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Bibliotombola: Il gioco dei libri che raccontano il cibo

Bibliotombola
Il gioco dei libri che raccontano il cibo

A cura di Mauro di Vieste e Alessandra Sorsoli (2015)


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Una sera d'inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po' di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di madeleine. Ma nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un delizioso piacere m'aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m'aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita...non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale.
Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust

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Erano passate meno di due ore da quando avevamo mangiato, ma, come vi ho detto, da questo punto di vista io sono piuttosto anomala. Ormai avvertivo tipi di fame così diversi che non riuscivo più a distinguerli. Ci eravamo appena seduti quando arrivò una cameriera sui vent'anni con il menù scritto a mano, ma Marco lo rifiutò. "Sarde incinte in agrodolce e fondi di carciofo. Per due", ordinò.
Zenzero e cannella di Sarah-Kate Lynch

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Carvalho se ne andava in cucina come se avesse udito un tam-tam, inappellabile. Moltiplicò le mani per sportelli e cassetti sino a disporre sul marmo un esercito di programmati ingredienti. Tagliò tre melanzane a fette di un centimetro, le salò. Mise in una padella olio e dell'aglio che fece soffriggere fino a dorarlo. Passò nello stesso olio qualche testa di gambero mentre toglieva la crosta alle code e tagliava il prosciutto a dadini. Tolse le teste dei gamberi e le mise a bollire in un brodo ristretto mentre dissalava le melanzane sotto l'acqua e le asciugava con uno straccio, una fetta alla volta. Nello stesso olio in cui aveva fritto le teste di gamberi, mise a friggere le melanzane che adagiava poi in uno scolapasta per far scolare l'olio. Una volta fritte le melanzane, nello stesso olio fece soffriggere una cipolla affettata, una cucchiaiata di farina e si mise a fare una besciamella con latte e il brodo delle teste dei gamberi. Dispose le melanzane una sopra l'altra in un tegame da forno, vi lasciò cadere sopra una pioggia di code di gamberi ripulite, i dadini di prosciutto e coprì tutto con la besciamella. Dalle sue dita cadde la neve di formaggio grattugiato per coprire il biancore dorato della besciamella e mise il tegame nel forno per farlo gratinare.
I mari del Sud di M. Vazquez Montalban

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Stacco sulla cucina. Maurice è ai fornelli. Maniche di camicia alzate, pantaloni grigio scuro, calzini neri. Scarpe, no. Niente scarpe. Quattro uova, pirofila imburrata, una confezione di ricotta e una scatola di asparagi bianchi. Cosa ci fa questa strana combinazione di cose in cucina, solo Dio sa. E Maurice è lì che sperimenta. Rompe le uova, le mischia con la ricotta, allinea gli asparagi e grattugia un po' di Emmenthal comprato alla drogheria europea dell'angolo. Accende il forno e guarda l'orologio.
Vaniglia di Lorenzo Marini

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Un cuoco per essere pienamente tale deve mobilitare tutti e cinque i sensi. Una pietanza deve essere una gioia per la vista, per l'olfatto, per il gusto, certo, ma anche per il tatto, che così spesso orienta le scelte dello chef e ha il suo ruolo nella festa gastronomica.
Estasi culinarie di Muriel Barbery

6. [ Torna su ]
Un ebreo decide di farsi battezzare e comunica la decisione al parroco. - Va bene, - gli dice quello, - ti battezzo, ma devi promettermi che diventerai un buon cristiano. Durante le sei settimane che precedono la Pasqua, un cristiano deve astenersi dal mangiare carne. Tu devi osservare il seguente precetto: puoi mangiare di tutto, pesce, legumi, patate, frutta, ma carne non devi mangiarne. L'ebreo promette di obbedire e il prete lo battezza. Durante la Quaresima il prete va a visitarlo e lo sorprende mentre mangia un pollo. Per calmare il parroco molto arrabbiato, l'ebreo racconta: - Signor parroco, si ricorda quando lei mi ha batezato? Sono venuto da lei come ibreo, me lo ha spruzato un poco del acqua e poi me lo ha deto:"No sei più uno ibreo, sei uno cristiano". Così ho fato anch'io con polo: ho lui spruzato un poco d'acqua e ho lui deto: "No lo sei più polo, adeso tu lo sei pesce".
Il conto dell'ultima cena di Moni Ovadia

7. [ Torna su ]
La settimana precedente al nostro incontro, nella vetrina della libreria del suo quartiere, la foto di copertina del Bilanciere - una tazza di terracotta immersa per metà nella brace, con dentro un trancio di pesce caramellato - l'aveva commossa fino alle lacrime. L'odore della salsa di pesce era tornato a colpirla, tanto che le sembrava di trovarsi nuovamente in piedi nella cucina dell'orfanotrofio, nel momento in cui la cuoca versava la salsa nella mistura bollente di zucchero, cipolla e aglio.
Nidi di rondine di Kim Thuy

8. [ Torna su ]
Quel pomeriggio, per preparare uno dei piatti preferiti di Wolfe nella stagione calda, Fritz aveva messo insieme otto piccole aragoste, otto avocado e un cespo di lattuga tenera. Facendo incontrare quegli ingredienti con le giuste dosi di erba cipollina, cipolla, prezzemolo, concentrato di pomodoro, maionese, sale, pepe, paprika, peperoni e vino bianco secco avrebbe ottenuto l'insalata brasiliana di aragosta che recava la firma di Wolfe, e neppure Wolfe in persona sarebbe riuscito a mangiarla tutta entro le otto e mezzo.
Crimini e ricette. A tavola con Nero Wolf di Rex Stout

9. [ Torna su ]
Non c'è posto al mondo che ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire. Mi piacciono con il pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Pagina 9 di Kitchen di Banana Yoshimoto

10. [ Torna su ]
Mi sono riaccoccolata bene contro il cuscino e ho avuto solo il tempo di emettere un profondo sospiro di puro piacere prima di rendermi conto che si erano fatte già le dieci ed era tempo di alzarsi e fare colazione. Visto che Orazio condivideva la mia opinione siamo andati in salotto, abbiamo preso il romanzo attualmente in lettura e ci siamo accomodati con pane italiano tostato, marmellata di agrumi e caffè, più qualche croccantino per lui, per trascorrere una mattina di quiete.
Piaceri divini di Kerry Greenwood

11. [ Torna su ]
A casa nostra non si faceva mai il seder: per quello bisognava spostarsi da un mio zio. Era un seder fantastico, molto allegro, anche perché lo zio aveva sposato un'ebrea polacca che parlava yiddish, e ci aveva portato l'anima di quel mondo straordinario. Pure la rottura del digiuno dopo la festa dello Yom Kippur (il giorno dell'espiazione) si faceva dallo zio. Lui e mia madre osservavano il digiuno, e zio, alla maniera degli ebrei più religiosi, aspettava l'uscita delle prime tre stelle per ricominciare a mangiare.
Pagina 111 di Il conto dell'ultima cena di Moni Ovadia

12. [ Torna su ]
In casa facevano la cioccolata come da nessun'altra parte, perché mettevano molta cura in tutte le fasi della preparazione, dalle materie prime fino alla battitura, che è un altro capitolo importantissimo. L'imperizia nello sbatterla può far sì che una cioccolata di ottima qualità diventi disgustosa, o per scarsa cottura, o per troppa cottura, o perché troppo spessa, o addirittura perché bruciata.
Dolce come il cioccolato: romanzo piccante in 12 puntate con ricette, amori e rimedi casalinghi di Laura Esquivel

13. [ Torna su ]
Sguscia tredici gamberoni e metti a bollire i gusci in un buon brodo fatto con cipolle e sedano e un pezzo di pesce. Friggi cipolla e aglio in olio e burro; poi versa il brodo ristretto e addensalo con un cucchiaio di farina di grano; migliora il sapore con un bicchiere di brandy. Aggiungi i gamberi interi e lascia solo che il loro colore diventi arancio intenso. A parte, cuoci in acqua salata, duecento grammi di pasta corta. Al momento di mescolare la pasta con la salsa, aggiungi pepe e panna. Questo piatto risveglierà al massimo i suoi sensi. Se accompagnerai il tutto con una bottiglia di champagne il risultato è quasi, quasi infallibile.
Trattato di culinaria per donne tristi di Hector Abad Faciolince

14. [ Torna su ]
Teodora si alzava all'alba per adempiere i suoi doveri. Doña Ramonita le aveva insegnato la sua arte. Pasticcerie, gelaterie e ristoranti della città compravano i suoi budini alla frutta, i suoi biscotti al sesamo, gli involtini al formaggio, uva passa e miele, i sospiri con panna montata. Come se fosse viva la sua madrina, che lei aiutava da quando ebbe uso di ragione e che negli ultimi tempi non lavorava.
Pagina 14 de La signora del miele di Fanny Buitrago

15. [ Torna su ]
Durante il pranzo di Natale dei suoi quindici anni Nico, come sempre bene in carne, nella farcia del tacchino così ricca di formaggio fresco e filante avvertì uno spiacevole odore di pecora. Certamente il calore del forno esalta gli aromi, e per quanto in famiglia riconoscessero il gusto del vino bianco, la delicata fragranza della cannella, la dolcezza dell'uva passita, Nico - principe dal/o/sul pisello - continuava a sentire odore di pecora.
Tacchino farcito di Alda Bruno

16. [ Torna su ]
Alla fine del pranzo venne servita la gelatina al rhum. Questo era il dolce preferito di don Fabrizio e la Principessa, riconoscente delle consolazioni ricevute, aveva avuto cura di ordinarlo la mattina di buon'ora. Si presentava minacciosa, con quella sua forma di torrione appoggiato su bastioni e scarpate, dalle pareti lisce e scivolose impossibili da scalare, presidiata da una guarnigione rossa e verde di ciliegie e di pistacchi; era però trasparente e tremolante e il cucchiaio vi si affondava con stupefacente agio. Quando la roccaforte ambrata giunse a Francesco Paolo, il ragazzo sedicenne ultimo servito, essa non consisteva piú che di spalti cannoneggiati e di blocchi divelti. Esilarato dall'aroma del liquore e dal gusto delicato della guarnigione multicolore, il Principe se la era goduta assistendo allo smantellamento della fosca rocca sotto l'assalto degli appetiti. Uno dei suoi bicchieri era rimasto a metà pieno di marsala; egli lo alzò, guardò in giro la famiglia fissandosi un attimo più a lungo sugli occhi azzurri di Concetta "alla salute del nostro caro Tancredi" disse. E bevve il vino di un solo sorso.
Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

17. [ Torna su ]
Appartengo a un ambiente agiato: a casa mia non è mai mancato niente. È questo che mi suggerisce di vedere nella mia fame una caratteristica personale: non è spiegabile socialmente. Va precisato che la mia fame è da intendersi nel senso più ampio: se fosse stata solo fame di alimenti, forse non sarebbe stata così grave. Ma esiste una fame che è solo di cibo? Esiste una fame del ventre che non sia indizio di una fame più generalizzata? Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l'essere, quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione non tanto all'utopica pienezza quanto alla semplice realtà: là dove non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa.
Pagina 17 di Biografia della fame di Amelie Nothomb

18. [ Torna su ]
I giornali di New York erano pieni di stranieri e delle loro tradizioni culinarie, storie che seguivano più o meno lo stesso cliché: l'emigrato cordiale, che tristemente allude ai disordini in atto nel suo paese, assicura che non tutti gli arabi/afgani/musulmani sono cattivi e offre la sua ricetta per un qualche piatto in cui c'entrano le melanzane. All'indomani dell'11 settembre, ovunque c'erano fotografie di immigrati con in mano piatti colmi di cibo. I loro sguardi supplicavano: "Non mandatemi via! Gustate un po' di hummus!"
Pagina 18 de I giorni del miele e dello zenzero di Annia Ciezadlo

19. [ Torna su ]
Mentre le sue capacità progredivano con il passare degli anni, Lillian apprese altre, inaspettate lezioni culinarie. Notò come l'impasto battuto con troppa energia desse origine a un pane coriaceo e a stati d'animo altrettanto rigidi. Vide che i biscotti morbidi e tiepidi soddisfacevano un'esigenza umana diversa rispetto a quelli fatti raffreddare e croccanti. Più cucinava, più cominciava a vedere le spezie come latrici di emozioni e ricordi dei luoghi da cui provenivano originariamente e di tutti quelli in cui avevano viaggiato nel corso degli anni.
Pagina 19 di La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister

20. [ Torna su ]
Eppure Pereira lo invitò a pranzo, sostiene, e scelse un ristorante del Rossio. Gli parve una scelta adatta a loro, perché in fondo erano due intellettuali, e quello era il caffè e il ristorante dei letterati, negli anni venti era stato una gloria, ai suoi tavolini si erano fatte le riviste di avanguardia, insomma, ci andavano tutti, e forse qualcuno ci andava ancora. […] Pereira ordinò un'orata ai ferri, sostiene, e Monteiro Rossi un gazpacho e poi riso ai frutti di mare. Il riso arrivò in un'enorme terrina di terracotta e Monteiro Rossi ne mangiò per tre volte, sostiene Pereira, se lo finì tutto, ed era una porzione enorme.
Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

21. [ Torna su ]
Venduto l'aglio e incassato il guadagno tutti son contenti ... si mangiano piatti di maiale saltato, gallette ripiene di grosse cipolle ... la signora Zhang ha la pancia come un pallone ... è incinta!
Pagina 21 di Le canzoni dell'aglio di Mo Yan

