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Percorsi di lettura 2011: Donne di pace, donne per lo sviluppo: guida a saggistica e letteratura sul tema

INDICE

PERCORSI DI LETTURA 2011

Donne di pace, donne per lo sviluppo: guida a saggistica e letteratura sul tema

A cura di Mauro di Vieste


INTRODUZIONE [ Torna su ]

Il ruolo delle donne nel sud del mondo che promuovono pace e sviluppo è ormai una solida realtà. Quello che propone la nostra biblioteca è un percorso di lettura che faccia capire quanto importante sia il ruolo rivestito dalle donne per lo sviluppo delle proprie comunità di riferimento. Esistono esempi di personaggi famosi, il cui coraggio e determinazione possono essere da esempio per tutti noi: sono Aung San Suu Kyi, Rebiya Kadeer, Vandana Shiva e tante altre donne capaci di cambiare il corso della storia. Gli ambiti in cui sono proprio le donne a distinguersi nelle battaglie civili sono tantissimi e per questo bisognerebbe conoscere bene il contesto in cui queste donne sono riuscite a levare la loro voce critica, spesso incompresa in quel momento.

Uno dei libri presentati in questo percorso riguarda la tragedia della diga del Vajont in Italia nel lontano ottobre 1963 con gli oltre 2000 morti che provocò: una sola donna, la giornalista Tina Merlin, osò sfidare i poteri forti e portò avanti la sua battaglia di verità per anni per veder riconosciuti le connivenze ai più alti livelli e i colpevoli di una tragedia annunciata che si poteva evitare.

Un altro personaggio al quale il percorso è dedicato è Isoke Aikpitanyi, la ragazza di Benin City in Nigeria. Dopo essere riuscita a liberarsi dalla schiavitù della prostituzione impostale dall'alleanza tra mafia nigeriana e criminalità italiana, Isoke è diventata con la sua testimonianza paladina di quelle donne vittime della tratta: donne partite con il desiderio di migliorare la propria vita e quella della propria famiglia e che si ritrovano invece legate per sempre al destino della prostituzione sui marciapiedi italiani.

In questa carrellata di storie speciali non poteva mancare Aung San Suu Kyi, la leader birmana che combatte pacificamente per portare la democrazia nel proprio paese e lo fa contro uno dei regimi più sanguinari che l'Asia abbia mai conosciuto. Aung San Suu Kyi ha pagato molto caro il suo impegno a favore di una Birmania libera con il carcere e finalmente per lei si aprono spiragli di una prima libertà, segno che la sua battaglia valeva la pena di essere combattuta. Non solo in nome della democrazia, ma anche di quelle minoranze che in Birmania sono oppresse e continuamente perseguitate, come i Karen, i Kachin, gli Shan, i Mon, i Rohingya .

Un'altra donna che ha sfidato il potere da dentro è l'uigura Rebiya Kadeer. Come membro del Parlamento cinese si è battuta e si batte ancora perché i diritti del popolo uiguro venissero rispettati e la loro millenaria cultura preservata dall'omologazione economica e culturale cinese. Le stesse battaglie degli Uiguri sono condivise dai Tibetani e la giovane monaca Ngawang Sangdrol, in carcere dall'età di nove anni, è il simbolo della lotta dei pochi Tibetani rimasti a contrastare lo strapotere dell'occupazione cinese.

In tema di globalizzazione un ruolo sempre maggiore è riservato a Vandana Shiva, scienziata e attivista indiana che ha intrapreso la sua battaglia personale contro le forme più disumane della globalizzazione. Vandana Shiva è ormai famosa per le sue battaglie per le sementi libere, che eviterebbero ai contadini non solo indiani di poter sopravvivere in aree dove le sementi OGM hanno già dimostrato di aver fallito nel garantire una maggiore produzione agricola. Ha condotto le sue battaglie ambientaliste anche per l'accesso all'acqua, a favore di fonti energetiche alternative e sostenibili, della conservazione del sapere e delle pratiche delle comunità indigene, e in generale su tutto quanto ruota attorno a politica agricola, energetica e ambientale a livello globale.

Un'altra donna di cui si occupa il percorso è Yolande Mukagasana, nata in Rwanda e sopravvissuta al genocidio del 1994. Durante i massacri perse marito e figli ma riuscì a salvarsi. Del racconto di quegli anni, della voglia di rincontrare vittime e assassini, ascoltare la loro voce e contribuire così a una riconciliazione nel proprio paese, ne ha fatto la sua missione per continuare a tener viva l’attenzione sulla tragedia che ha colpito e continua a colpire il Rwanda.

Dietro a una denuncia una tragedia: questo riassume la figura della giornalista russa Anna Politkovskaja. Durante la sua attività professionale non ha mai smesso di denunciare i crimini russi nella sporca guerra in Cecenia, pur sapendo che per questo metteva a rischio la sua vita. Anna sapeva bene che il suo destino era segnato, che si poteva essere uccisi per molto meno, ma nonostante questo ha continuato la sua battaglia per la verità sulla Cecenia fino all'ultimo istante, quando è stata freddata nell'ottobre 2006 nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Tutto il mondo del giornalismo, non solo quello russo, si accorse allora dell'eredità che lasciava la Politkovskaja: da una parte un grande vuoto e dall'altra un grave monito per i suoi colleghi a favore della verità.

Un ricordo infine va a Wangari Maathai, che ci ha lasciati proprio mentre questo lavoro era in preparazione. Wangari Maathai era la leader del Green Belt Movement, il movimento della cintura verde, una comunità di migliaia di persone che in Kenya ha piantato più di 40 milioni di alberi, promuovendo l'ambiente e lavorando allo stesso tempo per l'emancipazione delle donne. Aveva ricevuto il Nobel per la pace nel 2004 ed era stata al governo nel suo paese. Il suo motto era: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, l'unica possibilità che l'umanità ha ormai per preservare se stessa e il mondo in cui viviamo dall'estinzione.

Sono queste alcune delle storie che vogliamo raccontare in questo percorso perché il messaggio di speranza arrivi forte a tutti: cambiare si può, qualcuno lo ha già fatto. Adesso tocca a noi.

Buona lettura a tutti!
Mauro di Vieste - Responsabile della Biblioteca Culture del Mondo

Dall'Italia [ Torna su ]

Sulla pelle viva : come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont Sulla pelle viva : come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont
Tina Merlin


Nel libro che ha ispirato l'Orazione civile di Marco Paolini e il film di Enzo Martinelli, Tina Merlin racconta con toccante lucidità gli eventi che portarono alla "tragedia annunciata" del Vajont, e le sue conseguenze negli anni successivi. Prima giornalista a denunciare dalle colonne de «l'Unità» la pericolosa situazione che si stava creando nella valle sopra Longarone. I suoi articoli le costarono un processo per "diffusione di notizie false e tendenziose". Tina Merlin fa un ritratto più che mai attuale del potere e dei mostri che può generare, dando voce per prima all'attonito sdegno di chi, la tragedia del Vajont, l'ha vissuta sulla sua "pelle viva".

[16 4 FRI - 3924] Merlin, Tina
Sulla pelle viva : come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont / Tina Merlin ; prefazione di Giampaolo Pansa ; presentazione di Marco Paolini. - Verona : Cierre, 1997. - 183 p. : ill. ; 23 cm. - ISBN 88 86654 74 X

La mia casa è dove sono La mia casa è dove sono
Igiaba Scego


Quando è scoppiata la guerra in Somalia Igiaba non se n'è accorta. Aveva sedici anni, stava a Roma, e quella sera sperava solo di baciare il ragazzo che le piaceva. Non sapeva che per due anni non avrebbe più avuto notizie di sua madre. Non sapeva che la guerra si porta via tutto, anche l'anima. Igiaba è nata a Roma perché suo padre, ex ministro degli Esteri somalo, ci veniva a "studiare la democrazia" negli anni Cinquanta. E al Sistina era rimasto stregato dalla voce di Nat King Cole e dalla sensazione che in quella città si potesse ricominciare a sognare. Se ne ricordò tanti anni dopo, quando il colpo di stato di Siad Barre costrinse lui e la famiglia all'esilio in un altro paese. Per questo Igiaba per lungo tempo ha sentito parlare della sua terra solo attraverso le fiabe della madre e i racconti nostalgici dei fratelli, che ricordavano i fasti passati. Lei della sua infanzia romana ricorda bene invece gli insulti dei compagni di classe per il colore della sua pelle e le incursioni a Trastevere con la madre, nel cuore della notte, per avere un po' di pasta e qualche vestito dalle associazioni del quartiere. Ora è diventata la voce ironica e intensa della seconda generazione, sospesa tra il fascino per le proprie radici e l'amore per la terra in cui è cresciuta. Questo è il racconto di cosa significa portarsi dietro la propria casa in un paese nuovo, delle difficoltà di essere accolta, accettata, amata. È la storia di Igiaba ma, in fondo, parla di noi.

[10 1 ITA SCE - 4180003264] Scego, Igiaba
La mia casa è dove sono / Igiaba Scego. - Milano : Rizzoli, 2010. - 162 p. ; 22 cm. - (24/7). - ISBN 978-88-17-04310-6

Quando nasci è una roulette : giovani figli di migranti si raccontano Quando nasci è una roulette : giovani figli di migranti si raccontano
Igiaba Scego


Sette ragazzi e ragazze di origine africana spiegano cosa significa essere nati a Roma da genitori stranieri (o esserci arrivati da piccoli): la scuola, il rapporto con la famiglia e con i coetanei, la religione, il razzismo, i sogni. Il futuro dell'Italia sarà sempre più disegnato da storie come quella di Adil, che vorrebbe fare il giornalista, di George e del suo gruppo rap o, ancora, come quella di Iman, attiva nell'associazione dei Giovani musulmani d'Italia.

