha fatto sí che si sia
creato un coordinamento tra i vari comitati esistenti sul
territorio nazionale e che un rappresentante di ognuno partecipi
ogni anno all'Assemblea generale dell'Associazione
nicaraguense.
Questa intensa attività richiede un impegno costante:
ogni Martedì sera ci troviamo presso la Biblioteca Culture
del Mondo in via Marconi 5 e chiunque sarà il
benvenuto!
Come si può sostenere il progetto: offerte;
adozioni simboliche; adozioni a distanza (50 Euro mensili per
minimo un anno); collaborazione col comitato di Bolzano.
Per sostenere il progetto versa il tuo contributo sul c/c presso
la Cassa Rurale di Bolzano n. 0300006777, abi 08081, cab 11600,
IBAN: IT25 B 08081 11600 000300006777, SWIFT: RZSBIT21003,
intestato a Comitato di solidarietà Quincho Barrilete
Bolzano. È importante specificare il proprio indirizzo per
permetterci di inviarVi periodicamente materiale informativo. Per
qualsiasi informazione rivolgersi al seguente numero: 0471/972240
(Biblioteca Culture del Mondo).
Komitee Bozen
Das Solidaritätskomitee Bozen wurde im Jänner 1994
nach einem Treffen mit Zelinda Roccia gegründet. Das Komitee
besteht aus einer heterogenen Gruppe von Personen, die es sich
zur Aufgabe gemacht haben, einerseits finanzielle Mittel zur
Unterstützung des Projekts in Nicaragua zu sammeln,
andererseits die lokale Bevölkerung zu
sensibilisieren.
Zu diesem Zweck organisieren wir Informationsabende, Volksfeste,
Abendessen, Flohmärkte, Konzerte, usw., denn ein
großer Teil des Betrags, den wir an das Projekt in
Nicaragua schicken, wird auf diese Weise gesammelt.
Im Laufe der Jahre ist das Projekt ständig gewachsen,
wodurch auch die Notwendigkeit einer Koordinierung der in Italien
bestehenden Solidaritätskomitees entstand. Aus demselben
Grund nimmt auch ein Vertreter eines jeden Komitees an der
Jahresversammlung der Vereinigung "Los Quinchos" in Nicaragua
teil.
Diese intensive Aktivität verlangt einen kostanten Einsatz:
jeden Dienstag treffen wir uns um 21.00 Uhr in der Bibliothek
Kulturen der Welt, Marconi Str. 5 in Bozen. Jeder der teilnehmen
möchte, ist herzlich willkommen!
Wie kann man das Projekt unterstützen: Durch Spenden;
Durch symbolische Adoptionen; Patenschaften (50 Euro monatlich
für mindestens ein Jahr); Mitarbeit mit dem Komitee in
Bozen.
Zur Unterstützung des Projekts kann man einen Beitrag auf
das Bank kontokorrent Raiffeisenkasse Südtirol Nr.
0300006777, abi 08081, cab 11600, IBAN: IT25 B 08081 11600
000300006777, SWIFT: RZSBIT21003, lautend auf
"Solidaritätskomitee Quincho Barrilete Bozen"
überweisen. Dabei ist es wichtig, die genaue Adresse
anzugeben, um weiterhin Informationsmaterial zu erhalten.
Für jegliche Informationen kann man sich an die
Telefonnummer 0471/972240 (Bibliothek Kulturen der Welt)
wenden.
|