22. [ Torna su ]
Il brodo zafferanato dovrà aver attinto un color giallo mandarino: talché il risotto, a cottura perfetta, venti-ventidue minuti, abbia a risultare giallo-arancio: per gli stomaci timorati basterà un po' meno, due cucchiaini rasi, e non colmi: e ne verrà fuori un giallo chiaro canarino. Quel che più importa è adibire al rito un animo timorato degli dei è reverente del reverendo Esculapio o per dir meglio Asclepio, e immettere nel sacro " risotto alla milanese " ingredienti di prima (qualità): il suddetto Vialone con la suddetta veste lacera, il suddetto Lodi (Laus Pompeia), le suddette cipolline; per il brodo, un lesso di manzo con carote-sedani, venuti tutti e tre dalla pianura padana, non un toro pensionato, di animo e di corna balcaniche: per lo zafferano consiglio Carlo Erba Milano in boccette sigillate.
Le meraviglie d'Italia, Risotto patrio di Carlo Emilio Gadda

23. [ Torna su ]
In nulla siamo tanto diversi quanto in fatto di cibo. Io mangio di tutto, dalla lingua alla trippa, ai testicoli di agnello alla griglia, una prelibatezza in Libano e una delle molte ragioni per cui amo quel paese. A scuola ero la ragazzina che ti veniva vicino per chiederti: " quello non lo mangi?". Una volta, osservandomi mentre finivo delle polpettine di carne che erano avanzate, un'amica aveva esclamato: "Sai, Annia, penso che mangeresti anche un rotolo di carta igienica, se qualcuno ti dicesse che è commestibile".
I giorni del miele e dello zenzero di Annia Ciezadlo

24. [ Torna su ]
Allora, arrivederci alla prossima lezione che sarà, se non vado errato, venerdì ventiquattro dalle quindici alle diciassette. Parlerò dell'importanza del guéridon e della cucina di sala. Preparatevi perché faremo degli esercizi pratici su come si sbuccia, senza mai toccarla con le mani, una bell'arancia di buon peso e dalla buccia sottile. Vi dimostrerò come si realizza un dessert, pratica che molto probabilmente vi ritroverete come materia d'esame: la frutta flambé.
Il cuoco di Burns Night di Roberto Agostini

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Le sgagliozze sono sottili fette di polenta, fritte in olio di freni per tir (o in qualcosa che gli assomiglia molto) e vendute a Bari Vecchia, per strada. Tipico e buonissimo cibo da strada barese. Salutare come il crack.Quando spiego cosa sono le sgagliozze, l'immediata (e del tutto legittima) domanda è sempre: cosa c'entra la polenta con Bari? Voglio dire: ti aspetteresti che la polenta fritta sia il tipico street food di Ponte di Legno o Pergine Valsugana. A Bari, attenendoci a categorie un po' ovvie, per strada, nei cartocci di carta da panificio, dovrebbero vendere le cozze fritte. Sta di fatto però che nella città vecchia da sempre ci sono questi personaggi pittoreschi che friggono fettine di polenta e le vendono, alla faccia dell'ente nazionale per la protezione del fegato."Ci stanno ancora" risposi "sotto la Muraglia vicino a San Nicola e a Piazza Mercantile, stanno Le sgagliozze. Assurdo. Non dicevo questa parola da venticinque anni e adesso che l'ho pronunciata mi sta facendo venire in mente tante cose che mi ero dimenticato. A cominciare dall'odore tremendo che veniva da quell'olio. C'era una vecchia che vendeva le più buone di tutte.
Né qui, né altrove. Una notte a Bari di Gianrico Carofiglio

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Ascolta, ascolta. Ieri sera stavo vicino alla lavanderia Thrifty sulla Quarta Strada, quando qualcuno mi posa una mano sulla spalla. Io faccio un salto … mi giro, ma è soltanto Mujibar, dal villaggio di mio zio su vicino a Pahalgaon. Mujibar, non sapevo neppure che fosse in America. E se la passava anche bene, ha già un paio di taxi e gli serve un autista. Un buon salario, mi dice, soprattutto per un compagno kashmiro e forse anche la possibilità di comprare il taxi dopo un po'. E pensa, niente vale quanto essere il padrone di te stesso. Così accetto e corro a dirlo alla Memsaab: me ne vado. Signora, credi a me, ha fatto una faccia viola che sembrava una melanzana. Perciò da domani starò alla guida di un taxi nero e giallo come un girasole".
Pagina 26 de La maga delle spezie di Chitra Divakaruni

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Questo, - dice l'americano. - Voglio questo"."Ne è sicuro?" domando, dubbiosa."Assolutamente".Sorrido per l'ironia della situazione. Tilo, lui è sicuro quanto lo eri tu sull'isola e altrettanto ignorante. Perciò ora tu, come l'Antica, devi assumere il ruolo di chi mette in guardia.Siamo accanto allo scaffale degli stuzzichini. L'americano prende un pacchetto di chanachur con la scritta LIJJAT SNACK MISTO MOLTO PICCANTE!!!"Lo è davvero, - confermo. - Perché non prova una marca meno forte. Cosa sta cercando di dimostrare?"Ride. "Il mio machismo naturalmente".
Pagina 127 de La maga delle spezie di Chitra Divakaruni

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Nei pomeriggi di pioggia fitta e incessante, se l'amato è lontano e il peso invisibile della sua assenza ti angoscia, taglierai dal tuo giardino ventotto foglie nuove di cedronella e le metterai sul fuoco, con un litro d'acqua, in infusione. Appena bolle l'acqua lascia che il vapore bagni i polpastrelli delle tue dita e mescolala tre volte con un cucchiaio di legno. Toglila dal fuoco e lasciala riposare pochi minuti. Non mettere zucchero, bevila sorso a sorso di spalle al pomeriggio in una tazza bianca.
Trattato di culinaria per donne tristi di Hector Abad Faciolince

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Tacchino dopo tacchino gli anni passarono e la ricetta rimase la stessa, con il ripieno di riso, salsicce, formaggio e profumate spezie d'Oriente. In questa versione passò da madre a figlia e Maria Paola ne disse sempre peste e corna - non del tacchino naturalmente -, ma di Maria Catena sua madre.
Pagina 29 di Tacchino farcito di Alda Bruno

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Trenta minuti dopo, mentre stavo preparando il brodo di vitello, Jean-Pierre gridò: "Hassan! Corri!" e io mi precipitai al suo fianco per aiutarlo a sollevare i pesanti arrosti di maiale che cuocevano in forno, per la rituale aspersione con succo di limone e cognac. Sul piano di lavoro accanto, Madame Mallory, intenta a cospargere la daurade di erbe aromatiche e lime, ci osservava con impazienza per vedere se ero tornato alla mia postazione.Madame Mallory e il piccolo Chef indiano di Richàrd C. Morais

31. [ Torna su ]
Mentre succhiavo quel liquido nero, i singoli ingredienti rivelavano la loro identità. A turno, uno prendeva il sopravvento sugli altri e si distingueva, per un attimo di gloria fugace, prima di tornare a confondersi: ne prendevamo pochi sorsi, ma erano deliziosi. Dolce, cioccolatoso e aromatico, quel caffè mai offerto a gente di fuori legava le donne della famiglia di mamma a quelle della famiglia di Rosalia che da sette generazioni abitava a Mosè, e celebrava l'indulgenza nel superfluo della gente dei campi, un'indulgenza rasente il peccato.
Pagina 31 de Un filo d'olio di Simonetta Agnello Hornby

32. [ Torna su ]
Voglio parlarvi del peperoncino. Il peperoncino secco, lanka, è la spezia più potente. Con la sua buccia rossa e rugosa, la più bella. Ha un altro nome: pericolo. Il peperoncino canta con la voce di un falco che sorvola in cerchio monti calcinati dal sole dove non cresce nulla. "Io, lanka, nacqui da Agni, dio del fuoco, figlio di Brahma. Gli gocciolai dalle punte delle dita per portare il sapore su questa terra insipida".
Pagina 32 de La maga delle spezie di Chitra Divakaruni

33. [ Torna su ]
Artusi, secondo lo stile di ariosa conversazione che attraversa tutto il suo ricettario, non si limita a spiegare come si prepara un buon caffè, ma ripercorre la storia, gli usi della "preziosa bibita"; ne indica le diverse qualità, segnala quelle migliori, dà suggerimenti sulla scelta dei semi, sulla tostatura, su dosi e combinazioni per ottenere le miscele più pregiate, sulla macinazione e si sofferma anche sugli effetti digestivi ed eccitanti, ancora ai suoi tempi oggetto di discussione tra gli esperti.
Pagina 33 di Della storia e natura del caffè di Giovan Domenico Civinini

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Nell'affollato scompartimento si masticava con grande soddisfazione: nessuno parlava più. Grossi portavivande traballavano sui bagagli, pericolosamente in bilico come una fila di torri di Pisa. Il curry schizzava sui sedili, lucenti scatole d'acciaio tintinnavano, si estraevano i cesti da sotto i sedili per riempirsi scambievolmente i piatti di puri, paratha, vada, pakora, costolette, pulao, samosa e kachori. Gopal odiava condividere il cibo con estranei ma la madre ignorò il suo sguardo ammonitore e coinvolse anche i viaggiatori dello scompartimento vicino.
Pagina 134 di La vendetta della melanzana di Bulbul Sharma

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"E ora" annunciò il cuoco di Arbëria, "vi farò assaggiare una pietanza che noi a Spezzano chiamiamo pishk sauce, sono delle acciughe infarinate e fritte nel nostro ottimo olio d'oliva e ricoperte con la mollica di pane aromatizzata con menta, aglio e aceto. Da leccarsi le dita." Io che i pesci non li avevo mai mangiati volentieri, mi leccai veramente le dita imbrattate di briciole di pane. Il cuoco d'Arbëria ci guardava soddisfatto e sorridente. Era un uomo sui trentacinque anni, alto e robusto, con una faccia tonda e gli occhietti vispi, nerissimi.
Il cuoco d'Arbëria di Carmine Abate

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Quasi 800 anni fa, un pittore ignoto ha voluto immortalare, al margine di una scena dal contenuto sacro e solenne, un piatto evidentemente già allora caratteristico del Tirolo: i "Knoedel", diventati in italiano "canederli". Esperti di gastronomia sudtirolese ne conoscono oltre trentasei varianti: canederli allo speck e canederli agli spinaci, canederli all'agro e canederli al fegato in brodo, canederli di grano saraceno e canederli di formaggio fritti, canederli dell'Alta Val d'Isarco fatti con patate, canederli della Val d'Ultimo con l'aggiunta di ricotta e di cervella di vitello - per non parlare dei canederli dolci, ripieni di albicocche, di mele o di prugne, di uva e marzapane o di semi di papavero. La fantasia non conosce limiti - anche se sarebbe sbagliato e riduttivo associare la cucina sudtirolese solamente ai Knoedel.
Le minoranze in pentola : storia e gastronomia delle 10 minoranze linguistiche delle alpi italiane di Wolftraud De Concini

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Molte volte la mamma mi portava dalla venditrice di crêpe vietnamite perché la guardassi mentre spalmava l'impasto di farina di riso su un telo di cotone sistemato direttamente su un enorme pentolone di acqua bollente. Stendeva il liquido ruotando il mestolo sul telo per ricoprirlo tutto. In pochi secondi la crema si trasformava in una pellicola sottile e trasparente che lei staccava con un gambo di bambù affilato a mo' di paletta lunga e sottile. La mamma sosteneva di essere l'unica madre a saper avvolgere la figlia in quella crêpe durante il sonnellino, perché la sua pelle fosse paragonata al riflesso della neve e alla lucentezza della porcellana.
Pagina 37 di Nidi di rondine di Kim Thuy

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La prima sera, mia madre e io prendemmo posto in un refettorio pieno di lunghi tavoli. I religiosi, fratelli e sorelle, ci passavano piatti contenenti quadratini, violacei e gelatinosi, di un qualcosa chiamato "tofu". Guardavo quella cosa ,che mi guardava a sua volta, molliccia e tremolante. "Sei molto lontana da casa, e la California è una terra straniera" sembrava dirmi. "Mangiami, bella mia e non troverai mai più la strada per tornare a casa".
Pagina 38 de I giorni del miele e dello zenzero di Annia Ciezadlo

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Ah, la zuppa del giovedì! Era un liquido torbido, su cui galleggiavano frammenti grigi non identificati, probabilmente gli avanzi dei giorni precedenti. Per portarsi ogni cucchiaiata alla bocca, sotto lo sguardo compassionevole ma inflessibile della direttrice dell'istituto, era necessario un tale autocontrollo che una volta espletata l'operazioneero invasa da una soddisfazione spirituale paragonabile solamente al piacere erotico. Lo so, con questo materiale farei la gioia di uno psichiatra. Dirò soltanto che ora tutto quello che mangio, tranne la barbabietola che non sopporto, mi sembra un pasto luculliano.
Pagina 39 di Afrodita di Isabel Allende

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Nonostante da quarant'anni viviamo in isole diverse, ogni estate ci ritroviamo a Mosè - la nostra campagna e cuciniamo ancora come ci hanno insegnato mamma e zia Teresa, sua sorella: ligie alle proporzioni, assorte nella preparazione, rispettose degli ingredienti, dando via libera all'immaginazione soltanto nella presentazione del piatto finito.
Un filo d'olio di Simonetta Agnello Hornby