[05 3 BAM - 4180000915] Scego, Igiaba
Quando nasci è una roulette : giovani figli di migranti si raccontano / a cura di Ingy Mubiayi e Igiaba Scego. - Milano : Terredimezzo, [2007]. - 101 [5] p. : c. geogr. ; 17 cm. - ISBN 978 88 6189 007 7

Le ragazze di Benin City : la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia Le ragazze di Benin City : la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia
Laura Maragnani, Isoke Aikpitanyi


Isoke è arrivata in Italia a vent'anni: le avevano promesso un lavoro di commessa, si è ritrovata a vivere in schiavitù. Oggi, finalmente libera, racconta la vita, la tratta, i clienti, i sogni delle ragazze da marciapiede. I diritti di questo libro contribuiranno a sostenere le campagne e le iniziative del progetto «La ragazza di Benin City».

[05 5 MAR - 4180002994] Maragnani, Laura
Le ragazze di Benin City : la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d'Italia / Laura Maragnani, Isoke Aikpitanyi. - Milano : Melampo, stampa 2007. - 211 p. ; 21 cm. - ISBN 978 88 89533 16 1

500 storie vere sulla tratta delle ragazze africane in Italia 500 storie vere sulla tratta delle ragazze africane in Italia
Isoke Aikpitanyi


Il libro, basato sui risultati di un'indagine capillare svoltasi in tutta Italia e realizzata con il contributo del Ministero delle Pari Opportunità, racconta con forza e concretezza le storie di centinaia di ragazze nigeriane rese schiave e costrette con l'inganno a prostituirsi dall'alleanza fra mafia nigeriana e criminalità italiana. Sono tante le ragazze africane, soprattutto nigeriane, scomparse o uccise, ma questo non ferma il flusso illegale e ininterrotto di arrivi di migliaia di giovanissime, spesso minorenni, che da quasi vent'anni vengono condotte nel nostro paese. A tutte viene imposto un debito altissimo, fino a 80 mila euro, cui debbono far fronte nel tempo sotto la stretta e violenta sorveglianza della rete delle maman, diffuse capillarmente in tutto il territorio nazionale. Eppure sta crescendo il numero delle ragazze che, come l'autrice del libro, si ribellano al ricatto della mafia e, attraverso percorsi diversi, riescono a liberarsi dal suo dominio. Contributi significativi affiancano nel libro la denuncia della tratta: quelli dello scrittore Roberto Saviano, dei musicisti inglesi Michael Nyman e David McAlmont, dell'artista americana Martha Rosler, cui si accompagnano le riflessioni di Claudio Magnabosco e Gianguido Palumbo, due uomini italiani impegnati nelle reti e nelle associazioni contro la tratta per un cambiamento delle responsabilità maschili.

[05 5 AIK - 4180003760] Aikpitanyi, Isoke
500 storie vere sulla tratta delle ragazze africane in Italia / Isoke Aikpitanyi ; presentazione di Susanna Camusso ; prefazione di Suor Eugenia Bonetti. - Roma : Ediesse, stampa 2011. - 161 p. : ill. ; 21 cm. - (Materiali). - ISBN 978-88-230-1555-5

Pensare l'impossibile : donne che non si arrendono Pensare l'impossibile : donne che non si arrendono
Anais Ginori


Quando si parla di donne, in Italia prevale la rassegnazione. Battute grevi, il corpo femminile che diventa oggetto di marketing, la sottomissione come consuetudine, sterili e umilianti dibattiti sulle quote rosa. Il "velinismo" è ormai un criterio selettivo, e solo lo scatto d'orgoglio di una moglie, Veronica Lario, ha creato un temporaneo moto di indignazione contro il "ciarpame senza pudore". I principali istituti nazionali di ricerca pubblicano i dati sulla condizione delle donne: ogni volta è un po' peggio. Meno di una italiana su due lavora, record negativo europeo, le violenze di genere aumentano, altro primato inquietante. Va così, lo stato delle cose è questo. Davvero non è possibile fare nulla davanti a questa situazione? E non c'è modo di schiodarsi da quell'umiliante 72° posto, su 135 paesi, questa la classifica che ci viene assegnata dal nuovo rapporto sul divario di genere del World Economie Forum? Anais Ginori dà voce alle donne sparse per la penisola, di ogni ordine e grado, che invece non intendono rassegnarsi e continuano a pensare l'impossibile. Attraverso i loro occhi, le loro parole e le loro storie, disegna una mappa della resistenza, si confronta con le cause dell'arretramento, dalle battaglie degli anni Settanta al corpo delle donne vilipeso e negato di oggi. E in questo viaggio incontra personaggi, situazioni e vizi spesso dimenticati dalle cronache di tutti i giorni.

[05 5 GIN - 4180002737] Ginori, Anais
Pensare l'impossibile : donne che non si arrendono / Anais Ginori ; prefazione di Concita De Gregorio. - Roma : Fandango libri, stampa 2010. - 154 p. : ill. ; 21 cm. - (Documenti ; 36). - ISBN 978 88 6044 143 0

Involontaria : avventure umane e umanitarie Involontaria : avventure umane e umanitarie
Susanna Fioretti


Pescatori in un arcipelago dello Yemen colpito dallo tsunami, donne analfabete che tentano di lasciarsi alle spalle i burqa nell'Afghanistan post talebano, famiglie sopravvissute a un devastante terremoto in India, bambini minacciati dalla carestia nel deserto della Mauritania, piccole storie fra le capanne di un villaggio del Mozambico, guerriglia in Sud Sudan e, sullo sfondo, il Mediterraneo. Susanna Fioretti racconta missioni umanitarie intrecciate a vicende personali, facendo emergere tra le righe le differenze tra il "nostro" mondo e quello islamico. C'è passione e una vena d'ironia nel modo in cui descrive il lavoro che, per oltre dieci anni, l'ha tenuta lontana da amici e parenti, soprattutto dai figli le cui mail entrano ed escono dalle pagine del libro, insieme a ricordi di un'agiata vita romana e avventure ecologico-sentimentali in un'isola greca alla Durrell. Spesso le rinfacciano: "tutti bravi a occuparsi dei bambini indiani ma ai nostri vecchi chi ci pensa", e lei stessa s'interroga sulla sua scelta, le sconfitte subite, i limiti della burocrazia umanitaria. Perché "cooperando" si diventa responsabili di vite molto fragili, eppure dotate di una forza esemplare. È nello scambio che sta uno dei sensi dell'azione umanitaria, in cui a volte si prende più di quanto si dà.

[01 5 FIO - 4180003815] Fioretti, Susanna
Involontaria : avventure umane e umanitarie / Susanna Fioretti. - Torino : Einaudi, stampa 2011. - 292 p. ; 22 cm. - (Passaggi Einaudi). - ISBN 978-88-06-20386-3

Donne che cambiano il mondo Donne che cambiano il mondo
Mariapia Bonanate


Può una donna sola, in situazioni spesso estreme, cambiare il mondo? Un viaggio nel pianeta femminile sconosciuto che non fa notizia, dove donne "comuni" con la sola forza del loro coraggio e del loro amore, dell'intelligenza del cuore trasformano la morte in vita, scrivendo la Storia. Vicende come quella di Laura che a poco più di vent'anni sceglie di vivere in Mozambico e attorno alla sua capanna sorge una cittadella che accoglie ragazzi di strada, mamme adolescenti, lebbrosi. Oppure come quella delle madri e nonne di Plaza de Mayo, in Argentina, o ancora come quella di Chiara che è un chirurgo di guerra che prima in Nicaragua e oggi in Congo ha salvato migliaia di vite umane e, pur avendo perso un braccio, continua a curare i quattrocento ammalati del suo ospedaletto nella savana. Queste donne sono quello che fu Etty Hillesum, "un balsamo per tante ferite". Della giovane ebrea morta ad Auschwitz, hanno raccolto il testimone.

[05 5 BON - 4895] Bonanate, Mariapia
Donne che cambiano il mondo / Mariapia Bonanate. - Milano : Mondadori, 2004. - 233 p. ; fotogr. ; 23 cm.- (Ingrandimenti). - ISBN 88 04 52446 4

Dal mondo [ Torna su ]

Prigioniere dell'onore Prigioniere dell'onore
Jasvinder Sanghera


Fatima ha solo sei anni quando scopre il peso della tradizione: i fratelli la picchiano per aver partecipato a una corsa scolastica con la gamba legata a quella di un compagno di classe. Kiren va a scuola e vorrebbe vivere come qualsiasi altra adolescente inglese, ma in famiglia non la pensano così: "Noi musulmani siamo diversi". E quando lei si ribella, la madre le punta un coltello alla gola: "Se non obbedisci, ti farò violentare dal tuo patrigno". Banaz, curda di nascita ma londinese per educazione, si rifiuta di sposare l'uomo scelto dai genitori e un giorno si fa sorprendere mentre bacia un ragazzo. Un disonore che verrà lavato nel sangue dall'intera famiglia. Siamo in Europa, nel ventunesimo secolo, ma non si direbbe. Queste sono solo alcune delle storie raccolte da Jasvinder Sanghera. Jasvinder sa bene cosa significhi la legge non scritta dell'onore. Di origini indiane ma cresciuta in Inghilterra, ha avuto il coraggio di rifiutare il promesso sposo impostole dai genitori. Il prezzo da pagare è stato altissimo: prima la persecuzione, poi il ripudio. Ma alla fine è riuscita a seguire il sentiero dei suoi sogni e a scegliere il proprio futuro. Al contrario di sua sorella, che dopo essere diventata la moglie di un uomo violento non ha retto e si è data fuoco. È perché simili tragedie non accadano più che ha fondato Karma Nirvana. Perché ancora oggi, anche in Occidente, una pratica barbara costringe donne poco più che bambine in una condizione di prigionia e disperazione.