41. [ Torna su ]
Un secondo piatto d'alici con cipolla e aceto: Montalbano usava affidarsi interamente alla fantasia culinaria ma gustosamente popolare d'Adelina, la cammarera, la fìmmina di casa che una volta al giorno veniva a dargli adenzia, madre di due figli irrimediabilmente delinquenti, uno dei quali stava ancora in galera per merito suo. Magari questo giorno Adelina dunque non l'aveva deluso, ogni volta che stava per raprire il forno o il frigo gli si riformava dintra la stessa trepidazione di quando, picciliddro, alla matina presto del due novembre cercava il canestro di vimini nel quale durante la notte i morti avevano deposto i loro regali. […] La sorpresa insomma era un pimento indispensabile ai piatti d'Adelina. Pigliò le pietanze, una bottiglia di vino, il pane, addrumò il televisore, s'assistimò a tavola. […] Pensò che in fatto di gusti egli era più vicino a Maigret che a Pepe Carvalho, il protagonista dei romanzi di Montalbàn, il quale s'abbuffava di piatti che avrebbero dato foco alla panza di uno squalo.
Pagina 41 di Il cane di terracotta di Andrea Camilleri

42. [ Torna su ]
Qualche anno fa, Rozin descrisse a un gruppo di americani il seguente scenario: "Immaginate di essere soli in un'isola deserta per un anno. Potete avere acqua e un unico alimento. Scegliete quello che, secondo voi, sarebbe il migliore per la vostra salute". Le possibili scelte erano germogli di alfa-alfa, hot-dog, spinaci, pesche, banane e cioccolato al latte. Arrivarono prima le banane (42% delle risposte), seguite dagli spinaci, dai germogli di alfa-alfa, dalle pesche, dagli hot-dog e dal cioccolato al latte. Solo il 7% dei partecipanti scelse gli alimenti che di fatto sarebbero più utili per la sopravvivenza: hot-dog e cioccolato al latte.In difesa del cibo di Michael Pollan

43. [ Torna su ]
Ha un bel da fare Petronilla, al secolo Amalia Moretti Foggia, autrice delle celebri "perline" gastronomiche sul Corriere della Sera, a convincere le agiate signore borghesi che anche senza materie prime si possono preparare "pranzetti deliziosi". Maionese senza olio, gelatina senza carne, dolci senza zucchero, cioccolato senza cacao, caffè senza caffè, ogni sorta di surrogati sono protagonisti dei suoi ricettari "per tempi eccezionali" "per i tempi difficili" o "...per questi tempi", ovvero il 1943.L'identità italiana in cucina di Massimo Montanari

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"Quanta differenza fra le empanadas di Fernand e quelle di Gabriella! Le une di pasta pesante che si infilava fra i denti, che restava attaccata al palato. Le altre piccanti e fragili che si squagliavano sulla punta della lingua". La sua cucina, ricordano gli amici di Nacib, non regge il confronto con quella di Gabriella, i cui piatti "erano pieni di gamberi e dendè, di pesci e latte di cocco di carne e peperoncino".
Pagina 44 di In cucina con Dona Flor: Jorge Amado e le sue cuoche appassionate di Roberta Deiana

45. [ Torna su ]
La tiella di riso patate e cozze è un piatto simile alla paella valenciana, anche se qualsiasi barese direbbe che è molto più buona. Si prepara sovrapponendo in una casseruola - la tiella, appunto - strati di riso, di cozze, di patate, di zucchine, pomodori freschi a pezzi, acqua di lavaggio delle cozze, utilizzando un condimento di olio, pepe, cipolle tritate e prezzemolo anch'esso tritato. Il tutto va tenuto in forno per quarantacinque minuti e il risultato non è affatto garantito, se non si è baresi da almeno quattro generazioni.
Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio

46. [ Torna su ]
L'attività del cucinare non era altro che un processo chimico che trasformava l'aspetto e il gusto dei cibi: la polpa biancastra della melanzana una volta fritta diventava bronzea; dopo aver cotto a fuoco basso per un tempo che mi sembrava interminabile, la béchamel solidificava a vista d'occhio e bisognava girare la paletta sul fondo del paiolo freneticamente, per evitare che si formassero grumi; lo zucchero appena inumidito, messo in un pentolino sul fuoco vivace, dapprima diventava una schiuma biancastra e si rapprendeva, poi, quasi all'improvviso, si tramutava in un liquido caramellato color cognac E poi gli odori: quello della noce moscata grattugiata sulla béchamel era opulento, quelli della maggiorana e del timo aggiunti allo spezzatino, intensi e muschiati.
Pagina 146 di Un filo d'olio di Simonetta Agnello Hornby

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Imparavo ogni giorno piccoli accorgimenti. Un filo d'olio era prezioso in qualsiasi frangente: "rinfrescava" i resti e le verdure cotte in anticipo, ancora tiepide, esaltandone gli odori; faceva "rinvenire" lo sfincione da riscaldare; trasformava in squisite pizzette le fette di pane raffermo bagnate in acqua e latte, coperte di pomodoro pelato, pezzetti di tuma e con un nonnulla di sale pepe e origano, e poi passate velocemente nel forno caldo.In quantità più abbondante, rendeva appetitose le patate bollite e sbucciate che si servivano a cena.
Pagina 147 di Un filo d'olio di Simonetta Agnello Hornby.

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Ci caricammo di cibi arabi che di solito non trovavamo nei negozi normali, pagammo, e quindi ci rimettemmo in marcia verso casa sua. Al ritorno filavamo ancora più spediti. Ero così eccitata che non riuscivo a smettere di parlare di quello che avevo visto. Ero così felice, mi sembrava di poter finalmente far parte di questa città. Avevo semplicemente bisogno di qualcosa che mi ricordasse il mio paese, e ora ce l'avevo. Un piccolo gesto che mi facesse sentire un po' più vicina alla famiglia che mi ero lasciata alle spalle. Pensavo a tutta l'altra gente che abitava in questa grande città. Ce le avevano le loro zone commerciali? Sì, certo che ce le avevano. E' così riuscimmo a sopravvivere: Chinatown, Little Italy. Tutto aveva un senso adesso.
Pagina 48 di Beirut I love you di Zena El Khalil

49. [ Torna su ]
Zucchero, acqua, frutto, polpa, liquido o solido? Il pomodoro crudo, divorato appena colto in giardino, è la cornucopia delle sensazioni semplici, una cascata che sciama in bocca riunendo ogni piacere. La resistenza della buccia tesa quel poco quanto basta, i tessuti che si sciolgono in bocca, il liquore ricco di semi che ci cola agli angoli delle labbra e che asciughiamo senza paura di sporcarci le dita, quella piccola sfera carnosa che riversa in noi fiumi di natura: ecco il pomodoro, ecco l'avventuraPagina 49 di Estasi culinarie di Muriel Barbery

50. [ Torna su ]
I cinquant'anni sono come L'ultima ora del pomeriggio,quando il sole tramontatoci dispone spontaneamente alla riflessione .Nel mio caso, tuttavia,il crepuscolo mi induce al peccato.Forse per questo,arrivata alla cinquantina,medito sul mio rapporto con il cibo e l'erotismo, le debolezze della carne, che più mi tentano,anche se, a ben guardare, non sono quelle che più ho praticato. Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità, come mi rammarico di tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana.
Afrodita di Isabel Allende

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Devo far provare a questo giovanotto la sublimazione dei sensi. Devo fargli dimenticare gli orrori della pizza al curry o del risotto al curry in busta. Sì, mia moglie segue la stessa ricetta che usava mia madre, pace all'anima sua. Faceva il miglior curry di pollo dell'intero distretto di Mirapur. Prima macinava tre tipi di peperoncini con le altre spezie - senape, coriandolo, cardamomo, papavero, cannella, chiodi di garofano -, poi li friggeva con la cipolla e l'aglio e infine ci aggiungeva un pomodoro, il latte di cocco e il pollo.
Pagina 51 di Curry di pollo di Laila Wadia

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Flor lo incontra alla festa che il maggiore Pergentino Pimentel tiene ogni anno in adempienza ad un voto di Candomblé, una festa ovviamente piena di cibo: "In sala da pranzo, in una profusione di cibi da benedire e santificare, facevano bella mostra di se' i pezzi forti della cucina baiana: vatapà ed efò, abarà e caruru, moqueca di granchi, di gamberoni, di pesce, acarajé ed acaçà, xinxim di gallina e haussà di riso, oltre a montagne di polli e tacchini arrosto, cosciotti di maiale".
Pagina 52 de In cucina con Dona Flor: Jorge Amado e le sue cuoche appassionate di Roberta Deiana

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Una volta che i granchi furono puliti, Lillian spiegò che li avrebbero cotti al forno. "Prepareremo una salsa che impregnerà la polpa di granchio penetrando dalle spaccature nel guscio. Il modo migliore di mangiarli è con le mani." Gli allievi tornarono alle sedie allineate di fronte al piano di lavoro centrale. Lillian sistemò i vari ingredienti: panetti di burro, montagnole di cipolla affettata, zenzero macinato e aglio tritato, una bottiglia di vino bianco, pepe, limoni.
Pagina 53 di La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister

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Uscito negli Stati Uniti nel 1954 con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book, I biscotti di Baudelaire rappresenta una vasta raccolta di ricette e ricordi non solo culinari, aneddoti divertenti, convinte opinioni su questioni gastronomiche ma anche artistiche, viaggi tra Francia e America, pranzi e cene a casa di artisti bohémien ma anche di ricchi e famosi. Il cibo del paradiso… dei paradisi artificiali di Baudelaire. Un dolce che potrebbe animare una riunione del Bridge Club. In Marocco dicono che serva a tener lontani i raffreddori durante gli inverni umidi, ed è più efficace se lo si accompagna con grandi tazze di te caldo alla menta.

55. [ Torna su ]
Il vino parla. Lo sanno tutti. Guardati in giro. Chiedilo all'indovina all'angolo della strada, all'ospite che non è stato invitato alla festa di nozze, allo scemo del villaggio. Parla. È ventriloquo. Ha un milione di voci. Scioglie la lingua, svela segreti che non avresti mai voluto raccontare, segreti che non sapevi nemmeno di conoscere. Grida, declama, sussurra. Racconta grandi cose, progetti meravigliosi, amori tragici e tradimenti terribili. Ride a crepapelle. Soffoca piano una risata fra sé. Piange per i suoi stessi pensieri. Riporta alla mente estati di molto tempo fa e ricordi che è meglio dimenticare. Ogni bottiglia un soffio di altri tempi, di altri luoghi e ciascuno è un piccolo miracolo, dal più comune Liebfraumilch all'imperioso Veuve Clicquot 1955.
Vino patate e mele rosse di Joanne Harris

56. [ Torna su ]
L'arrivo dell'aglio verde era sempre un imprevedibile dono di stagione. La gente si affrettava a organizzare improvvisati ricevimenti, gli amici si scambiavano bracciate degli esili steli verdi e li rosolavano con asparagi e finocchi selvatici. Oppure li mescolavano con sleepa, un mix di erbe selvatiche che i contadini raccoglievano in primavera.
Pagina 256 de I giorni del miele e dello zenzero di Annia Ciezadlo

57. [ Torna su ]
E' indispensabile che tutti gli esseri e tutti i popoli saggi della terra capiscano che pane e pomodoro è un passaggio fondamentale della natura umana. Piatto peccaminoso in quanto può significare un'alternativa a tutto ciò che è trascendente, a tutto ciò che è pericolosamente trascendente, se diventa cultura della negazione. Non fare la guerra ma pane e pomodoro. Non votate per la destra ma mangiate pane e pomodoro. No alla NATO e sì al pane e pomodoro. Ovunque e sempre. Pane. Pomodoro. Olio. Sale. E dopo l'amore, pane e pomodoro e un po' di salame.
Pagina 57 di Ricette immorali di Manuel Vazquez Montalban

58. [ Torna su ]
Nel manoscritto 158 conservato nella Biblioteca universitaria di Bologna, si riporta la ricetta deLa casciata e l'erbata: "Tolli lo cascio fresco lavato e bene premuto e spezzalo minuto colle mani nel catino; poi tolli ova e sbattile bene insieme col detto cascio, col lardo battuto e un poco di pepe, se tu vuoli, e metti nella crosta, assapora col sale e fà cocere. Nelle predette cose, se si mette menta, o nepitella pesta, si chiama erbata; e puossi fare con scalogne e zucche".Tutti a tavola: la storia in cucina di Margherita Grillo

59. [ Torna su ]
Qualche volta Julie veniva a cucinare insieme a me. Le mostravo come si conserva il riso fra le foglie di banano sovrapposte stringendole saldamente senza soffocarne il contenuto. L'odore della foglia di banano cotta nell'acqua per lunghe ore ricordava a mio marito i giorni che precedevano il Têt, quando tutto il vicinato passava la notte ad alimentare il fuoco dei pentoloni pieni di involtini di riso farciti con pasta di fagioli mung, liscia e di un colore discreto come la luna.
Pagina 59 di Nidi di rondine di Kim Thuy

60. [ Torna su ]
Dida lavora seduta sul pavimento della cucina. La vedo tagliare la verdura in piccoli pezzi, mondare il riso, impastare e lavare foglie di spinaci dalla mattina alla sera; e pensare che lei mangia soltanto una volta e digiuna un giorno sì e uno no, come tutte le vedove bramine ortodosse. Mia madre saltuariamente è ammessa in cucina, ma soltanto dopo aver fatto il bagno, essersi lavata i capelli e cambiata d'abito. Dida, che ricordo minuta e fragile nelle sue vesti bianche da vedova, cucina e mangia prima degli altri. Nipotini, figli, nuore e parenti poveri vari che le piace sfamare siedono attorno al lungo tavolo di marmo bianco mentre Dida non lo sfiora nemmeno - anche se l'ha portato lei in dote da bambina, sessant'anni fa.
La vendetta della melanzana di Bulbul Sharma

61. [ Torna su ]
Yanez s'ingannava. Si era appena ritirato in una vecchia casamatta semisfondata, dove il cacciatore di topi ed il fedelissimo rajaputo avevano improvvisato alla meglio una tavola, portando un quarto di zebù fumante e molte bottiglie di birra, quando le artiglierie di Sindhia ricominciarono a tuonare con un crescendo un po' inquietante.
Da Salgari, La caduta di un impero - Pagina 61 di Affamato come una tigre: a tavola con Sandokan di Andrea Perin

62. [ Torna su ]
Come quella dei viaggiatori, anche l'Italia dei mercati è appannaggio di pochi. Lo dice bene, anzi lo teorizza Bartolomeo Stefani, capo cuoco di casa Gonzaga a Mantova, quando nel 1662 pubblica L'arte di ben cucinare, et instruire i men periti in questa lodevole professione. Dopo aver raccomandato ai suoi lettori (qualora se lo possano permetter) di non limitare le proprie attenzioni al "pane della città natia" ma di oltrepassare i confini alla ricerca di buoni cibi.
L'identità italiana in cucina di Massimo Montanari

63. [ Torna su ]
"Se ne sbattono, loro. Capo, le ho preparato un piatto freddo di involtini di vitello al tartufo e dragoncello accompagnati da una salsina alla panna montata." "Biscuter, hai coronato le vette della nouvelle cuisine." "Non credo che sia tanto nuova, perché la ricetta l'ho avuta dalla pollivendola della Boquerìa. Mi scusi, capo, ma ho preso quel suo romanzo giallo che girava qui intorno per metterlo sugli involtini, bisogna metterci sopra qualcosa di pesante mentre si raffreddano." "La prossima volta cucina il libro con tutto il resto."
Pagina 63 de La rosa di Alessandria di Manuel Vazquez Montalban

64. [ Torna su ]
Si rifiutava di fumare per timore di guastarsi il palato e quando parlava di vino aveva l'abitudine strana quanto buffa di riferirsi a esso come se fosse una creatura viva. "Un vino prudente" diceva, "piuttosto diffidente ed evasivo, ma molto prudente." Oppure: "Un vino bendisposto, benevolo e allegro… forse un tantino impudìco, ma senz'altro bendisposto".
Pagina 64 de Il meglio di Roald Dahl dal racconto Il palato

65. [ Torna su ]
- Cucina cinese, señor.- Cucina infernale, vuoi dire. Corpo di un cannone! Gamberi ubriachi, frittura di topi, cane arrosto e gatto in stufato per pranzo! Se mio fratello fosse qui riderebbe tanto da scoppiare. Orsù, non bisogna essere schifiltosi. Se i cinesi mangiano questa roba, può mangiarla anche un bianco. Animo, portoghese mio. Il brav'uomo che così parlava si accomodò sulla sedia di bambù, trasse dalla cintura un magnifico kriss coll'impugnatura d'oro ornata di magnifici diamanti, e fece a pezzi il cane arrosto che mandava un profumo appetitoso".
Da I pirati della Malesia, citato a pagina 65 di Affamato come una tigre: a tavola con Sandokan di Andrea Perin

66. [ Torna su ]
Ordinò un po' di lumache per aprire lo stomaco, Il padrone gli offrì in alternativa un antipasto di pesce e frutti di mare nel quale avrebbe messo anche delle lumache. Poi gli consigliò un'orata al forno e Carvalho accettò perché così avrebbe contribuito a sgonfiargli le orecchie e a migliorare lo stato del suo fegato.
Pagina 66 de I mari del Sud di M. Vazquez Montalban

67. [ Torna su ]
Caterina di Russia godeva di buona salute e di una straordinaria vitalità; fino all'ultimo dei suoi 67 anni di vita, si alzava sempre alle cinque di mattina per lavorare e a notte inoltrata aveva ancora energie sufficienti per spassarsela con il favorito di turno. La sua colazione prevedeva tè con vodka e un'omelette al caviale. Un'omelette appena preparata può essere un inno per lo spirito, paragonabile solamente al suono del flauto del fachiro che fa uscire il serpente dal canestro, verticale e possente.
Afrodita di Isabel Allende

68. [ Torna su ]
Adesso era in cucina, impegnato a prepararsi una colazione a base di fritto. In breve si ritrovò a lamentare che le sue colazioni sembravano concepite più per il doposbronza che per la seduzione, mentre raschiava dal tegame le uova bruciate, non senza far scoppiare uno dei tuorli. Sbattendole su piatti freddi dove già si rapprendevano in quantità da cera di candele gli unti della salsiccia, del black pudding, del bacon e dei sovrapposti pomodori, si sentì prontamente già i pori ostruiti dalle esalazioni di grasso animale stagnanti nell'aria.
Pagina 68 de I segreti erotici dei grandi chef di Irvine Welsh

69. [ Torna su ]
Perché non sopporto fettina e insalata (che comunque bisognerebbe comprare quasi ogni giorno), perché è impossibile una vita solo funzionale, senza piccoli gesti di agio, senza un odore di cura, senza una qualche ricchezza. [...] la casalinghitudine è anche un angolino caldo. Un angolino da modificare ogni momento, se fosse fisso sarebbe morire, le ricette sono una base per costruire ogni volta sapori nuovi, combinazioni diverse.
Pagina 169 di Casalinghitudine di Clara Sereni

70. [ Torna su ]
Nel 1570, l'illustre Scappi, cuoco personale di Pio V, con il beneplacito del Papa e l'approvazione del Senato pubblicò la sua "Opera" in sei libri: uno dei massimi trattati di ogni tempo dedicati all'arte culinaria. Per singolare e divertente coincidenza, l'editore veneziano si chiamava Tramezzino.
Tutti a tavola : la storia in cucina di Margherita Grillo

71. [ Torna su ]
L'Arca del gusto è il progetto per preservare la piccola produzione agroalimentare artigianale di qualità dal diluvio dell'omologazione industriale; per impedire che la velocità divori ed estingua centinaia di razze animali, di salumi, di formaggi, di erbe commestibili spontanee o coltivate, di cereali, di frutta; perché cresca l'educazione del gusto, per tutelare il diritto al piacere.
Pagina 71 di Cibo e libertà di Carlo Petrini

72. [ Torna su ]
- Disgraziato! - lo insultò lei a voce bassa. - Che vorresti fare?- C'è chi sostiene che, se si versa un po' di DDT nella grappa, la rende profumata come il Maotai.- Rischi di fare un disastro!- Ma no, una goccia a bottiglia, al massimo ucciderà i parassiti che hanno nello stomaco.
Pagina 72 di Le canzoni dell'aglio di Mo Yan Per il più importante autore cinese contemporaneo il cibo fu la musa ispiratrice. "Decisi di prendere carta e penna in mano quando un mio amico mi disse di conoscere uno scrittore che mangiava tre volte al giorno", ha raccontato. "Ci pensate? Tre pasti, mentre noi vedevamo la gente morire di fame".

73. [ Torna su ]
Lillian estrasse le teglie dal forno e le posò sulle gratelle allineate sul piano di lavoro. I futuri strati della torta si levavano, perfettamente livellati e lisci, dalle teglie; il profumo, venato di vaniglia, si diffuse nella stanza in soffici ondate, riempiendo lo spazio con sussurri di altre cucine, di altri amori. Gli allievi si ritrovarono a protendersi in avanti per avvicinarsi agli aromi e ai ricordi che li accompagnavano.
Pagina 73 di La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister

74. [ Torna su ]
La cotognata è il corrispettivo siciliano della marmellata; la polpa di mele cotogne, cotta a lungo con zucchero e uno spruzzo di limone, viene versata nelle tradizionali formette di terracotta smaltata - pesci, frutta, il Bambino Gesù, il cavaliere, il castello - e a contatto con l'aria forma una crosta dura e zuccherosa che mantiene morbido l'interno. Noi sceglievamo con cura la forma meno in vista e, usando le dita come cucchiaio, portavamo via uno strato sottile di cotognata o scavavamo un angolo: poi la nascondevamo sotto le altre. Questo non per fame, ma per gola e per il gusto del proibito.
Pagina 74 di Un filo d'olio di Simonetta Agnello Hornby

75. [ Torna su ]
Voi non credete di esserne grandi consumatori, ma non è così: il 75% degli oli vegetali alimentari proviene dalla soia e più della metà dei dolcificanti sono a base di mais.
In difesa del cibo di Michael Pollan

76. [ Torna su ]
A fuoco lento mi consumano i miei sogni; non ne ho colpa, sono solo una vedova divisa a metà: da un lato onesta e piena di riserbo, dall'altro una vedova corrotta, quasi isterica, sfatta in deliqui e suscettibilità. Questo manto di riserbo mi asfissia, di notte corro le strade in cerca di marito. D'un marito cui servire il vatapà dorato, il mio bronzeo corpo di miele e ginepro.
Pagina 76 di In cucina con Dona Flor: Jorge Amado e le sue cuoche appassionate di Roberta Deiana

77. [ Torna su ]
Liberate dalla crosta del pane raffermo, e così scortecciato mettetelo a bagno nel latte di cocco allungato per farlo ammorbidire. Nel tritacarne (ben lavato) passerete quel pane così ammorbidito nel latte di cocco; tritate a parte noccioline , gamberetti secchi, castagne di caju e coccola di ginepro, senza dimenticare la malagueta, a piacere di ciascuno (ad alcuni piace il vatapà che brucia da tanto è piccante, altri vogliono appena una punta di cucchiaino di spezie, un'ombra di piccante).
Pagina 277 di Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado

78. [ Torna su ]
La ricetta delle lasagne di Roberto D'Angiò, re di Napoli nato nel 1278, tradotta dal latino, dice così:Per fare le lasagne, prendi la pasta lievitata e fai una sfoglia sottile il più possibile. Poi dividila in parti quadrate quanto tre dita. Dopo che hai (preparato) acqua bollente salata, mettici a cuocere le suddette lasagne. E quando saranno ben cotte, prendi formaggio grattugiato e, se vuoi, puoi anche aggiungere spezie in polvere e con queste cospargere la teglia. Poi fai un letto di lasagne e di nuovo spolverizza, e ancora sopra un altro letto e spolverizza: vai avanti così finché la teglia o il piatto-tegame sia pieno. Infine mangia prendendo le lasagne con un punteruolo di legno.
Tutti a tavola : la storia in cucina di Margherita Grillo

79. [ Torna su ]
Forse non troverò più quello che cerco. Ma se non altro avrò l'occasione di ricordare quelle cose: la carne ai ferri, l'insalata con il montone allo spiedo, il tè alla menta e i corni di gazzella. Ero Alì Babà. La caverna dei tesori era quella, quel ritmo perfetto, quell'armonia cangiante fra unità squisite in sé stesse ma la cui successione rigorosa e rituale confinava con il sublime. Le palline di carne trita, fritte nel rispetto della loro consistenza ma che non conservano traccia di secchezza dal passaggio sul fuoco, riempivano la mia bocca di carnivoro professionista di un'onda calda, speziata, succosa e compatta di piacere masticatorio.
Pagina 79 di Estasi culinarie di Muriel Barbery

80. [ Torna su ]
Zia Teresa e mamma preparavano biscotti, pasticciotti con crema o amarena, panzerotti ripieni di crema di ricotta e cioccolato, spruzzati di zucchero a velo, e crostate. Ma soprattutto c'era l' "utilissimo pandispagna", come lo chiamava mamma, forse il dolce preparato più di frequente, e senza dubbio il più duttile. Lo prendevamo a fette per la prima colazione, serviva da dolce per il pomeriggio e, imbevuto di alchermes e farcito di crema pasticciera e pere cotte, si usava per la zuppa inglese.
Pagina 80 di Un filo d'olio di Simonetta Agnello Hornby

81. [ Torna su ]
L'oro brunito dell'involucro, la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l'estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.
Pagina 81 de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

82. [ Torna su ]
Unica nota distintiva di questo pranzo pare essere il caffè servito in raffinate tazze, forse profumato di spezie come si usa a volte nella tradizione araba ed estremo orientale. Salgari lo beveva in infusione nell'acqua bollente così come si preparava in tutto il mondo e che ora si usa solo in Oriente.
Pagina 82 di Affamato come una tigre: a tavola con Sandokan di Andrea Perin

83. [ Torna su ]
Nel 1183, proprio mentre si svolgeva un grandioso ricevimento per festeggiare il matrimonio tra Unfredo, figliastro di Rinaldo, e la principessa Isabella, Salah-ed-Din circondò all'improvviso il Castello di Kerak e attaccò. In quel momento Rinaldo disponeva solo di menestrelli, giullari e giocolieri da opporre al sultano bramoso di vendetta, ma pareva non darsene pena: incurante dei colpi delle catapulte islamiche che tempestavano il castello, continuò a danzare come se niente fosse.Vedendo che le cose si mettevano malissimo, Stefania con grande presenza di spirito fece cortesemente mandare all'assediante una serie di piatti del banchetto nuziale.Salah-ed-Din, magnificamente cavalleresco in molte occasioni, ordinò ai suoi di non colpire la torre occupata dagli sposi e poco dopo tolse l'assedio. Stefania salvò la situazione, ma la resa dei conti fra Rinaldo e il Saladino fu solo rimandata.
Tutti a tavola: la storia in cucina di Margherita Grillo