[05 5 SAN - 4180003814] Sanghera, Jasvinder
Prigioniere dell'onore / Jasvinder Sanghera ; traduzione di Linda Rosaschino. - Milano : Piemme, 2011. - 316 p. ; 21 cm. - (Voci). - Tit. orig.: Daughters of shame. - ISBN 978-88-566-2049-8

L'altra faccia della terra L'altra faccia della terra : storie di donne senza diritti e di donne che lottano per ridare loro dignità
Monica Triglia


Saima, torturata e uccisa dal padre per aver cercato, con il ragazzo che si era scelta, una vita diversa a Karachi. Marie, che dopo aver perso la figlia Laurette nell'epidemia di colera seguita al terremoto di Haiti, ora insegna alle altre donne in una scuola di Medici senza Frontiere come difendersi dall'infezione. Marie Lucie che ha vagato due giorni fra le macerie di Port-au-Prince stringendo a sé la piccola Marianne. Lidia, di Guatemala City, caricata a forza su un'auto e violentata tra la folla in un mercato. Anaya che ha partorito a sessanta miglia da Lampedusa su una carretta del mare in avaria. Jeany e Mercy, infettate dal virus dell'HIV in Malawi, che si curano e continuano a sperare. Sono solo alcune delle storie al femminile che Monica Triglia ha raccolto nei centri di Medici senza Frontiere, negli ospedali dove operano i suoi dottori e il suo personale. Racconti di donne senza volto, su cui i riflettori non si accendono mai, donne ferite, violate, emarginate. Ma anche di donne che, un giorno della loro vita, hanno preso una decisione esaltante e difficile al tempo stesso, quella di entrare a far parte di MSF. A queste donne dimenticate Monica Triglia ha regalato una voce: attraverso le testimonianze raccolte in Pakistan, Haiti, Guatemala, Lampedusa, Malawi, ci fa scoprire un mondo lontano ma di grande impatto emotivo, e ci dice, una volta di più, che se si vuole dare una speranza di futuro e di sviluppo a un Paese in difficoltà, si deve partire dalla donna.

[05 5 TRI - 4180003813] Triglia, Monica
L'altra faccia della terra : storie di donne senza diritti e di donne che lottano per ridare loro dignità / Monica Triglia. - Milano : Mondadori, 2011. - XIII, 162, [1] p. ; 21 cm. - (Strade blu. Nonfiction). - ISBN 978-88-04-61416-6

Metà del cielo Metà del cielo
Nicholas D. Kristof, Sheryl WuDunn


La storia umana è sempre attraversata da problemi di grande impatto morale e sociale. Il mondo è lacerato da grandissime ingiustizie spesso accettate come mali inevitabili: lo schiavismo, il razzismo, le dittature, il maschilismo. Oggi la massima sfida morale che dobbiamo fronteggiare è costituita da tutte le forme di violenza a cui sono esposte ragazze e donne di molte parti del mondo: ragazze rapite, stuprate, forzate alla prostituzione da violenze efferate; ragazze costrette dai genitori a sposare uomini che non amano e che le considerano alla stregua di oggetti; mogli incendiate dai mariti che non le vogliono più; donne sfigurate con acidi per vendetta; ragazze vendute a bordelli, che prosperano grazie alla corruzione della polizia. Violenze dettate da ignoranza, miseria, misoginia, sadismo. Questo libro, scritto da due giornalisti (marito e moglie) che per anni hanno girato il mondo per il New York Times occupandosi sempre più approfonditamente dei problemi delle donne, particolarmente in Asia e in Africa, ci offre una testimonianza quanto mai eloquente e toccante di questa realtà. In "Metà del cielo" le ingiustizie, le sofferenze indicibili, lo squallore inenarrabile, si trasformano da nude statistiche e fredde cronache televisive quotidiane in esperienze vive di persone colte nel momento della più acuta sofferenza o della dignità riconquistata.

[05 5 KRI - 4180002704] Kristof, Nicholas D.
Metà del cielo / Nicholas D. Kristof, Sheryl WuDunn ; traduzione di Libero Sosio. - Milano : Corbaccio, stampa 2010. - 388 p. : ill. ; 22 cm. - Tit. orig.: Half the sky : turning oppression into opportunity for women worldwide. - ISBN 978 88 6380 065 4

Donne per un altro mondo Donne per un altro mondo : storie di protagoniste femminili in Africa, mondo islamico, Balcani e Caucaso, Asia, America Latina, Nazioni Unite
a cura di Paola Moiola e Angela Lano


Il libro è uno sguardo sul mondo attraverso incontri con donne in carne e ossa, tutte "gravide" del mondo futuro e della speranza di liberarlo da ogni condizionamento. È molto probabile che la salvezza del mondo si coniughi al femminile, ma le donne devono saperlo e devono trovare in se stesse la chiave del loro segreto perché solo loro e la loro bellezza ci salverà dalla catastrofe. Il libro "Donne per un altro mondo" è un antidoto universale perché offre un volo attraverso l'attuale mondo, ma il ritorno non è lo stesso perché le donne sanno essere convincenti e sanno aprire la fontana dove zampilla l'acqua fresca di un mondo altro. Dall'Africa, all'Asia, all'America Latina, alle Nazioni Unite, all'Islam, una teoria impressionante di Volti, Nomi, Soluzioni, Progetti, Sogni, Realtà. In una parola: Donne per un altro mondo. Il libro è frutto della collaborazione di 29 persone di cui 21 sono donne, il 75%.

[05 5 MON MOI - 4180001831] Moiola, Paola
Donne per un altro mondo : storie di protagoniste femminili in Africa, mondo islamico, Balcani e Caucaso, Asia, America Latina, Nazioni Unite / a cura di Paola Moiola e Angela Lano ; prefazione di Luisa Morgantini, Iva Berasi. - S. Pietro in Cariano : Il segno dei Gabrielli, c2008. - 364 [1] p. : ill. ; 24 cm. - ISBN 978 88 6099 057 0

Donne : Il coraggio di spezzare il silenzio Donne : Il coraggio di spezzare il silenzio
Amnesty International Sezione Italiana


La violenza sulle donne è un cancro che divora il cuore di ogni società, in ogni paese del mondo, in tempo di pace come in tempo di guerra. Almeno una donna su tre, nel corso della propria vita, ne è vittima. Il mondo deve dire: "Mai più violenza sulle donne"! Un libro per sostenere la campagna di Amnesty International per porre fine alla violenza sulle donne.

[05 5 AMN - 5227] Amnesty International
Donne : Il coraggio di spezzare il silenzio / Amnesty International Sezione Italiana. - Milano : Rizzoli, 2005. - 127 p. ; fotogr. ; 27x24 cm. - (Rizzoli libri illustrati). - ISBN 88 17 00429 4

Donne per un altro mondo Le donne di Allah : viaggio nei femminismi islamici
Anna Vanzan


La lotta di liberazione femminile non è un'esperienza soltanto occidentale. Lo raccontano, e soprattutto lo dimostrano con le loro scelte di vita, le donne musulmane che Anna Vanzan ha incontrato in Egitto e nei Balcani, in Turchia e in Indonesia, in Iran e in Malesia. Sono filosofe o studiose dei testi sacri. Ma anche attiviste che lottano perché lo sport agonistico non sia riservato ai soli uomini, o giovani donne che scelgono il velo per difendersi da accuse di mancanza di purezza mentre si muovono nel mondo professionale maschile. Un viaggio per incontrare chi crede nel Corano come simbolo di libertà e di progresso; una galleria di figure femminili complesse, ricche di vitalità, di contraddizioni e di promesse per il futuro.

[05 5 ISL - 4180003118] Vanzan, Anna
Le donne di Allah : viaggio nei femminismi islamici / Anna Vanzan. - Milano : B. Mondadori, 2010. - 178 p. ; 23 cm. - (Presente storico). - ISBN 978 88 6159 469 2

Le 51 parole dell'amore Le 51 parole dell'amore : l'amore nell'Islam dal Medioevo al digitale
Fatema Mernissi


"Adoro parlare d'amore, adoro ascoltare gli altri parlarne, spiegare i loro batticuori presenti e passati. Quando, ad una conferenza dell'Unesco, riesco a far parlare della loro vita amorosa colleghi svedesi o filippini, mi sento molto più vicina a loro e alla loro cultura che ascoltando un lungo intervento scientifico sul bilinguismo e la comunicazione." L'Islam deve esportare amore, non solo petrolio, non certo terrore: in questa indagine, l'autrice ci racconta come si vive l'amore nel mondo islamico, quali sono i rituali della seduzione, i linguaggi della passione tramandati fino al presente.

[05 5 ISL - 4180000634] Mernissi, Fatema
Le 51 parole dell'amore : l'amore nell'Islam dal Medioevo al digitale / Fatema Mernissi ; traduzione di Elena Chiti. - Firenze [etc.] : Giunti, 2008. - 245 p. : ill. ; 18 cm. - Tit. orig.: L'amour dans les pays musulmans. - ISBN 978 88 09 06073 9

La mia Birmania > Birmania - Aung San Suu Kyi
La mia Birmania
Aung San Suu Kyi in conversazione con Alan Clements


Gli ultimi avvenimenti in Birmania hanno rivelato al mondo il nome di Suu Kyi Aung San, premio Nobel per la Pace nel 1991 e anima della resistenza del popolo birmano alla dittatura militare. Ma, questa donna minuta ed elegante, da dove trae la forza e la convinzione che le consentono di lottare con tranquillo eroismo contro la giunta al potere in Birmania? Rifiuta la provocazione, rifiuta la paura, rifiuta l'odio. Si ostina a cercare il dialogo. Come è riuscita a conservare la sua straordinaria pacatezza di fronte alle ingiurie, di fronte agli arresti - da anni è prigioniera nella propria casa e per più di due anni è rimasta senza notizia di suo marito e dei suoi figli - di fronte ai soprusi quotidiani? Con chiarezza e semplicità Aung San Suu Kyi, in conversazione con il giornalista Alan Clements, risponde a questi interrogativi in un libro che è di scottante attualità e di saggezza senza tempo.