84. [ Torna su ]
Ancora nel lontano 1784, ai contadini era concessa la vendita diretta di vino e di altri prodotti agricoli propri - per il periodo di otto giorni: il nome sloveno osmica deriva dalla parola osem "otto". Di Osmizze se ne trovano oggi così tante sullo stretto altipiano alle spalle di Trieste che è stata pubblicata una precisa guida: ad uso soprattutto dei triestini che amano molto frequentarle.
Le minoranze in pentola : storia e gastronomia delle 10 minoranze linguistiche delle alpi italiane di Wolftraud De Concini

85. [ Torna su ]
Mohamad ordinava sempre Kebab di pollo. Io decisi invece di provare il kebab di pesce, i bolani ripieni di scalogno e i narinj palao, riso pilaf colorato di verde e arancione con pistacchi e buccia d'arancia. Su una delle pareti era appeso il poster di una giovane ragazza, i cui occhi scintillanti facevano capolino tra le pieghe di un panno di lana rosso. Il suo nome era Sharbat Gula, anche se all'epoca nessuno lo sapeva. Nel 1985, anno in cui apparve sulla copertina del "National Geographic", lo sguardo gelido dei suoi occhi verde mare aveva attirato l'attenzione del mondo sulla marea di profughi che fuggivano dall'Afghanistan invasa dai russi.
I giorni del miele e dello zenzero di Annia Ciezadlo

86. [ Torna su ]
Uno studioso trentino, Gustavo Adolfo Gramatica, descriveva una vera golosità nelle sue "Escursioni nella Valle del Fersina" pubblicate nel 1886: "... E non è raro trovare su quelle tavole nel dì di festa una specie di pasta dolce fatta con uova, zucchero e farina di frumento, che ravvoltata a mano o con un altro modo, in lunghi rotoli a forma di maccheroni vien cotta in padella ed è chiamata straboli". La descrizione non è perfetta, ma ciò che è stato descritto è riconoscibile: sono gli straboi mocheni, il dolce tipico della valle che ancora oggi viene servito nelle sagre e in altre occasioni particolari. Sono squisiti e rivelano tutta la loro fragranza e gustosità se serviti con una grappa ai mirtilli. Ai mirtilli mocheni, naturalmente.
Le minoranze in pentola: storia e gastronomia delle 10 minoranze linguistiche delle alpi italiane di Wolftraud De Concini

87. [ Torna su ]
Domanda: secondo voi perché uno va al ristorante? Risposta: per mangiare, ovvio. Ovvio un corno. Mi sa che questo concetto basilare è via via evaporato dalle menti dei ristoratori sempre più attenti alla forma e meno al contenuto. Ho come la sensazione che oggi, per aprire un ristorante, sia più importante trovare un buon architetto che un buon cuoco. Per carità. I locali sono troppo trendy, gli arredamenti curatissimi, i materiali pregiati, i pavimenti di cotto, i muri salmonati, la musica giusta, le luci soffuse... ma nulla di questo si mangia. Scusate la mia logica terra terra. Non sarò Raspelli, ma quando ingurgito una schifezza me ne accorgo. Se devo mangiare male, cucino io che sono un'esperta, a casa mia, che mi costa anche molto meno e non devo neanche passare le ore a cercar posteggio.
Pagina 87 di Sola come un gambo di sedano di Luciana Littizzetto

88. [ Torna su ]
"Ha fatto tutto Nirmala oggi" aveva dichiarato con orgoglio la futura suocera. Le samosa rattrappite, le gulab jamun pesanti come un macigno e il caffè letale erano opera della ragazza ed egli mangiò tutto quello che gli veniva offerto, come fosse digiuno da tempo, perché si era già follemente innamorato di Nirmala e il cibo era una manna per le sue papille malate d'amore.
Pagina 88 di La vendetta della melanzana di Bulbul Sharma

89. [ Torna su ]
Il profumo si levava dai piatti insieme alle ultime tracce di vapore, il burro sprigionava mormorii di scalogno e nocciole. Antonia si portò un boccone alle labbra. Un rapido crocchiare di nocciole, poi la pasta si arrese agevolmente ai suoi denti, la zucca le si sciolse sulla lingua, tiepida e densa, con tenui e piccanti correnti sotterranee di noce moscata. Le parve di tornare a casa e si rilassò sulla sedia con un sospiro felice.
Pagina 89 di La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister

90. [ Torna su ]
Le possibilità di mangiare dinosauro, ai giorni nostri, sono abbastanza remote. Scomparvero milioni di anni fa, quando sulla crosta terrestre non si muovevano nemmeno le proscimmie, cioè gli antenati dei nostri antenati. I sismo sauri, si sa, avevano una buona carne, almeno in quantità, visto che arrivavano a pesare 90 tonnellate. Anche le uova che deponevano erano sostanziose: con un solo uovo di tirannosauro si poteva fare una frittata per un battaglione.
Trattato di culinaria per donne tristi di Hector Abad Faciolince


Libri d'ispirazione [ Torna su ]


Cucinare in pace. Cucinare in pace : ricette e idee ecologiche e nonviolente
Marinella Correggia


Mangiare e cucinare senza fare la guerra ai viventi, all'ambiente e ai popoli. Ricette per il futuro: economiche, salutari e semplici, a partire dalle materie prime. Pitagora era un teorema, per Albert Einstein l'unico assoluto: il cibo vegetariano, il primo gradino per un modello alimentare equo e agro-ecologico. Immaginate pietanze squisitamente "veg", ma anche semplici ed economiche, senza cibi pronti né imballaggi. 100 ricette salutari, facili e rapide da preparare, attente all'impatto sull'ambiente e al benessere di tutti i viventi, uomini e animali. Marinella - la cuoca sulla foglia - ci spiega con chiarezza "disarmante" come e perché ridurre la nostra impronta ecologica in cucina, dalle materie prime alla spesa quotidiana, dal "buono che avanza" alle stoviglie da lavare. 100 e più ricette veg e mediterranee: piatti spesso crudi ma mai crudeli, a base di cereali, verdure, legumi, frutta, condimenti naturali, preparate con "manodomestici" e la giusta energia.

[07 4 COR - 4180004946] Correggia, Marinella
Cucinare in pace : ricette e idee ecologiche e nonviolente / Marinella Correggia. - Milano : Altreconomia, 2013. - 126 p. ; 17 cm. - (Guide responsabili e utili). - ISBN 978-88-6516-091-66


Il pasto gentile. Il pasto gentile : alimentazione nonviolenta e saggezza tibetana (Karse Rigpa)
Giuseppe Coco



Che cosa c'è nel nostro piatto? Quanta crudeltà e violenza si cela dietro una frittata, un antipasto di mare, una cotoletta ...! L'uomo addomestica la natura per favorire lo sviluppo di alcune piante a scapito di altre; con gli innesti modifica i frutti, grazie alla concimazione stimola la pianta a produrre di più. Con il supporto della tecnologia, della genetica e della chimica seleziona semi più resistenti e prodotti più gradevoli alla vista. Gli allevamenti intensivi provocano sulla terra un devastante impatto con la produzione di deiezioni, con l'elevato consumo di cereali e acqua. Che cosa accadrà se non cambiamo tutto questo?

[07 4 COC - 4180004596] Coco, Giuseppe
Il pasto gentile : alimentazione nonviolenta e saggezza tibetana (Karse Rigpa) / Giuseppe Coco ; prefazione di Luciana Baroni ; con un intervento di Dora Grieco e un saggio di Lorenzo Guadagnucci. - Castel Gandolfo : Infinito, 2012. - 141 p. ; 21 cm. - (iSaggi). - ISBN 978-88-97016-39-7


Le cucine del mondo. Le cucine del mondo : Geopolitica del gusto
Christian Boudan


I cambiamenti intervenuti nelle abitudini alimentari e nei modi di vivere del mondo urbanizzato inducono una più forte attenzione alla dimensione geopolitica dell'alimentazione, ovvero a quella dinamica di relazioni e forze sociali che mutano con il tempo e la storia. In questo libro - arricchito per l'edizione italiana da una Presentazione di Carla Trimani - Christian Boudan, gourmet, cuoco e studioso di economia, traccia una geografia del gusto ripercorrendo i movimenti e le evoluzioni delle grandi culture culinarie della storia: dai centri d'espansione dell'Oriente alla conquista spagnola dell'America, dalle pressioni dei nomadi dell'Asia Centrale all'influsso della cucina francese d'ancien régime, dall'islamizzazione della cucina orientale alla penetrazione dei Turchi nel Mediterraneo. I modelli culinari viaggiano al seguito di eserciti e mercanti, religioni, mode; si confrontano e trasformano tecniche di cottura, materiali e attrezzature, al pari dei sistemi economici e politici. Un fenomeno in costante divenire che si trova oggi ad affrontare una nuova sfida rappresentata dall'universalizzazione del prêt-à-manger industrializzato, che annuncia un nuovo tempo alimentare e porta con sé nuovi e ineludibili interrogativi.

[07 4 MON - 5264] Boudan, Christian
Le cucine del mondo : Geopolitica del gusto / Christian Boudan ; presentazione di Carla Trimani ; traduzione di Paola Verdecchia. - Roma : Donzelli, 2005. - XIV, 384 p. ; c. geogr. ; 20 cm. - (Virgola ; 11). - Tit. orig.: Géopolitique du gout. - ISBN 88 7989 937 6


Le ricette degli altri. Le ricette degli altri : Scorribande fra i piatti e i sapori di tutto il mondo
Allan Bay


C'è un vecchio adagio, presente in tutti i paesi del mondo soprattutto in relazione alla cucina. Dice così: ogni scarafone è bello a mamma sua. Cioè la propria cucina, del proprio paese, della propria regione, della propria città e soprattutto della propria mamma è sempre la migliore. Ciò detto, nessuno nega che esistano altre mamme, città, regioni e paesi dove si possa mangiare bene. Scopo di questo libro è di suffragare questa asserzione e stimolare i lettori a una fattiva curiosità verso le cucine e le ricette degli altri. E lo fa presentando, in tono lieve, le cucine dei vari paesi, dalla Germania agli Stati Uniti, dalla Mongolia alla Corea a tutti gli altri. Identificandone le caratteristiche salienti, con una particolare enfasi su quelle condividibili da tutti. Seguono una breve descrizione dei piatti mitici, quelli comunque (quasi) infattibili per mancanza di materie prime o di attrezzi e una galleria degli "orrori", ingredienti e procedure, che a volte esistono, che ci fanno sobbalzare. Chiusa questa prima parte, ogni capitolo è completato da una manciata di ricette di quella tradizione gastronomica, tutte amate da chi scrive, ghiotte, facili da eseguirsi e a base di ingredienti facilmente reperibili.

[07 4 MON - 5335] Bay, Allan
Le ricette degli altri : Scorribande fra i piatti e i sapori di tutto il mondo / Allan Bay. - Milano : Feltrinelli, 2005. - 280 p. ; 23 cm. - (Varia). - ISBN 88 07 49040 4


Il mondo a tavola. Il mondo a tavola : Precetti, riti e tabù
Chef Kumalè


Chef Kumalè è un gastronomo, uno scrittore, un antropologo appassionato e specializzato nei sapori del mondo. Sfruttando la sua amplissima esperienza a contatto con le cucine del mondo Chef Kumalè affronta in questo libro diversi temi: il cibo come simbolo; la globalizzazione dei mercati e dei flussi migratori per capire il modo in cui cambiano gli stili di consumo alimentare degli italiani; l'esotizzazione del gusto, tra cucina etnica, fusion e world food; "la cucina come Dio comanda": i precetti alimentari nelle religioni del vicino ed estremo Oriente; il rito del cibo: il ciclo vitale della famiglia nelle diverse culture e nella cucina delle feste.

[07 4 MON - 5845] Chef Kumalè
Il mondo a tavola : Precetti, riti e tabù / Chef Kumalè. -Torino : Einaudi, 2007. - 190 p. ; 21 cm. - (ET Pop ; 1462). - ISBN 978 88 06 18734 7


Le basi della cucina mediorientale. Le basi della cucina mediorientale : [80 ricette illustrate passo a passo]
Marianne Magnier-Moreno


"In questo libro ho voluto riportare il più fedelmente possibile il sapore dei piatti gustati nel corso dei miei viaggi ma, soprattutto mi piacerebbe preparare le ricette tradizionali della mia famiglia con quella stessa passione ispirata ai luoghi in cui ho vissuto. Ho provato a rendere queste ricette più veloci da realizzare utilizzando ingredienti che si trovano facilmente al supermercato senza andarli a pescare in una gastronomia orientale. Le ricette che vi propongo sono originarie del Marocco, della Tunisia, dell'Algeria, del Libano, dell'Egitto ma anche dell'Iran, di Israele, della Grecia e della Turchia. Spero che tra queste, troverete quelle che vi faranno viaggiare."

[07 4 MEO - 4180003041] Magnier-Moreno, Marianne
Le basi della cucina mediorientale : [80 ricette illustrate passo a passo] / Marianne Magnier-Moreno ; fotografie di Frédéric Lucano ; food stylist Sonia Lucano. - [Milano] : Tommasi, stampa 2010. - 1 v. (senza paginazione) : ill. ; 25 cm. - (Il mio corso di cucina ; 6). - ISBN 978 88 96621 110


Le basi della cucina asiatica. Le basi della cucina asiatica
Jody Vassallo


Quando penso a ricette rapide, buone e facili, penso subito alla cucina asiatica. La maggior parte di queste preparazioni richiede un wok o una bella padella capiente e, se avete già investito in un cuociriso, basta premere un bottone per ottenere un riso perfetto.
Gli ingredienti, lo ammetto, a volte sono un po' diffìcili da trovare, ma oggi sempre più supermercati propongono un reparto di prodotti asiatici ben fornito. La riuscita delle ricette di questo libro dipende prima di tutto dalla preparazione degli ingredienti, che devono essere messi insieme e tagliati prima di iniziare la cottura. Ecco spiegato perché la maggior parte di questi piatti cuoce in meno di 10 minuti.
Scegliete una ricetta a caso tra l'ampia proposta di questo libro (Thailandia, Giappone, Vietnam, Cina o Indonesia) e lasciatevi guidare dalle fotografìe. Constaterete ben presto che la cucina asiatica non richiede poi grossi sforzi e, in men che non si dica, avrete a disposizione la vasta scelta che offre il vostro ristorante asiatico di fiducia.

[07 ASI - 4180003042] Vassallo, Jody
Le basi della cucina asiatica : [80 ricette illustrate passo a passo] / Jody Vassallo ; fotografie di Clive Bozzard-Hill. - [Milano] : Tommasi, stampa 2010. - 1 v. (senza paginazione) : ill. ; 25 cm. - (Il mio corso di cucina ; 5). - ISBN 978 88 96621 097


In cucina con Dona Flor: Jorge Amado e le sue cuoche appassionate. In cucina con Dona Flor: Jorge Amado e le sue cuoche appassionate
Roberta Deiana


Noto gourmet e appassionato di cucina baiana, Jorge Amado ha dato ampio spazio al cibo nelle sue opere, e non soltanto per semplice amore della buona tavola. Nei suoi libri, la sua Bahia, magica, colorata e sensuale, è evocata con meravigliosa vivacità nella cultura, nella spiritualità, nella presenza pervasiva del Candomblé, ma anche nei dettagli quotidiani, i colori, i suoni, i profumi: a completare il quadro non potevano certo mancare i sapori. Sullo sfondo, con un abile dosaggio di ironia e lucidità, cruda denuncia e vette liriche, Amado racconta le profonde contraddizioni di un Paese affascinante e complesso come il Brasile attraverso le storie delle sue straordinarie eroine, grandi donne, belle, sensuali e coraggiose, oltre che ottime cuoche. A lui dobbiamo l'invenzione di personaggi indimenticabili come la splendida cuoca mulatta Gabriella e la sensuale maestra di cucina Dona Flor e la (ri)scoperta della cucina baiana, un crocevia di influenze africane, indigene ed europee di grande fascino.

[07 4 DEI - 4180007417] Deiana, Roberta
In cucina con Dona Flor : Jorge Amado e le sue cuoche appassionate / Roberta Deiana. - Torino : Il leone verde, stampa 2013. - 94 p. : ill. ; 21 cm. - (Leggere è un gusto! ; 64). - ISBN 978-88-6580-060-7


Affamato come una tigre: a tavola con Sandokan. Affamato come una tigre: a tavola con Sandokan
Andrea Perin


Tra un combattimento e un agguato, un assalto e una fuga, Sandokan e Yanez non perdono occasione per occuparsi di cibo. Non sono certo intenditori o raffinati gourmet, i pirati della Malesia hanno invece un sano e robusto appetito da guerrieri. Andrea Perin, attento lettore del ciclo di Sandokan, ci propone i momenti più salienti delle Tigri di Mompracem a tavola, che sia questa la tavola di un rajah oppure un pasto veloce nella foresta assediati da nemici. Nel ciclo di romanzi delle Tigri di Mompracem Salgari descrive una cucina inconsapevolmente meticcia, un incontro tra la cucina tradizionale italiana di fine Ottocento e ingredienti esotici, che oggi conosciamo bene ma che all'epoca evocavano sensazioni di viaggio e avventura. Andrea Perin gioca a immaginarsi le probabili ricette dei pasti descritti da Salgari. Ogni capitolo inizia con una citazione tratta da uno dei romanzi di Sandokan e termina con una ricetta adatta. Dagli spiedini di maiale al pompelmo alla zuppa di cavolo nero e spezie per i pirati imprigionati nelle carceri del famigerato James Brooke, "Affamato come una tigre" è un libro leggero, ironico e piacevole, soprattutto per tutti coloro che hanno amato le avventure di Sandokan e Yanez. Sta poi al giudizio e al gusto personale decidere di avventurarsi in una delle ricette proposte ...

[07 4 PER - 4180007414] Perin, Andrea
Affamato come una tigre : a tavola con Sandokan / Andrea Perin. - Torino : Il leone verde, stampa 2013. - 94 p. : ill. ; 21 cm. - (Leggere è un gusto! ; 66). - ISBN 978-88-6580-079-9


Coffee roots = Viaggio alle radici del caffè. Coffee roots = Viaggio alle radici del caffè
Vittorio Castellani aka Chef Kumalè


Sono passati circa quattrocento anni dall'introduzione del caffè in Europa e oggi milioni di persone in tutto il mondo consumano quotidianamente la loro tazzina di Espresso senza però conoscere le origini di questo meraviglioso prodotto.
Questo libro rappresenta un inedito viaggio alle radici della cultura del caffè, un percorso a ritroso nello spazio e nel tempo, ma assolutamente attuale, per ripercorrere le origini e la prima diffusione verso Occidente del magico chicco. Frutto di due anni di ricerca a nove mesi di viaggi per documentare attraverso i reportage realizzati appositamente in Etiopia, Yemen, Giordania, Egitto, Siria, Libano, Turchia, Tunisia, Senegal e Indonesia la ricchezza di tradizioni e cerimonie che circondano questo magico prodotto.

[07 3 KAF - 4180002485] Chef Kumalè
Coffee roots = Viaggio alle radici del caffè / Vittorio Castellani aka Chef Kumalè. - Savigliano : Gribaudo, 2006. - 220 p. : in gran parte ill. ; 32 cm. - (Il gusto). - ISBN 88 7906 219 0


Cosa dicono le foglie del tè?. Cosa dicono le foglie del tè? Riti e ricette di madre in figlia dalla letteratura persiana alla poesia araba contemporanea
Giulia Valsecchi


Un samovar sempre acceso per il benvenuto e una tovaglia distesa a terra. Una cucina che odora di zafferano poco prima di una gita fuori porta. Una notte di veglia per fissare le stelle dalla terrazza proibita e un giardino colmo di alberi da frutto. Un bistrot dove ritrovarsi a leggere i fondi del tè e una stanza ai piani alti dell'harem per raccontare o ascoltare storie. Dalla Turchia al Marocco, dall'Iran al Libano, passando per Iraq, Yemen, Algeria, Tunisia ed Egitto, i precetti di un'arte culinaria tra ventre e ventre. Le letterature femminili contemporanee accolgono e diffondono echi di eredità preziose in un viaggio spolverato di spezie e chicchi di melagrana.

[07 4 VAL - 4180007416] Valsecchi, Giulia
Cosa dicono le foglie del tè? : riti e ricette di madre in figlia dalla letteratura persiana alla poesia araba contemporanea / Giulia Valsecchi. - Torino : Il leone verde, stampa 2013. - 118 p. : ill. ; 21 cm. - (Leggere è un gusto! ; 69). - ISBN 978-88-6580-068-3


Cannella e zafferano. Cannella e zafferano: la cucina della via delle spezie
Lorenza Pliteri


I colori e i profumi di questa libro sono quelli delle spezie, preziose e nomadi, cariche di magia e di mistero; ma anche quelli dei tesori dell'orto, dei campi, delle carni e del latte; il profumo di iodio dei cibi che vengono dal mare e quello dei fiori del giardino, che si sprigiona da certi dolci. Le preparazioni, i piatti, le tecniche sono il frutto di elaborazioni, scambi e trasformazioni che hanno avuto luogo in terre diverse, e nello scorrere dei secoli.
Per questo viaggio culinario irresistibile dal Marocco all'India, lungo la via delle spezie, Lorenza Pliteri è la guida ideale. Esperta di cucina e in cucina, legata in un modo un po' speciale - quello della famiglia e delle amicizie - a questo patrimonio culturale e gastronomico immenso e immensamente variegato, ne ha tratto il meglio e ce l'ha restituito in una versione rispettosa ma allo stesso tempo fruibile e godibile da tutti, senza bisogno di ingredienti introvabili né di corsi di specializzazione, e rendendolo talvolta più vicino alla sensibilità nostra e del nostro palato. Ma non solo: insegnandoci la cucina delle spezie, il suo libro racconta di storia, di poesia, di personaggi veri e leggendari, con lo humour e la saggezza del più gradevole dei commensali di quell'unica, grande tavolata.

[07 4 ORI - 4180003791] Pliteri, Lorenza
Cannella e zafferano : la cucina della via delle spezie / Lorenza Pliteri. - Milano : Ponte alle Grazie , stampa 2011. - 247 p. ; 21 cm. - (Il lettore goloso). - ISBN 978-88-622-0149-0


Fisiologia del gusto. Fisiologia del gusto
Anthelme Brillat-Savarin


"Lo champagne, eccitante nei suoi primi effetti, diventa in seguito stupefacente; il che del resto è un effetto notorio dell'acido carbonico gassoso in esso contenuto". "Nel considerare i piaceri della tavola sotto i più diversi aspetti, m'ero reso conto da tempo che in questo campo c'era da fare qualcosa di meglio di un semplice libro di cucina, e che molto si poteva dire su funzioni così essenziali e che influiscono così direttamente sulla salute, sulla felicità e persino sugli affari". Scritta dal magistrato francese Brillat-Savarin e pubblicata anonima nel 1825 la Fisiologia del gusto si rivela un'opera di particolare interesse per la leggerezza con la quale le varie questioni di culinaria sono presentate: le riflessioni dell'arguto autore sugli uomini e sulle cose si intrecciano a una continua vivacità descrittiva: dalla "teoria della frittura" alle digressioni sui piaceri della tavola, dalla storia filosofica della cucina, ai provini gastronomici, piatti che devono suscitare nel vero buongustaio una bramosia visibile e constatabile. Il libro è diviso in "meditazioni" tra le quali non mancano quelle sull'obesità - e sui relativi trattamenti curativi - e sulla magrezza, sul digiuno e la digestione, sui ristoranti, sulle specialità: caffè, cioccolato, zucchero, tartufo ... Un libro divertente pieno di aneddoti e di curiosità, ma anche importante per quell'insistere di Brillat-Savarin sull'aspetto sociale del cibo piuttosto che su quello edonistico, ed è questo che rende la sua opera così moderna.

[07 4 BRI - 4180007429] Brillant-Savarin, Anthelme
Fisiologia del gusto / Anthelme Brillat-Savarin ; a cura di Michel Guibert ; traduzione di Roberta Ferrara. - 3. ed. - Palermo : Sellerio, 2012. - 258 p. ; 17 cm. - (La memoria ; 424). - Traduzione di : Physiologie du goût. - ISBN 978-88-389-1432-0 errato. - ISBN 978-88-389-1432-0


Ricette immorali. Ricette immorali
Manuel Vazquez Montalban


"Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare; ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare..." Manuel Vázquez Montalbán, creatore del detective-gourmet Pepe Carvalho, è qui in veste di autore di un trattato eno-gastronomico-sessuale, che si prefigge di tracciare l'identikit del partner ideale con il quale dividere tavola e letto. Ecco così 62 ricette di alta cucina, tutte assolutamente realizzabili e accompagnate da un breve commento che stabilisce un rapporto di complicità con il lettore nell'atto "criminoso" della conquista amorosa.

[07 4 VAZ - 4180007443] Vázquez Montalbán, Manuel
Ricette immorali / Manuel Vazquez Montalban ; traduzione di Hado Lyria. - 23. ed. - Milano : Feltrinelli, 2013. - 153 p. : ill. ; 20 cm. - (Universale economica Feltrinelli ; 8336). - Tit. orig.: Recetas inmorales. - ISBN 978-88-07-88336-1


Tutti a tavola: la storia in cucina. Tutti a tavola: la storia in cucina
Margherita Grillo


Tutti, donne e uomini, fin dalla notte dei tempi, mangiano. Bella scoperta, c'è però una notevole differenza tra rosicchiare le ossa in una caverna e pranzare alla corte di Solimano il Magnifico. La storia è anche una fantastica lista di ricette. Dal brasato di kippu in Mesopotamia alle lasagne di Roberto d'Angiò, dal grog di Re Mida alla casciata delle dame del Trecento. La civiltà non è mai stata estranea alle tavole imbandite. Senza parlare di dolcezze come il cacao o l'elisir della nonna, e di invenzioni incredibili come la pizza o la maionese. Illustrazioni e foto accompagnano le storie perché anche ai curiosi piace saperne di più.

[07 4 GRI - 4107] Grillo, Margherita
Tutti a tavola : la storia in cucina / Margherita Grillo ; illustrazioni di Valentina Di Serio. - Roma : Città Nuova, 2001. - 95 p. : ill. ; 21 cm. - (I segreti del tempo). - ISBN 88 311 8130 0


La cucina delle feste del mondo. La cucina delle feste del mondo: Oltre 300 ricette tradizionali ed etniche
a cura di Joan Rundo


Feste cristiane, ebraiche, musulmane, buddhiste, indù, feste di capodanno, feste nazionali e feste popolari di tantissimi popoli del mondo. Tutte le ricette tradizionali delle occasioni solenni delle culture del pianeta. Il libro propone una rassegna dei piatti tradizionalmente preparati in occasione delle feste delle diverse culture e religioni: buddhiste, cinesi, indiane, cristiane, ebraiche, indù, musulmane. Nella festa sono celebrati il piacere di ritrovarsi insieme, ma anche i valori della propria identità e i riferimenti simbolici e pratici della propria tradizione.
A tavola si possono conoscere le persone e i popoli quanto, o forse più, lo studiare la loro storia. Un'intera sezione è dedicata al Capodanno: pur cadendo in date diverse, questo appuntamento viene celebrato da quasi tutte le culture. Un ricco calendario permette al lettore di conoscere tutte le feste religiose e civili del mondo.