[14 3 MYA CLE - 4180000801] Clements, Alan
La mia Birmania : Aung San Suu Kyi in conversazione con Alan Clements / Alan Clements, Aung San Suu Kyi ; traduzione di Alessandra Patrelli. - Milano : Corbaccio, c2008. - 372 p. : fot. ; 22 cm. - Tit. orig.: La voix du défi. - ISBN 978 88 7972 981 9

Il silenzio dell'innocenza > Cambogia - Somaly Mam
Il silenzio dell'innocenza
Somaly Mam


"Mi chiamo Somaly; o, per lo meno, così mi chiamo adesso. Come tutti, in Cambogia, di nomi ne ho avuti parecchi. Un nome deriva da una scelta provvisoria, lo si cambia come si cambia vita se la sfortuna si accanisce contro di noi, per esempio. Ma non mi ricordo bene dei nomi che ho avuto quando ero piccola. Del resto, non ricordo quasi niente della mia prima infanzia; non so granché delle mie origini e ho ricostruito a posteriori, da vaghi ricordi, quel minimo di storia che sto per raccontarvi..." Nata nella poverissima campagna cambogiana, dove i genitori arrivano a vendere i propri figli all'età di cinque o sei anni per pochi soldi, Somaly Mam, oggi trentacinquenne, ha vissuto parte dell'adolescenza in un bordello, in condizione di schiavitù. Violentata, picchiata e torturata, è riuscita a sottrarsi al suo destino e insieme al marito Pierre Legros ha creato nel 1997 un'associazione no-profit, la AFESIP (Agir pour les femmes en situation précaire) che dalla Cambogia, dove ha la sede principale, si è rapidamente sviluppata in Tailandia, Vietnam e Laos. Nonostante abbia subito numerose minacce, finora Somaly Mam è riuscita a salvare dalla prostituzione e dalla schiavitù migliaia di ragazze. "Il silenzio dell'innocenza" racconta la sua storia, la storia di migliaia di persone come lei, il dolore e la rabbia, ma anche la speranza che il mondo possa cambiare.

[05 5 MAM - 5814] Mam, Somaly
Il silenzio dell'innocenza / Somaly Mam ; traduzione di Susanna Sinigaglia. - IV ed. - Milano : Corbaccio, 2006. - 174 p. ; fotogr. ; 22 cm. - Tit. orig. : Le silence de l'innocence. - ISBN 978 88 7972 817 1

A > Tibet - Ngawang Sandrol
La prigioniera di Lhasa : Ngawang Sangdrol, religiosa e ribelle
Philippe Broussard


Sul Tetto del Mondo, una donna si batte: Ngawang Sangdrol, la Prigioniera di Lhasa. Questa religiosa buddista di 23 anni è incarcerata nella capitale tibetana dal 1992 per aver osato contestare l'occupazione cinese del suo paese. Arrestata e torturata all'età di nove anni, oggi la giovane monaca è considerata il simbolo della resistenza al governo di Pechino. Il Dalai Lama ha lanciato inutilmente appelli per liberarla. Il libro traccia la biografia di questa "Giovanna d'Arco del Tibet" - dal convento alla prigione, dalla fede alla sofferenza - e la ricostruisce attraverso testimonianze inedite dei suoi amici più cari e compagne di carcere, nuove denunce sulla pulizia religiosa e politica nel paese, la vita quotidiana nel paese delle nevi. Documenti di una forza rara che nulla ignorano delle realtà del Tibet.

[14 4 TIB BRO - 4987] Broussard, Philippe
La prigioniera di Lhasa : Ngawang Sangdrol, religiosa e ribelle / Philippe Broussard, Danielle Laeng ; traduzione di Manuela Maddamma; prefazione di Renata Pisu ; appendice di Amnesty International. - Roma : Fandango, 2002. - 188 p. ; fotogr. ; 23 cm. - (Documenti ; 2). - Tit. orig.: La prisonnièere de Lassa. - ISBN 88 87517 27 4

A > Uiguri - Rebiya Kadeer
La guerriera gentile : una donna in lotta contro il regime cinese
Rebiya Kadeer con Alexandra Cavelius


Rebiya Kadeer, la più nota dissidente della Cina, si racconta in questo libro che è un'autobiografia e una fotografia lucida e impietosa di un regime spietato. Ha assistito al fallimento disastroso del grande balzo in avanti, ha subito la rivoluzione culturale, con la famiglia di etnia uiguri e religione musulmana è stata cacciata più volte dalla propria terra e più volte ha dovuto ricominciare tutto daccapo. Da semplice lavandaia è diventata imprenditrice e miliardaria: è stata a lungo il simbolo della donna emancipata nella Cina convertita al neocapitalismo e ha partecipato alla Quarta conferenza mondiale sulle donne dell'ONU di Pechino nel 1995. Ma da quando si è rifiutata di dissociarsi dalle parole del marito, dissidente ed esule negli Stati Uniti, Rebiya Kadeer è stata sottoposta a una feroce persecuzione e i suoi undici figli hanno subito ritorsioni e rappresaglie. Imprigionata, ha trascorso in carcere cinque anni, fino al 2005, quando è stata rilasciata in seguito a un accordo con gli Stati Uniti, dove attualmente risiede insieme al marito e a sei figli, e da dove continua a tenere alta l'attenzione sulle violazioni dei diritti umani da parte della Cina. Candidata tre volte al premio Nobel, nel 2004 ha ricevuto il premio Rafto per i diritti umani.

[14 4 UIG KAD - 4180001832] Kadeer, Rebiya
La guerriera gentile : [una donna in lotta contro il regime cinese] / Rebiya Kadeer con Alexandra Cavelius ; traduzione di Leonella Basiglini. - Milano : Corbaccio, stampa 2009. - 395 p., [8] c. di tav. : ill. ; 21 cm. - ISBN 978 88 7972 970 3

Le nuove guerre della globalizzazione > India - Vandana Shiva
Le nuove guerre della globalizzazione
Vandana Shiva


La guerra delle sementi, ovvero il controllo delle granaglie, viene combattuta a colpi di Trade Related Intellectual Property Rights (TRIPS), gli accordi internazionali che impongono nuovi diritti di proprietà sui semi, rendendoli non più direttamente gestibili dai contadini. I monopoli idrici cui aspirano multinazionali come Pepsi e Coca Cola negano alla gente l'accesso all'acqua, sia creando uno spazio privato nella sfera delle acque pubbliche sia privatizzando i servizi di pubblica utilità e incrementando così i costi di questa risorsa del 200-300 per cento. La condivisione e lo scambio della biodiversità e delle conoscenze a essa legate spesso si trasformano in pirateria attraverso brevetti registrati da aziende e da privati che si appropriano liberamente del sapere o delle pratiche delle comunità indigene. L'autrice traccia un collegamento tra la globalizzazione intesa come guerra economica e il militarismo e le varie forme di fondamentalismo visti come guerre politico-culturali.

[06 3 GLO - 5490] Shiva, Vandana
Le nuove guerre della globalizzazione / Vandana Shiva ; traduzione di Nicoletta Colombi. - Torino : UTET, 2005. - 125 p. ; tab. ; 23 cm. - (Frontiere). - Tit. orig. : Globalization's New Wars. Seed, Water and Life Forms. - ISBN 88 02 07167 5

Ritorno alla terra : la fine dell'ecoimperialismo Ritorno alla terra : la fine dell'ecoimperialismo
Vandana Shiva


Mai come oggi, a causa del progressivo esaurimento del petrolio e di cambiamenti climatici sempre più violenti, la necessità di fonti energetiche alternative e sostenibili sta diventando impellente. Ma nonostante l'urgenza delle istanze ecologiste, l'Occidente industrializzato non ha ancora compreso ciò che il resto del mondo sa già da tempo: si sta rapidamente avvicinando una catastrofe alimentare. Le fattorie stanno sparendo, i cibi geneticamente modificati si stanno diffondendo a macchia d'olio, il prezzo del pane continua a salire. E l'utilizzo di soluzioni alternative alle risorse tradizionali, come gli OGM per aumentare la produzione del Terzo Mondo e i biocarburanti in sostituzione dei combustibili fossili, non fa che aggravare la situazione, perché presuppone il ricorso sempre più massiccio a un'agricoltura industriale. In questo volume Vandana Shiva spiega perché i tre problemi più urgenti per l'umanità - la fame nel mondo, il peak oil, il surriscaldamento globale - siano profondamente collegati tra loro e perché ogni tentativo di risolverne uno, senza implicare necessariamente tutti gli altri, si sia rivelato finora fallimentare. Una triplice questione che rappresenta, al contempo, una triplice opportunità per ripensare a livello globale la politica agricola, energetica, ambientale.

[09 4 SHI - 4180001816] Shiva, Vandana
Ritorno alla terra : la fine dell'ecoimperialismo / Vandana Shiva ; prefazione di Carlo Petrini ; traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini. - Roma : Fazi, 2009. - X, 246 p. : tab. ; 22 cm. - (Le terre ; 194). - Tit. orig.: Soil Not Oil. - ISBN 978 88 6411 029 5

India spezzata India spezzata
Vandana Shiva


Nel paese di Buddha e Gandhi i contadini si suicidano. E le donne non trovano acqua da dare ai figli. Ma in Occidente si continua ad alimentare l'illusione del miracolo economico. Oggi il volto dell'India è spezzato in due: quello fasullo dell'India "splendente", nuova piattaforma tecnologica, futura superpotenza, e quello reale: l'India dei più poveri che pagano il prezzo dell'agricoltura industriale, dove acqua e cibo diventano merce, più che diritto. In India le corporation brevettano le sementi costringendo i contadini a indebitarsi, privatizzano le risorse naturali, sfruttano le differenze culturali. Una speranza esiste: si chiama democrazia economica e il popolo indiano la conosce bene. Biodiversità come ricchezza, multiculturalità come risorsa, tradizione come futuro.