[07 4 MON - 4451] Rundo, Joan
La cucina delle feste del mondo : Oltre 300 ricette tradizionali ed etniche / a cura di Joan Rundo. - Torino : Sonda, 1999. - 230 p. ; ill. ; 24 cm. - ISBN 88 7106 259 0


L'Islam a tavola. L'Islam a tavola: Dal Medioevo a oggi
Lilia Zaouali


Dalle cucine della corte dei califfi di Bagdad - dove i piaceri della buona tavola erano abbondantemente coltivati, e dove confluivano e si mescolavano le tradizioni alimentari di arabi, persiani e asiatici, oltre che di bizantini una ricca e raffinata civiltà gastronomica si irraggiò in tutto il mondo islamico, dal Vicino Oriente all'Egitto al Nordafrica, fino all'Andalusia. Una grande varietà di tipi di pasta, di piatti in agro-dolce, di salse, di cuscus, di dolci e persino di vino, affollano le ricette tramandate dai testi medievali. È tutta una festa di aromi, spezie, sapori e colori, che possono allietare anche le nostre tavole, come suggeriscono le 30 ricette adattate ai gusti di oggi che completano il volume.

[07 4 ISL - 5187] Zaouali, Lilia
L'Islam a tavola : Dal Medioevo a oggi / Lilia Zaouali ; traduzione di Egi Volterrani. - Roma ; Bari : Gius. Laterza, 2004. - 220 p. ; ill. ; 21 cm. - ISBN 88 420 7425 X


100 cult in padella. 100 cult in padella: Succede solo a casa tua! Come reinventare "i classici" del cibo industriale. 100 ricette fai-da-te, ecologiche e sane
Elisa Nicoli


Cibo industriale e fast food hanno abbassato la cultura alimentare e alzato il colesterolo: è ora di "rompere le scatolette" e autoprodurre, per mangiare più sano! "100 cult in padella" è un manuale per chi è assuefatto ai sapori uniformi o al perverso piacere del junk food e del precotto, dalle chips ai surgelati, ma vuole voltare pentola: 100 ricette per riprodurre a casa i rassicuranti classici del cibo pronto, ma più buoni, più sani e più ecologici. Fidatevi delle imitazioni!
I biscotti Riflessive per colazione; un Dado di frodo per il risotto; un Che babbo fatto tutto in casa. Ricette base e sfiziosità, con due ingredienti speciali: la manualità e la creatività. Il messaggio - la portata principale non il contorno! - è che il cibo fatto da te è meglio di quello pronto: per il gusto, il portafoglio, l'ambiente. Try this at home!

[07 4 NIC - 4180007038] Nicoli, Elisa
100 cult in padella : Succede solo a casa tua! Come reinventare "i classici" del cibo industriale. 100 ricette fai-da-te, ecologiche e sane / Elisa Nicoli. - Milano : Altreconomia, 2013. - 96 [1] p. ; 15 cm. - (Io lo so fare). - ISBN 978-88-6516-101-2


Aspetti critici e politica del cibo [ Torna su ]


La fame. La fame
Martín Caparrós


"Conosciamo la fame, siamo abituati alla fame: abbiamo fame due, tre volte al giorno. Nelle nostre vite non esiste niente che sia più frequente, più costante, più presente della fame - e, al tempo stesso, per la maggior parte di noi, niente che sia più lontano dalla fame vera". Dal Niger all'India, dal Bangladesh al Sudan del Sud al Madagascar, senza tralasciare l'Argentina, e gli Stati Uniti, Caparrós indaga e riflette, demolisce i luoghi comuni più consolidati e non risparmia nessuno, dal FMI alla religione, dagli speculatori della Banca di Chicago a tutti noi, e parallelamente racconta vite e volti, parla di persone prima che di "poveri". Organizzato secondo capitoli sapientemente alterni, La fame è allo stesso tempo un excursus storico, un saggio ben documentato sulla geografia della fame, una raccolta di narrazioni che trascendono l'impersonalità delle cifre e dei dati - che pure non mancano - e infine un autentico pamphlet, una provocazione etica e politica su quella che è la più violenta metafora dell'insostenibile disuguaglianza in cui viviamo.

[07 3 CAP - 4180007485] Caparrós, Martín
La fame / Martín Caparrós ; traduzione di Sara Cavarero, Federica Niola, Elena Rolla. - Torino : Einaudi, stampa 2015. - VI, 720 p. ; 21 cm. - (Passaggi Einaudi). - Tit. orig.: El hambre. - ISBN 978-88-06-22637-4


Biodiversi. Biodiversi
Stefano Mancuso, Carlo Petrini


Con un fertile scambio di idee tra scienze gastronomiche e scienze botaniche, Stefano Mancuso e Carlo Petrini tracciano scenari da cui ripensare la vita sul Pianeta: il principio che le piante sono organismi viventi complessi e sofisticati si interfaccia con la visione che mette il cibo e l'agricoltura al centro di un progetto di salvaguardia della vita umana, del cibo buono, pulito e giusto. Un dialogo che ci esorta a far interagire l'intelligenza umana e quella vegetale. Per sancire un nuovo patto tra l'uomo e la nostra Madre Terra.

[07 2 MAN - 4180007507] Mancuso, Stefano
Biodiversi / Stefano Mancuso, Carlo Petrini. - Firenze [etc.] : Giunti ; Bra : Slow Food, 2015. - 123 p. : ill. ; 22 cm. - ISBN 978-88-09-81546-9


Acqua e cibo. Acqua e cibo : la rivoluzione necessaria
Chiara Tonelli, Umberto Veronesi


Acqua e cibo, due parole semplici che rimandano a una delle emergenze che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. Che fare allora, da dove cominciare? Due sono gli obiettivi proposti dalla comunità scientifica: ridurre nei Paesi occidentali il consumo eccessivo di carne che sottrae all'alimentazione umana un'enorme quantità di cereali per destinarla agli animali da allevamento; incrementare la produzione agricola in quantità e qualità. Se il primo obiettivo richiede soprattutto un cambiamento nello stile di vita di una parte degli abitanti del pianeta, il secondo rappresenta una sfida complessa che la scienza ha già accolto. Con le più attuali e sperimentate tecniche di ingegneria genetica si sono ottenute piante non solo resistenti alla scarsità di acqua e agli insetti, ma anche arricchite di elementi importanti per la dieta. Per esempio il golden rice, il riso contenente più ferro e vitamina A che, in Cina e in India, potrà salvare dall'anemia e dalla cecità migliaia di persone. Presto saranno disponibili piante fortificate con vaccini e anticorpi, e ricche di micronutrienti capaci di prevenire i tumori, l'obesità e l'infarto. Una nuova frontiera che gli autori invitano a scoprire per superare i pregiudizi che ancora pesano sulle tecniche di miglioramento genetico delle piante, un patrimonio di conoscenze che si sta velocemente ampliando e che costituisce forse lo strumento più efficace per sconfiggere i problemi della denutrizione e della malnutrizione.

[07 2 TON - 4180002985] Tonelli, Chiara
Acqua e cibo : la rivoluzione necessaria / Chiara Tonelli, Umberto Veronesi ; a cura di Enrico Casadei. - Milano : Sperling & Kupfer, stampa 2010. - 126, [1] p. : ill. ; 20 cm. - (The future of science. Saggi ; 6). - ISBN 978 88 200 4862 4


Anatomia della fame. Anatomia della fame : perché le catastrofi alimentari devastano il corpo del pianeta e come possiamo fermarle
Vittorio Rinaldi


Ogni giorno nel mondo un miliardo di uomini, donne e bambini hanno fame. Come si giustificano nel XXI secolo le carestie e la cronica penuria di cibo? Questo libro risponde a una domanda che è sulla bocca di tutti, raccontando i meccanismi globali e locali che affamano il Sud del mondo: gli appetiti dei governi e delle multinazionali, le guerre, le malattie. E spiega che per sfamare la Terra bisogna ripartire dalla sovranità alimentare e promuovere un "rinascimento" contadino. Vittorio Rinaldi, antropologo, già docente nelle Università di Verona, Milano Bicocca e Firenze. Esperto di cooperazione internazionale e sicurezza alimentare, è tra i curatori della campagna "D(i)ritto al cibo" di Altromercato.

[07 3 RIN - 4180002992] Rinaldi, Vittorio
Anatomia della fame : perché le catastrofi alimentari devastano il corpo del pianeta e come possiamo fermarle / Vittorio Rinaldi. - Milano : Altra economia, 2010. - 206 p. ; 21 cm. - Suppl. a: Altreconomia, n. 116 (mag. 2010). - ISBN 978 88 6516 020 6


La. Il mercato della fame e la rivolta delle coscienze
Jean Ziegler


Jean Ziegler, sociologo, critico della globalizzazione e politico, fu invitato a tenere il discorso di apertura del Festival di Salisburgo 2011. Poco prima dell'evento l'invito venne revocato. Le opinioni che avrebbe espresso dovevano rimanere segrete: fra i principali sponsor del Festival c'erano alcune tra le maggiori banche svizzere nonché la Nestlé, colossi che rientrano nella categoria di aziende e multinazionali accusate da Ziegler di alimentare la fame e le guerre nel mondo pur di difendere i propri interessi.
Il discorso fu però immediatamente proposto dall'editore Ecowin Verlag, al prezzo popolare di 2,50 euro, ed ebbe un grandissimo successo: 20mila copie in due settimane. Il discorso di Ziegler è uno schiaffo in faccia a chi si pavoneggia del proprio benessere, ben rappresentato dal raffinato pubblico del Festival di Salisburgo, mentre dall'altra parte della Terra ogni giorno muoiono di stenti migliaia di esseri umani: per l'esattezza, 1.295.000 nell'arco dei 35 giorni della durata del festival. Tradotto e pubblicato per la prima volta in Italia, il discorso è integrato da una intervista a Ziegler della giornalista Saraïna Gross.

[07 3 ZIE - 4180004657] Ziegler, Jean
Il mercato della fame e la rivolta delle coscienze / Jean Ziegler ; a cura di Sibylle Kirchbach e Anna Ruchat. - Viterbo : Stampa alternativa, stampa 2012. - 29 p. ; 15 cm. - (Euro). - Dati dalla cop. - Traduzione di: Der Aufstand des Gewissens : die nicht-gehaltene Festspielrede 2011. - ISBN 978-88-6222-309-6


La. Pappa mundi : geoeconomia del cibo
Francesco Galietti


2015: il blocco alle importazioni di cibo è l'arma brandita da Vladimir Putin per rispondere alle sanzioni occidentali sull'Ucraina. Nel frattempo la Cina finisce sottosopra per la carne avariata nei fast-dine cinesi che servono il gusto occidentale, e il colossale fondo sovrano di Pechino inizia lo shopping alimentare in tutto il mondo. Per Samuel Huntington - L'essenza della civiltà occidentale è la Magna Charta, non il BigMac". Ma nell'anno in cui ricorre il compleanno della Magna Charta e a Milano si apre il forum globale sul cibo dell'Expo, il BigMac è un affare di Stato. "Il mercato mondiale del cibo è oligopolistico. È dominato dai paesi avanzati, in particolare dagli USA. Essi tendono a considerare l'export alimentare per il suo valore non solo economico, ma anche politico, sia interno che internazionale. Il cibo diventa così uno strumento di politica interna ed estera, di valenza maggiore di quella realizzabile con speculazioni e manipolazioni delle altre commodities. Le principali potenze mondiali ne sono ben consapevoli." (dall'introduzione di Carlo Jean).

[07 4 GAL - 4180007398] Galietti, Francesco
Pappa mundi : geoeconomia del cibo / Francesco Galietti ; presentazione di Carlo Jean. - Milano : Guerini e associati, 2015. - 94 p. : ill. ; 17 cm. - ISBN 978-88-6250-570-3


La danza delle mozzarelle. La danza delle mozzarelle : Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione
Wolf Bukowski


Wolf Bukowski spiega come il "sogno" di Gambero Rosso e Slow Food si sia tramutato in un incubo turbocapitalista fatto di ipermercati, gestione privatistica dei centri cittadini, precarietà per i lavoratori, cibo sano per i ricchi... e i poveri mangino merda. Il modello neoliberista di Eataly si allarga nelle città e cancella diritti, forte delle partnership con potentati come Lega Coop e il gruppo Benetton e grazie all'appoggio del Pd, agli endorsement di Matteo Renzi e alla copertura ideologica fornita da un'intellighenzia che, nonostante cedimenti e giravolte, conserva l'etichetta "di sinistra". È questo demi-monde di scrittori, elzeviristi e cantanti a far passare per "buoni" i nuovi padroni, che così non pagano dazio per il predicar bene e razzolar male: inneggiano alla "resistenza contadina" e fanno affari con un neolatifondista che occupa 90.000 ettari di terra Mapuche in Patagonia; parlano di "autenticità" e propongono per l'Italia futuri preconfezionati da "Disneyland del cibo" e "Grande Sharm el-Sheikh". Ma il sogno di ieri non era già, in nuce, l'incubo di oggi? Il "predicar bene" non aveva già in sé tutti gli elementi del "razzolar male"? Questa è la storia di come ce l'hanno data a bere parlando di mangiare.