[14 2 IND SHI - 4180006261] Shiva, Vandana
India spezzata / Vandana Shiva ; traduzione di Gianni Pannofino. - Milano : Il saggiatore, 2008. - 174 p. : 22 cm. - (Pamphlet). - Tit. orig.: India divided. -ISBN 9788842815075

La sfida dell'Africa > Africa - Wangari Maathai
La sfida dell'Africa
Wangari Maathai


In questo libro, l'autrice indaga la complessa e dinamica natura del continente nero e offre una "speranza caparbia" e "opzioni realistiche". Con grande chiarezza, Maathai analizza quelli che sono i colli di bottiglia per lo sviluppo in Africa sostenendo che non esiste un compromesso naturale tra crescita economica e difesa dell'ambiente, e che i governi africani dovrebbero perseguire entrambe. Punta l'indice contro il colonialismo occidentale, colpevole di aver disprezzato l'identità e la cultura africana, ma rimprovera anche agli africani il pernicioso attaccamento a frammentarie "micro-nazioni". Critica la dipendenza dagli aiuti ed è convinta che il cambiamento dovrà scaturire dall'attivismo di base, e che gli africani debbano stringersi attorno alle proprie tradizioni. Una vita spesa nella lotta per i diritti delle donne, la conservazione ambientale e la conquista della democrazia. Wangari Maathai è la leader del Green Belt Movement, "movimento della cintura verde": una comunità di oltre 100 mila persone che dal 1977 ha piantato più di 30 milioni di alberi sul territorio kenyano, promuovendo l'ambiente e al contempo lavorando per l'emancipazione delle donne.

[13 1 033 MAA - 4180002859] Maathai, Wangari
La sfida dell'Africa / Wangari Maathai. - Modena : Nuovi mondi, 2010. - 351 p. ; 22 cm. - Tit. orig.: The challenge for Africa. - ISBN 978 88 89091 70 8

La religione della terra La religione della terra
Wangari Maathai


"Sono le piccole cose che fanno la differenza. La mia piccola cosa è piantare alberi." Con questo semplice gesto Wangari Maathai ha creato il Green Belt Movement, il movimento ecologista che ha ridato respiro al suo Paese e nuove speranze alla Terra. Mettendo a dimora le piante, facendole crescere e prosperare, le donne keniote hanno sperimentato la forza del legame con l'ambiente, l'appartenenza a un tutto, il potere di cambiare le cose. Recuperare un rapporto diretto con la Natura, però, è solo il primo passo per ritrovare quella sintonia profonda - distrutta dalla cultura moderna - che da sempre ha garantito il benessere del pianeta e dei suoi abitanti, incluso l'uomo. È necessario guardare al nostro passato e riconoscere le radici spirituali di un intero retaggio di precetti etici e religiosi - dal tikkun olam ("ripara il mondo") delle Scritture ebraiche al mottainai ("non sprecare") della tradizione giapponese -, per capire che l'armonia naturale può essere ripristinata solo ispirando le nostre azioni ad autentici principi morali. Un nuovo punto di vista sulla difesa dell'ambiente, i cui valori, sostiene il premio Nobel per la Pace, coincidono con i più alti insegnamenti delle religioni. E la sintesi estrema che Wangari Maathai fa della sua attività altro non è che la "preghiera" che la Terra rivolge a ognuno di noi: è il "mantra delle tre R", ovvero Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Da queste linee guida e da queste azioni dipende il futuro dell'umanità e del mondo.

[09 1 MAA - 4180003653] Maathai, Wangari
La religione della terra / Wangari Maathai. - [Milano] : Sperling & Kupfer, 2011. - 208 p. ; 20 cm. - (Saggi). - Bibliogr.: p. 205-[209]. - Tit. orig.: Replenshing the earth. - ISBN 978-88-200-5020-7

L'immaginario violato L'immaginario violato
Aminata Traoré


Da oltre quarant'anni, l'Africa cerca invano la sua strada. Le violenze della storia hanno creato dei vincitori e dei vinti, e di conseguenza i rapporti fra nazioni ricche e nazioni povere sono basati esclusivamente sul predominio. Saccheggiata ed emarginata, l'Africa è spinta dai "padroni del mondo" a considerarsi una regione povera, e a comportarsi come tale. Gli stati africani, indebitati e turbati da forti tensioni sociali, devono adottare provvedimenti che hanno costi sociali e umani esorbitanti. Ma l'Africa non ha bisogno di capitali e di tecnologie stranieri. Deve ritrovare la parte di sé che le è stata portata via: l'umanità.

[06 3 GLO - 5103] Traoré, Aminata
L'immaginario violato / Aminata Traoré ; traduzione di Alda Mancini. - Milano : Ponte alle Grazie, 2002. - 189 p. ; 21 cm. - Tit. orig.: Le viol de l'immaginaire. - ISBN 88 7928 598 X

L'Africa umiliata L'Africa umiliata
Aminata Traoré


"Noi, popoli d'Africa, un tempo colonizzati e i ricolonizzati alla mercé del capitalismo occidentale, non cessiamo di chiederci: cosa stiamo diventando? La sfida che oggi affrontiamo è quella di immaginare un futuro in cui l'essere umano sia posto al centro. Una riappropriazione dei nostri destini cha fa appello alle nostre lingue, ai nostri punti di riferimento, ai valori sociali e culturali a noi cari". Con questo appello, Aminata Traoré, ex ministro della Cultura del Mali, risponde coraggiosamente all'attacco sferrato da Nicolas Sarkozy durante il suo primo viaggio a Dakar. Riflettendo sui meccanismi di dominazione ed esclusione del continente africano innescati ormai da secoli, ma non lasciandosi sopraffare dall'impotenza, la Traoré chiama il suo popolo al riscatto, parla di dignità, di radici, di doveri e responsabilità. Un saggio contro i pregiudizi per comprendere meglio l'Africa e dare voce a chi non ne ha.

[13 1 035 TRA - 4180002861] Traoré, Aminata
L'Africa umiliata / Aminata Traoré ; traduzione di Ilaria Mosso. - Roma : Avagliano, stampa 2009. - 211 p. ; 21 cm. - (I cardi ; 17). - Tit. orig.: L'Afrique humiliée. - ISBN 978 88 8309 264 0

Un giorno vivrò anch'io > Ruanda - Yolande Mukagasana
Un giorno vivrò anch'io : il genocidio del Rwanda raccontato ai giovani
Yolande Mukagasana


Yolande Mukagasana è sopravvissuta al genocidio del 1994 in Rwanda e ci lascia un monito: "Tra gli Hutu e i Tutsi non c'è mai stata differenza. Ma nel 1994 io donna Tutsi mi sono seduta davanti alle rovine della mia casa. Il primo vicino non c'era più, era stato assassinato dagli Hutu. Il secondo sterminato con la sua famiglia. Ho visto la stessa cosa anche per il terzo vicino. Ho scritto questo libro perché non accada più".

[13 2 RUA MUK - 4180003842] Mukagasana, Yolande
Un giorno vivrò anch'io : il genocidio del Rwanda raccontato ai giovani / Yolande Mukagasana. - Molfetta : La meridiana, stampa 2011. - 92 p. ; 20 cm. - (Passaggi... al meridiano). - Tit. orig.: La mort ne veut pas de moi. - ISBN 978-88-6153-170-3

Madre di diecimila figli > Burundi - Maggy Barankitse
Madre di diecimila figli
Christel Martin in collaborazione con Lorette Nobécourt


A volte una vita cambia in un attimo. La sua è cambiata una mattina di ottobre, quando, a Ruyigi, nel Burundi precipitato nel vicolo cieco della guerra civile e sconvolto dall'odio interetnico, settantadue persone sono state massacrate sotto i suoi occhi. Ha visto e udito tutto Maggy. Ha udito le grida. Ha visto membri della sua famiglia partecipare al massacro. Ha sentito il crepitio delle fiamme. E poi, come in un miracolo, ha visto la sua figlioccia, Chloe, rifugiarsi tra le sue braccia, sopravvissuta all'inferno. È stato un segno, un barlume di speranza: "in quel momento - dice Maggy Barankitse - ho capito che l'odio non poteva vincere". Ha iniziato quel giorno, prendendo con sé i venticinque bambini scampati a quell'orrore. In un mese erano già più di duecento. Piccoli traumarizzati, sofferenti di gravi forme di insonnia, ossessionati dalle immagini di vicini diventati improvvisamente nemici. Incurante delle minacce alla sua stessa vita, Maggy ha scelto di vivere con loro, con i bambini, di ogni gruppo etnico e nazionalità. È diventata la donna dei diecimila figli. Perché l'odio non doveva avere l'ultima parola.

[05 5 BUR - 5851] Martin, Christel
Madre di diecimila figli / Christel Martin in collaborazione con Lorette Nobécourt ; traduzione di Maria Moresco. - Casale Monferrato (AL) : Piemme, 2007. - 221 p. ; 21 cm. - Tit. orig. : La haine n'aura pas le dernier mot. - ISBN 978 88 384 8650 0

> Sudan - Mende Nazer, Alek Wek, Halima Bashir

Schiava Schiava
Mende Nazer


Sudan. All'età di dodici anni Mende Nazer viene catturata dalla milizia araba durante un brutale assalto. Deportata nella capitale Khartoum, la ragazzina vive come schiava, sfruttata, umiliata e picchiata. Nel 2000 la ricca famiglia araba di cui è la "yenit", la "ragazza", la serva, decide di venderla a dei parenti che vivono a Londra. Schiava nella casa di un diplomatico dell'ambasciata sudanese a Londra, la donna riesce finalmente a scappare e, con l'aiuto di un giornalista, a raccontare la sua storia.

[05 5 NAZ - 4551] Nazer, Mende
Schiava / Mende Nazer, Damien Lewis ; traduzione di Valeria Galassi. - Milano : Sperling & Kupfer, 2003. - 288 p. ; 22 cm. - (Saggi. Diritti & Rovesci). - Tit. orig.: Slave. - ISBN 88 200 3489 1

La ragazza del villaggio dinka La ragazza del villaggio dinka
Alek Wek


Alek Wek ha conosciuto la guerra all'età di otto anni, quando il Sudan meridionale ha vissuto una delle tante ricadute di un'eterna guerra civile. Costretta ad abbandonare la sua terra e a rifugiarsi con la famiglia in un villaggio lontano, arriva in maniera rocambolesca a Khartoum, la capitale, dove vive fino alla morte del padre. La madre allora la manda a studiare a Londra, dalla sorella maggiore. Qui comincia la seconda vita di Alek: l'integrazione in un mondo del tutto diverso (senza però mai rinunciare all'orgoglio di essere una Dinka); la fama conquistata nel campo della moda; l'impegno per portare aiuto alla sua Africa, ancora e sempre martoriata. In questo libro Alek Wek racconta la sua storia e il desiderio di tornare nella sua terra.

[05 5 WEK - 4180006149] Wek, Alek
La ragazza del villaggio dinka / Alek Wek ; traduzione di Ilaria Katerinov. - Milano : Rizzoli, 2008. - 231 p. ; 23 cm. - Tit. orig.: Alek. - ISBN 9788817020114

La bambina di sabbia La bambina di sabbia
Halima Bashir


Le tiepide notti nel deserto del Darfur e le dolci ninnananne materne sono i primi felici ricordi di Halima, una giovane donna della tribù nera degli Zaghawa, nata e cresciuta in un villaggio ospitale nel sud della regione. Motivata dalla forza di carattere, Halima impara presto ad affrontare le difficoltà: si oppone con orgoglio alle compagne e alle insegnanti arabe che la discriminano, riesce a laurearsi e diventa il primo medico della sua comunità. Intanto, però, la minoranza araba al governo scatena una feroce campagna repressiva contro le popolazioni nere. Truppe regolari insieme con i famigerati janjaweed compiono devastanti incursioni nei centri abitati, trasformati in scenari di sangue e sofferenza. Ma il peggio deve ancora arrivare. Un giorno terribile Halima si trova a prestare soccorso a quaranta bambine brutalmente stuprate dai militari in una scuola. Turbata dalla ferocia di quell'atto, ma non intimidita dalle minacce della polizia, denuncia l'accaduto alle Nazioni Unite. È l'inizio di un incubo, che la vede vittima di un sequestro, di torture selvagge e di umilianti abusi. E che avrà fine soltanto con la fuga in Occidente. Qui, con rinnovata speranza e il coraggio di sempre, Halima si farà portavoce della sua gente, raccontando la terribile tragedia che sta vivendo il suo popolo e che il mondo finge di non vedere.

[13 2 SDN - 4180002030] Bashir, Halima
La bambina di sabbia / Halima Bashir ; con Damien Lewis ; traduzione di Claudia Lionetti e Marilisa Santarone. - Milano : Sperling & Kupfer, 2009. - 325 p. ; 22 cm. - (Diritti & rovesci). - Tit. orig.: Tears of the Desert. - ISBN 978 88 200 4659 0

La figlia di Burger > Sudafrica - Nadine Gordimer
La figlia di Burger
Nadine Gordimer


Ambientata nel clima di feroce lotta politica del Sudafrica degli anni Settanta, la storia, ispirata alla vicenda di un famoso avvocato afrikaner costretto alla clandestinità per il suo impegno contro l'apartheid, segue il lento evolversi di Rosa Burger. La morte del padre - Lionel Burger, da sempre in lotta per la libertà dei neri - trasforma definitivamente Rosa nella "figlia di Burger". Attraverso la presa di coscienza di questa nuova identità, Rosa sarà costretta non solo a fare i conti con la sua vita privata, ma anche a modificare il rapporto con il suo paese.

[10 3 GOR - 1761] Gordimer, Nadine
La figlia di Burger / Nadine Gordimer. - Milano : Feltrinelli, 1992. - 362 p. ; 23 cm. - (I narratori). - Tit. orig.: Burger's Daughter. - ISBN 88 07 01435 1

Firdaus : storia di una donna egiziana > Egitto - Nawal al Sa'dawi
Firdaus : storia di una donna egiziana
Nawal al Sa'dawi


Il Cairo, autunno 1974: in una cella del carcere femminile di Qanatir, una donna attende il momento dell'esecuzione. E' un'assassina, una condannata a morte, una prostituta che ha conosciuto ogni sorta di miserie e umiliazioni e tuttavia è lì, fiera e sprezzante, chiusa in un rigore orgoglioso che nessuno osa scalfire. Soltanto Nawal al Sa' dawi - una donna di altrettanto coraggio, che conosce a fondo i dolori e le risorse nella vita femminile anche grazie al suo lavoro di psichiatra e scrittrice - riesce a superare il muro di ostiltà e di mutismo dietro al quale la prigioniera si difende. Nawal potrà conoscere e riconoscere la storia di Firdaus raccontata dalla sua stessa voce come un dramma comune a tante altre donne egiziane. Testimone partecipe ma impotente a salvarla dalla condanna, la scrittrice offre a Firdaus (che in arabo significa "paradiso") la voce che la riscatterà per sempre dal silenzio e dall'ingiuria in cui, altrimenti, la sua vita e la sua morte sarebbero sprofondate.

[10 2 ÄGY SAD - 2622] Sa'dawi, Nawal al
Firdaus : storia di una donna egiziana / Nawal al Sa'dawi. - Firenze : Giunti, 1994. - 115 p. ; 19 cm. - Woman at point zero. - (Astrea ; 3). - ISBN 88 09 20157 4

L'amore ai tempi del petrolio L'amore ai tempi del petrolio
Nawal al-Sa'dawi


In un oscuro regno del petrolio un'archeologa scompare senza lasciare traccia. La polizia che indaga si chiede se fosse una ribelle o una donna dalla dubbia morale, in un paese nel quale nessuna donna ha mai osato abbandonare casa e marito, disobbedendo alle regole. Quando finalmente riappare lascia il marito per stare con un altro uomo ... Una storia d'amore intrigante e insospettabile, densa di mistero. Un'educazione sentimentale e un viaggio di autocoscienza di una donna araba in un paese autoritario.

[10 2 ÄGY SAD - 4180001805] al-Sa'dawi, Nawal
L'amore ai tempi del petrolio / Nawal al-Sa'dawi ; traduzione dall'arabo di Marika Macco ; introduzione di Luisa Morgantini. - Fagnano Alto : Il sirente, c2009. - XV, 140 [1] p. ; 21 cm. - (Altriarabi ; 2). - Tit. orig.: Al-Hubb Fi Zaman Al-Naft : Riwayah. - ISBN 978 88 87847 16 1

> Palestina / Israele - Felicia Langer, Suad Amiry

La repressione di Israele contro i palestinensi La repressione di Israele contro i palestinensi
Felicia Langer


"L'autrice descrive una serie di casi e di processi svoltisi tra il 1967 ed il 1974 e nei quali ebbe l'incarico di difensore, contro palestinesi accusati di azioni illegali dalle autorità militari e giudiziarie israeliane: frequentando aule di tribunali, visitando celle, incontrando imputati, loro parenti, testimoni e giudici risulta dunque evidenziato nella sua concretezza quotidiana il dramma dei complicati rapporti tra vincitori e vinti non sconfitti. Invero la materia che ci si trova a percorrere è dolorosa e toccante, ma la Langer non viene mai meno ad un impegno di serenità e di equilibrio".

[12 3 PAL LAN - 1371] Langer, Felicia
La repressione di Israele contro i palestinensi / Felicia Langer ; a cura e con prefazione di Massimo Massara. - Milano : Teti, 1976. - 219 p. ; 21 cm

Murad Murad Murad Murad
Suad Amiry


Cambiare sesso. Suad Amiry sa benissimo che è questo l'unico modo per raccontare la paradossale condizione dei lavoratori palestinesi costretti a superare il confine con Israele per trovare lavoro. E così fa. Suad si traveste da uomo e raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah da dove comincia il suo viaggio, lungo le strade costeggiate di olivi che conducono in Israele, insieme al fido Mohammad, a Murad - sfrontato, grezzo, tamarro, un ragazzo come tanti - e ai loro amici. Ridono, scherzano, parlano del lavoro che, forse, li aspetta al di là del confine, ma la testa è sempre altrove: ai soldati israeliani che potrebbero arrestarli da un momento all'altro, alla diffida che riceverebbero se venissero presi e che sancirebbe una "carcerazione preventiva", alla pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi. Quando, dopo una marcia sulle colline e una serie di traversie, riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, è tardi: il lavoro non c'è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus per cominciare il viaggio di ritorno verso casa. Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato "palestinese" non c'è più, non c'è più memoria dell'architettura, delle coltivazioni, della vita quotidiana di un popolo che lì è vissuto per secoli.

[12 3 PAL AMI - 4180002019] Amiry, Suad
Murad Murad / Suad Amiry ; traduzione e cura di Maria Nadotti. - Milano : Feltrinelli, 2009. - 172 p. ; 22 cm. - (Varia). - ISBN 978 88 07 49086 6

Ogni mattina a Jenin Ogni mattina a Jenin
Susan Abulhawa


Un romanzo struggente che può fare per la Palestina ciò che il "Cacciatore di aquiloni" ha fatto per l'Afghanistan. Racconta con sensibilità e pacatezza la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di "senza patria". Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l'abbandono della casa dei suoi antenati di 'Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, si snoda la storia di Amal: l'infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell'arco di quasi sessant'anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro. In primo piano c'è la tragedia dell'esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L'autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, racconta la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all'amore. Il romanzo era stato pubblicato nel 2006 con il titolo Nel segno di David.

[10 2 PAL ABU - 4180003681] Abulhawa, Susan
Ogni mattina a Jenin / Susan Abulhawa ; traduzione di Silvia Rota Sperti. - Milano : Feltrinelli, 2011. - 390 p. ; 22 cm. - (I narratori). - Pubbl. precedentemente con il tit.: Nel segno di David. - Tit. orig.: Mornings in Jenin. - ISBN 978-88-07-01845-9

Beirut, I love you Beirut, I love you
Zena el Khalil


Tutto comincia in quei 34 giorni della guerra del 2006. Zena el Khalil, una giovane artista libanese, decide di raccontare al mondo in tempo reale quello che sta accadendo a Beirut. Apre così un blog che immediatamente suscita un tam-tam mediático: a partire dal "The Guardian", alcuni dei più importanti quotidiani internazionali iniziano a pubblicare il diario di Zena, finché un agente letterario inglese decide di incoraggiarla a scrivere un libro... "Beirut, I love you" è la storia di una donna e la storia di una città, intrecciate nella fitta trama di un dialogo che si snoda lungo percorsi temporali diversi. Il passato di Zena - l'infanzia, gli anni all'università, le sue vite precedenti - si sovrappone a quello di Beirut, al susseguirsi di guerre e ricostruzioni, viscerali speranze di cambiamento e tremende delusioni. Tutto vissuto in maniera estrema e portato all'eccesso. Al centro c'è sempre la guerra, anche quando pare non esserci. E Zena riesce a farci percepire quasi fisicamente questo stato permanente di tensione e insieme un attaccamento forte alla vita, in tutte le sue espressioni. Nelle strade di Beirut le milizie armate delimitano il proprio territorio, mentre la città cerca di riprendersi nel caos della ricostruzione. Intere famiglie dormono in uno stesso letto, mentre biondine in tiro affollano i night, dove droga e alcol scorrono a fiumi.

[10 2 LIB KHA - 4180002965] el-Khalil, Zena
Beirut, I love you / Zena el Khalil ; traduzione italiana di Santina Mobiglia ; postfazione di Francesca Paci. - Roma : Donzelli, stampa 2010. - 237 p. : ill. ; 20 cm. - (Meledonzelli). - Tit. orig.: Beirut, I love you : a memoir. - ISBN 978 88 6036 452 4

Quando Nina Simone ha smesso di cantare Quando Nina Simone ha smesso di cantare
Darina al-Joundi, Mohamed Kacimi


Darina è una donna giovane e bella. Una donna troppo libera in una città dilaniata dalla guerra dove essere donne non è facile ed essere libere è solo un sogno. O una condanna. 'Assim è suo padre. Un intellettuale laico in esilio, innamorato dell'alcol, del poker e del jazz, che insegna alla figlia il piacere del buon vino, l'amore per la letteratura e ad esser sempre libera e ribelle. Libera dalle regole, dalle tradizioni, dalle religioni, dagli uomini e dai mariti, da tutti quelli che pensano, ad esempio, che la verginità sia una dote per la donna. Ma a Beirut è l'inferno. Bombardamenti, massacri, fame, isolamento. Una lunga, agonizzante guerra civile. L'unica legge è quella delle armi. Per gli adolescenti che vivono lì la guerra con la sua adrenalina è una droga, come lo è l'hashish o il sesso che si fa per dimenticare l'orrore o la roulette russa che si prova per sentirsi vivi. Darina lo sa e sperimenta tutto fino in fondo e fino in fondo paga le conseguenze della sua folle ribellione. Poi una notte, dopo la morte del padre, viene picchiata e rinchiusa dalla sua famiglia in manicomio dove l'unico modo che ha per sopravvivere è fingersi pazza e scrivere su fogli immaginari la sua storia. Questa storia. Una storia vera, autobiografica, raccontata ad alta voce.

[05 5 ALJ - 4180001514] al-Joundi, Darina
Quando Nina Simone ha smesso di cantare / Darina al-Joundi, Mohamed Kacimi ; traduzione di Margherita Botto. - Torino : Einaudi, 2009. - 139 p. ; 22 cm. - (I coralli). - Tit. orig.: Le jour ou Nina Simone a cesse de chanter. - ISBN 978 88 06 19675 2

Dillo alla luna Dillo alla luna
Hazem Saghieh


Ci sono paesi dove essere se stessi non è auspicabile se ciò che si vuole essere non corrisponde a quello che la società si aspetta. Lo sanno bene le donne, e lo sanno tutti coloro che non si sentono allineati. Nella famiglia di Randa, una delle più autorevoli di Tebessa, per la zia Jamila, innamorata di un francese, ci sono voluti anni, lacrime e la morte del capofamiglia prima di poter vivere il proprio amore. In nome della rispettabilità, Randa non ha mai frequentato il suo quartiere, molto povero, né ha mai potuto pensare di realizzare liberamente se stessa. Un animo delicato, che ama la lettura e la poesia, che si ferma a contemplare la bellezza del mondo e che predilige l'azzurro tenue perché è un invito ad abbandonarsi all'incoscienza, non ha vita facile in Algeria. È così che le convenzioni si perpetuano: un matrimonio combinato, utile alla famiglia, una prima notte di nozze angosciante, a cui ne seguono molte altre. Notti di dovere, da cui il piacere è escluso, perché il piacere è altrove, tra le braccia dell'unico vero amore a cui ha dovuto rinunciare. Né alcun sentimento è richiesto in un legame dove conta solo l'apparenza, e soprattutto i figli. Che arrivano, due, un maschio e una femmina, altre ferite in una vita che si attraversa senza viverla. Ma così sono tutti rassicurati: è tutto normale, tutto sotto controllo. La nota stonata non si sente più. Fino al giorno in cui Randa si trova con un flacone di pillole in mano e una decisione da prendere: scomparire o rinascere ...

[10 2 LIB SAG . 4180003812] Saghieh, Hazem
Dillo alla luna / Hazem Saghieh. - Milano : Piemme, 2011. - 162 p. ; 21 cm. - (Voci). - Tit. orig.: Mudhakarat Randa attrans. - ISBN 978-88-566-1691-0

La terra dei peschi selvatici La terra dei peschi selvatici
Diana Nasher


1925. Elisabeth, ragazza dell'alta borghesia tedesca, si innamora di chi non dovrebbe: un afgano, studente di chimica a Worms. Un amore destinato a durare, nonostante l'opposizione feroce dei genitori di lei. Perché Elisabeth sceglie di abbandonare tutto e parte per l'Afghanistan, una terra per lei remota e quasi leggendaria. Ma i suoi sogni di trascorrere la vita accanto a un principe delle fiabe presto s'infrangono: dopo pochi anni, a causa dei disordini politici che scuotono il Paese, il suo uomo viene imprigionato, mentre lei e la figlioletta Mariam sono condannate agli arresti domiciliari. Ripartiranno per la Germania solo poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. 1948. Mariam ritorna a Kabul con la madre, sulle tracce del padre e della sua infanzia perduta. Qui sposa il giovane Ghulam Sawar Nasher, di una potente famiglia pashtun, accanto al quale conduce una vita da principessa. Un ruolo che lei riveste in modo del tutto personale: energica e piena di iniziativa, nel fermento degli anni Sessanta fonda una scuola unica nel suo genere, dove la millenaria cultura afgana s'incontra con quella europea. 1971. Diana, figlia di Mariam, abbandona l'Afghanistan in cui è cresciuta per studiare medicina a Praga. Non dimenticherà, però, il luogo da cui proviene, e di cui sentirà sempre una nostalgia profonda. In questo libro Diana Nasher ci racconta la storia romanzesca della sua famiglia, cominciata con una decisione travolgente come sempre sono le decisioni prese per amore.

[10 4 AFG NAS - 4180003846] Nasher, Diana
La terra dei peschi selvatici / Diana Nasher ; traduzione di Tiziana Prina. - [Milano] : Sperling & Kupfer, stampa 2011. - 276, [1] p., [8] c. di tav. ; 23 cm. - (Parole). - Tit. orig.: Töchterland. - ISBN 978-88-200-5107-5

La gabbia d'oro : tre fratelli nell'incubo della rivoluzione iraniana > Iran - Shirin Ebadi
La gabbia d'oro : tre fratelli nell'incubo della rivoluzione iraniana
Shirin Ebadi


Le pigre estati all'ombra dei ciliegi e le sere d'inverno sotto il korsi; il sapore degli halva sfrigolanti di burro e le discussioni sulla moda europea: sono le consuetudini che scandiscono un'amicizia preziosa, quella tra le famiglie di Shirin e Parì. Ma la Rivoluzione islamica è destinata a cambiare tutto, disperdendo i tre fratelli di Parì lungo strade diverse e rendendoli nemici. Abbas, generale dell'esercito dello Shah, quando il regime si avvia alla dissoluzione è costretto a fuggire, assieme alla moglie malata, in America, dove lo attende lo choc di una cultura aliena. Javad, attivista del partito comunista Tudeh, si vota a un'esistenza di clandestinità e pericoli che lo condurrà più volte in carcere. Alì si unisce con entusiasmo alla Rivoluzione e finisce al fronte a combattere le truppe di Saddam Hussein. Mentre Parì cerca di tenere assieme i fili spezzati della sua famiglia, il Paese intero attorno a loro sprofonda in un baratro di violenza, corruzione e oppressione da cui sembra impossibile uscire. E che mette a repentaglio anche la sua vita e quella di Shirin. La storia vera della "Gabbia d'oro" è quella di molte famiglie iraniane, vittime nel giro di pochi decenni di sconvolgimenti storici e politici che hanno significato la guerra dei padri contro i figli, dei fratelli contro i fratelli, e che hanno provocato l'emigrazione di milioni di cittadini. In controluce scorre la storia, dagli ultimi giorni della monarchia all'ascesa di Ahmadinejad.

[12 3 IRA - 4180000859] Ebadi, Shirin
La gabbia d'oro : tre fratelli nell'incubo della rivoluzione iraniana / Shirin Ebadi ; traduzione di Ella Mohammadi. - Milano : Rizzoli, c2008. - 251 p. ; 23 cm. - ISBN 978 88 17 02593 5

Il mio nome è Iran Il mio nome è Iran
Davar Ardalan


L'autrice ripercorre le vicende della sua famiglia, contraddistinte da innumerevoli cambiamenti e continui inizi, e narra la sua personale ricerca di una identità - e di una nazione - a cui appartenere. Il mio nome è Iran racconta la storia di tre donne - Davar Iran, sua madre e sua nonna - e del loro inarrestabile e profondo rapporto con l'Iran. Una storia che ha come sfondo gli anni delle ancestrali tradizioni persiane e della filosofia mediorientale, ma anche gli anni dei conflitti, della modernizzazione forzata dello Scià, della Rivoluzione dell'ayatollah Khomeini, della guerra contro l'Iraq.

[05 5 IRA - 4180001089] Ardalan, Davar
Il mio nome è Iran / Davar Ardalan ; traduzione di Daniel Conti, Arianna Ghetti, Silvia Magi. - Modena : Nuovi mondi, c2007. - 255 p. : fot. ; 21 cm. - (Storie). - Tit. orig.: My name is Iran. - ISBN 978 88 89091456

Donne d'Algeri nei loro appartamenti Donne d'Algeri nei loro appartamenti
Assia Djebar


Un prezioso affresco dedicato alle donne algerine sullo sfondo di un secolo di storia: dalla fine dell'Ottocento al presente, in un coro di voci, grida, preghiere, risate e sussurri che chiedono ascolto. La Djebar ci offre la realtà complessa di un paese islamico dove le donne hanno lottato per liberare la patria dal dominio coloniale, episodi e frammenti in cui la riflessione critica si alterna alla suggestione del racconto e l'onda emotiva s'intreccia con la lucidità analitica.

[10 2 DJE - 3095] Djebar, Assia
Donne d'Algeri nei loro appartamenti / Assia Djebar ; traduzione di Gianfrancesco Turano ; nota critica di Isabella Camera d'Afflitto. - 2. ed. - Firenze : Giunti, 1994. - 188 p. ; 19 cm. - (Astrea ; 14). - Tit orig.: Femmes d'Alger dans leur appartement. - ISBN 88 09 20116 7

> Armeni / Turchia - Fethiye Cetin, Elif Shafak

Heranush mia nonna Heranush mia nonna
Fethiye Çetin


Una nonna musulmana come tante, almeno così credeva sua nipote Fethiye. Finché un giorno la nonna le rivela il suo segreto: nata in un villaggio armeno di religione cristiana, il suo nome era Heranush quando nel 1915, all'età di dieci anni, i turchi massacrarono la sua gente deportando donne e bambini. Adottata da un capitano dell'esercito turco, iniziò una nuova vita da musulmana con il nome di Seher, mentre la sua famiglia subiva la diaspora. Il desiderio di rivedere ancora una volta i familiari fuggiti in America spinge la donna, in punto di morte, a chiedere alla nipote di ritrovare i suoi cari. Nella testimonianza di Heranush, il destino di migliaia di famiglie armene.

[10 2 CET - 5962] Cetin, Fethiye
Heranush mia nonna / Fethiye Çetin ; introduzione di Antonia Arslan ; romanzo tradotto dal turco da Fabrizio Beltrami. - Padova : ALET, 2007. - 106, [1] p. : fot. ; 21 cm. - (Perieli [ALET] ; 41). - Tit. orig.: Anneannem. - ISBN 978-88-7520-040-4

La bastarda di Istanbul La bastarda di Istanbul
Elif Shafak


Istanbul non è una città, è una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore, religione. Lo scopre Armanoush, giovane americana in cerca nelle proprie radici armene in Turchia. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive, come Asya, diciannove anni, una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre. Quando Asya e Armanoush si conoscono, il loro è l'incontro di due mondi che la storia ha visto scontrarsi con esiti terribili: la ragazza turca e la ragazza armena diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega il passato delle loro famiglie e fanno i conti con la storia comune dei loro popoli. Elif Shafak, nuova protagonista della letteratura turca, affronta un tema ancora scottante: quel buco nero nella coscienza del suo paese che è la questione armena. Simbolo di una Turchia che ha il coraggio di guardarsi dentro e di raccontare le proprie contraddizioni.

[10 2 SHA - 5856] Shafak, Elif
La bastarda di Istanbul / Elif Shafak ; traduzione di Laura Prandino. - Milano : Rizzoli, 2007. - 388 p. ; 23 cm. - Tit. orig. : The bastard of Istanbul. - ISBN 978 88 17 01726 8

Proibito parlare : Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka : le verità scomode della Russia di Putin > Cecenia - Anna Politkovskaja
Proibito parlare : Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka : le verità scomode della Russia di Putin
Anna Politkovskaja


Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi, l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità degli individui, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena.

[16 3 RUS - 4180000629] Politkovskaia, Anna
Proibito parlare : Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka : le verità scomode della Russia di Putin / Anna Politkovskaja ; prefazione di Adriano Sofri. - Milano : Mondadori, 2007. - XXIX, [1], 307 p. ; 18 cm. - (Piccola biblioteca Oscar ; 535). Scritti già pubbl. in: Novaja Gazeta. - ISBN 978 88 04 56780 6

Un piccolo angolo d'inferno Un piccolo angolo d'inferno
Anna Politkovskaja


Ci sono bambini che passano i loro vuoti pomeriggi a raccontarsi, seduti all'ombra delle macerie, storie di uomini misteriosamente scomparsi. Madri che in affannose corse contro il tempo bussano alle porte dei villaggi in cerca di denaro per riscattare i figli dalle mani di un esercito di aguzzini. Un popolo intero umiliato da anni di privazioni, violenze e indifferenza. Questa è la Cecenia, un Paese tenuto accuratamente lontano dai riflettori dove "la tortura è la norma, le esecuzioni senza processo sono routine e le razzie e i saccheggi un luogo comune". Una terra battuta dalla guerra, minacciata dal fuoco delle sanguinarie milizie indipendentiste e messa ancor più in pericolo da un esercito corrotto, complice e profittatore di uno spietato disegno politico. E la vittima di tanta cruda insensatezza non è un'astratta entità statale ma una popolazione inerme, costantemente sotto minaccia, privata del diritto e della dignità. Inviata sul campo dal settimanale di ispirazione liberale "Novaja Gazeta", Anna Politkovskaja ha avuto il coraggio di rompere il silenzio svelando al mondo gli orrori della Cecenia, senza censure né remore nell'accusare Putin e nel parlare di genocidio. Per anni la sua voce è stata l'unico filo di collegamento tra quelle terre dimenticate e il resto del mondo. Il libro ripercorre l'esperienza personale e l'indagine rigorosa, raccogliendo gli scomodi reportage che hanno smascherato i crimini della Russia e che le sono costati la vita.

[16 3 CEC - 4180000791] Politkovskaja, Anna
Un piccolo angolo d'inferno / Anna Politkovskaja ; traduzione di Isabella Aguillar. - Milano : Rizzoli, 2008. - 273 p. ; 22 cm. - Tit. orig.: Vtoraia Cechennika. - ISBN 978 88 17 02594 2

Donne di mais : voci di donne dal Chiapas > Chiapas - Donne Maya
Donne di mais : voci di donne dal Chiapas
Rovira Guiomar


"Donne di mais" ci racconta la storia delle donne indigene del Chiapas, che vivono sia nelle comunità dell'Esercito zapatista di liberazione, sia nei diversi territori di questo stato. Chi sono queste donne, alcune delle quali sono arrivate ad essere comandanti, ma che per la stragrande maggioranza continuano a rappresentare l'ultimo gradino della società e quindi anche a subire i soprusi degli uomini? Nella rivendicazione della salvaguardia delle culture indigene, le donne hanno da perdere o da guadagnare? Il maschilismo è peggiore del razzismo o della miseria? "Donne di mais" non dà risposte a queste e a molte altre domande. Raccoglie e orchestra voci, ambienti, particolarità, indizi, contrasti. Senza il minimo sentimentalismo, ma con perfetta sensibilità ci consegna le indimenticabili risposte di quelle donne, mai udite né in Chiapas, né altrove.

[05 5 MEX - 3760] Rovira, Guiomar
Donne di mais : voci di donne dal Chiapas / Rovira Guiomar. - Roma : Manifestolibri, 2000. - 191 p. ; 18 cm. - (Discount). - ISBN 88 7285 237 4

Labambina > Sinti / Rom - Mariella Mehr
Labambina
Mariella Mehr


Mariella Mehr è nata Zurigo da madre zingara di ceppo Jenische. Come molti altri figli del popolo nomade nati in quegli anni in Svizzera e in Svezia, la Mehr fu vittima dell'iniziativa di sedentarizzazione forzata del popolo zingaro organizzata dall'"Opera di soccorso per i bambini di strada". Già nella primissima infanzia fu strappata alla madre per essere consegnata a famiglie affidatarie, orfanotrofi, istituti psichiatrici, in quanto la rottura totale tra il bambino e il suo universo familiare era ritenuta condizione indispensabile per l'estirpazione del fenomeno zingaro (dal 1926 al 1972 furono 600 i bambini sottratti a forza alle loro famiglie nell'ambito di un programma che doveva plasmarli secondo i modelli della società sedentaria). È da questa esperienza di sradicamento, segregazione e colpevolizzazione che nascono tutte le opere della Mehr e in particolare i romanzi della "trilogia della violenza" di cui Labambina fa parte.

[10 1 ZIG MEH - 4180000911] Mehr, Mariella
Labambina / Mariella Mehr ; traduzione di Anna Ruchat. - Milano : Effigie, c2006. - 153 p. ; 24 cm. - (Stellefilanti : Narrativa ; 23). - Tit. orig.: Daskind. - ISBN 88 89416 38 6



Ultimo aggiornamento: 23.12.2011 | URL: www.bibmondo.it/att/donne/index.html | XHTML 1.0 / CSS / WAI AAA | WEBdesign, e-mail: M. di Vieste