[07 1 BUK - 4180007456] Bukowski, Wolf
La danza delle mozzarelle : Slow food, Eataly, Coop e la loro narrazione / Wolf Bukowski ; consulenza editoriale Wu Ming 1. - Roma : Alegre, stampa 2015. - 158 p. ; 21 cm. - (Tempi moderni). - ISBN 978-88-98841-14-1


La. Genuino clandestino : viaggio tra le agri-culture resistenti ai tempi delle grandi opere
testi di Michela Potito e Roberta Borghesi ; fotografie di Sara Casna e Michele Lapini


Genuino Clandestino è una rete informale di realtà agricole e urbane impegnate a promuovere il diritto alla terra e al cibo, nell'ottica della difesa dell'ambiente e del territorio, della promozione dei legami sociali e dei diritti di chi la terra la lavora. Gli autori raccontano, attraverso le parole e le fotografie, dieci realtà che hanno deciso di sfidare le regole del mercato agricolo-industriale contemporaneo: contadini, erboristi, allevatori, panificatori che garantiscono prodotti genuini e autoprodotti, clandestini nella misura in cui non rientrano nei protocolli alimentari decisi dai legislatori per soddisfare gli appetiti dell'industria agroalimentare.
Il viaggio, iniziato in provincia di Modena, è proseguito verso nord fino al Piemonte, e verso sud fino alla Sicilia. Il libro è composto da un diario, dove sono raccontati i protagonisti, i luoghi, le emozioni di questa nuova Italia contadina, e dall'approfondimento di alcune parole chiave, che tutte insieme forniscono la mappa concettuale di questo movimento che, tra le altre cose, vuole riformulare il rapporto tra città e campagna, tra produttori e consumatori (o, meglio, co-produttori). Trasformazione dei prodotti contadini, mercati, movimenti, accesso alla terra, riappropriazione, resistenze, filiera e autorganizzazione, comunità del cibo, relazioni e semi sono le parole proposte ai lettori, specchio di un dibattito in corso ma anche invito all'azione. Perché ognuno di noi può essere protagonista di una rivoluzione contadina quando sceglie quale cibo comprare e/o come produrlo.

[07 1 POT - 4180007412] Potito, Michela
Genuino clandestino : viaggio tra le agri-culture resistenti ai tempi delle grandi opere / testi di Michela Potito e Roberta Borghesi ; fotografie di Sara Casna e Michele Lapini. - Firenze : Aam Terra Nuova, 2015. - 271 p. : ill. ; 24 cm. - (Stili di vita). - ISBN 978-88-6681-083-4


Vegan liberi tutti. Vegan liberi tutti : mangia e vivi in modo sano e naturale
Giuseppe Coco


La dieta vegan è utile per la salute, favorisce la longevità e previene malattie metaboliche e patologie del benessere. Ma non è tutto. È una scelta etica ed evolutiva oltre che l'unica opzione per far sopravvivere il pianeta, ridurre la disparità sociale ed evitare lo sfruttamento e la morte di esseri senzienti quali sono gli animali. Questo libro, però, non è solo un saggio sulle ragioni della scelta vegan ma anche una raccolta di consigli alimentari che fanno venire l'acquolina in bocca.
"Il veganismo non è una dieta. Non è un regime alimentare restrittivo. È una visione diversa della vita, a tutto tondo". (Stefano Momentè)
"Nella stratosferica lotta per i diritti animali, il campo dell'alimentazione è quello in cui ognuno di noi, oggi stesso, può apportare un personale e fondamentale contributo, spostando il focus dell'interesse dalla propria pancia e dalla propria testa e dal proprio cuore a quelli speculari degli altri animali. Decidendo una volta per tutte in quale mondo vogliamo vivere". (Annamaria Manzoni)

[07 4 VEG - 4180007461] Coco, Giuseppe
Vegan liberi tutti : mangia e vivi in modo sano e naturale / Giuseppe Coco. - Formigine : Infinito, 2015. - 92 p. : tab. ; 22 cm. - (I saggi ; 47). - ISBN 978-88-6861-076-0


Chi c'è nel tuo piatto? Chi c'è nel tuo piatto? : tutta la verità su quello che mangi
Jeffrey Moussaieff Masson


Quando si compra il cibo, lo si cucina e lo si mangia, pochi pensano di mettere in atto una vera e propria scelta morale, che riguarda anche la vita del pianeta. Se, per esempio, ci si riempie il piatto di carne (mammiferi, uccelli e pesci d'allevamento) o di un qualsiasi derivato animale (latte, formaggio, uova), in realtà si sta anche decidendo che il 30 per cento della superficie terrestre venga impiegata direttamente o indirettamente per il bestiame, che per l'intero ciclo si emettano più gas serra del sistema mondiale dei trasporti, oppure che si consumino cinquantamila litri d'acqua per ottenere mezzo chilo di carne. Perché queste sono le decisioni coinvolte nel processo che porta la bistecca sul tavolo. Niente di meno. Per aprire gli occhi dei lettori Jeffrey Moussaieff Masson - di formazione psicoanalitica classica ma anche studioso di emotività animale - assesta un salutare schiaffo da maestro zen: "conosciamo le conseguenze dell'allevamento intensivo? Abbiamo mai pensato all'impatto sul clima, sulla deforestazione, sull'inquinamento? O ancora, come possiamo credere che mangiare animali, dopo averne torturato i corpi, possa favorire il nostro benessere?" La risposta di Masson è l'uovo di Colombo: solo negando la realtà di "chi" c'è dall'altro lato della forchetta è possibile rimanere carnivori, tanto più che dal punto di vista evolutivo rispetto agli altri predatori l'uomo ha una dotazione a dir poco inadatta, dalla dentatura al metabolismo.

[07 4 MAS - 4180001792] Moussaieff Masson, Jeffrey
Chi c'è nel tuo piatto? : tutta la verità su quello che mangi / Jeffrey Moussaieff Masson ; traduzione di Nello Giugliano. - Milano : Cairo, 2009. - 316 p. ; 21 cm. - (Saggi). - Tit. orig.: The face on your plate. - ISBN 978 88 6052 218 4


In difesa del cibo. In difesa del cibo
Michael Pollan


Nel Dilemma dell'onnivoro Michael Pollan aveva smontato, una portata dopo l'altra, il pranzo che ci apparecchiamo ogni giorno, dimostrando che cosa in realtà contenga a dispetto delle etichette. In questo libro, che amplia e conclude il precedente, Pollan va oltre, demolendo alla sua maniera - brillante e sempre imprevedibile - una credenza perniciosa e ormai diffusissima, e cioè che a renderci più sani e più belli non siano le cose che mangiamo, ma le sostanze che le compongono. Nel mondo immaginato dai nutrizionisti, ricorda Pollan, anziché perdere tempo a sbucciare e fare a spicchi le arance basterebbe assumere una quantità equivalente di vitamina C. Nel nostro accade invece che gli stessi nutrizionisti mettano improvvisamente al bando le componenti della dieta che fino a poche settimane prima avevano considerato irrinunciabili, e che per paradosso gli Stati Uniti, cioè il paese più di qualsiasi altro ossessionato dal terrore di mangiare ciò che fa male, o di non mangiare ciò che fa bene, si siano dati il modello alimentare più malsano e patogeno fin qui conosciuto. Il rimedio? Sarebbe semplice, sostiene Pollan: non mangiare nulla che la nostra nonna non avrebbe mangiato. In altre parole, cibo vero, meglio se poco, e meglio ancora se verde. Sarebbe semplice, cioè, se non sconvolgesse il credo dell'industria più potente e insostituibile al mondo, quella agroalimentare. Che, come dimostrano le violente polemiche subito suscitate da questo libro, non intende arrendersi senza combattere neppure all'evidenza.

[07 4 POL - 4180002021] Pollan, Michael
In difesa del cibo / Michael Pollan ; traduzione di Giovanni Luciani. - Milano : Adelphi, stampa 2009. - 252 p. ; 22 cm. - (La collana dei casi ; 79). - Tit. orig.: In defense of food : an eater's manifesto. - ISBN 978 88 459 2389 0


Cibo non cibo : la fragilità alimentare : ai campi alla tavola conoscere per cambiare. Cibo non cibo : la fragilità alimentare : ai campi alla tavola conoscere per cambiare
Roberto Meregalli


Cosa sta succedendo al cibo? Come e in che modo ci nutriamo? Si parla di cibo come il petrolio del futuro: cosa avviene in agricoltura? Chi sono oggi i proprietari della terra, dei semi e degli alimenti? Il libro spiega in modo chiaro, documentato e avvincente come funziona il complesso sistema agroalimentare e ne mette in luce le tante contraddizioni: una grande clessidra che vede a un'estremità 1,3 miliardi di agricoltori e all'altra 7 miliardi di persone da sfamare. Per passare da un capo all'altro, il cibo deve attraversare una strozzatura composta da chi commercia, compra e distribuisce, un numero assai ridotto di soggetti. Dieci imprese controllano quasi per intero il mercato delle sementi e quello dei prodotti chimici per l'agricoltura: con quali conseguenze per coltivatori e consumatori? Le industrie alimentari si riforniscono da una manciata di multinazionali che trasportano cereali e carni da una parte all'altra del pianeta. Da un lato, iper-igiene nel sistema produttivo, che toglie di mezzo le tipiche produzioni locali; dall'altro, contaminazioni da antibiotici, ormoni, batteri. Il libro dedica un lungo capitolo alle nuove agricolture e alle possibilità di cambiamento che anche come consumatori possiamo mettere in campo.

[07 4 MER - 4180007363] Meregalli, Roberto
Cibo non cibo : la fragilità alimentare : ai campi alla tavola conoscere per cambiare / di Roberto Meregalli. - Milano : MC, stampa 2014. - 173 p. : graf., tab., diagr. ; 21 cm. - (Esse). - ISBN 978-88-88432-41-0


È un paese per bambini. È un paese per bambini : in cerca di agricoltura, alimentazione, ambiente
Alessandra Nucci


In un paese dove ci sono più automobili pro capite che bambini, si afferma il diritto di consumare cibi buoni e sani, e riappropriarsi degli spazi cittadini. Conoscere cosa mangiamo prima ancora di quanto mangiamo è fondamentale per avere consapevolezza della nostra alimentazione e della nostra salute. Un libro che scatta una significativa fotografia dei bambini italiani e del loro stile di vita, andando alla ricerca di un ritrovato rapporto tra città e campagna. A favore delle nuove generazioni.

[07 4 NUC - 4180007271] Nucci, Alessandra
È un paese per bambini : in cerca di agricoltura, alimentazione, ambiente / Alessandra Nucci. - Orbetello : Effequ, stampa 2014. - 164, [11] p. ; 19 cm. - (Saggi pop). - ISBN 978-88-988-37-038


Geopolitica del cibo. Geopolitica del cibo : una sfida per le grandi potenze
Giancarlo Elia Valori


Un miliardo di persone che muore di fame contro un miliardo di obesi. La guerra per il cibo è fatta di numeri vertiginosi. Come se non bastasse, la speculazione della finanza si è buttata sui titoli agroalimentari e, insieme all'attuale modello agricolo, è responsabile di una bolla dei prezzi che ha fatto impazzire l'intero sistema economico di riferimento dei mercati locali contro quelli globali. La produzione e la distribuzione del cibo è dominata da poche multinazionali che impongono i loro prezzi e i loro prodotti sfruttando la connivenza dei governi per stabilire la loro egemonia nelle aree geografiche in crescita e le tecniche della pubblicità per conquistare le masse degli ex poveri ai gusti e alle abitudini alimentari occidentali. E nel 2050 la popolazione mondiale aumenterà di più di un terzo: supereremo i 9 miliardi, dicono le statistiche. Come sfameremo tanta gente? Giancarlo Elia Valori analizza in questo libro gli effetti economici, sociali e ambientali necessari per avviare una rivoluzionaria alimentazione sostenibile. Si tratta in primo luogo di contenere i costi "neri" nei Paesi terzi e ridurre i costi indiretti sui prodotti nei Paesi del Primo mondo. Solo attraverso un cambiamento radicale dei modelli di produzione sarà possibile impostare una nuova logica produttiva efficiente per l'intero Pianeta.

[07 3 VAL - 4180007263] Valori, Giancarlo Elia
Geopolitica del cibo : una sfida per le grandi potenze / Giancarlo Elia Valori. - Milano : Rizzoliri, 2013. - 180 p. ; 23 cm. - ISBN 978-88-17-07096-6


Parole di terra. Parole di terra : dal saccheggio della terra al ritorno della comunità
Pierre Rabhi


Pierre Rabhi traccia il bilancio di una civiltà che, volendo dominare la terra, la mutila, la tortura e la dissacra. Attraverso Tyemoro, il protagonista, si esprimono la sofferenza e l'abbandono dei quali sono vittime i popoli nativi del sud del Mondo, sottomessi a una logica disastrosa fondata sullo sfruttamento intensivo della terra in agricoltura. Il libro parla di una 'iniziazione africana' ma il suo messaggio di valore universale apre gli occhi e risveglia le coscienze sull'inscindibile legame che ci unisce al destino del mondo.

[07 1 RAB - 4180007277] Rabhi, Pierre
Parole di terra : dal saccheggio della terra al ritorno della comunità / Pierre Rabhi. - [Savona] : Pentàgora, 2014. - 219 p. ; 18 cm. - (Pentàgora ; 13). - Traduzione di: Une initiation africaine. - ISBN 978-88-98187-15-7


Bioresistenze. Bioresistenze : cittadini per il territorio : l'agricoltura responsabile
a cura di Guido Turus


Protagonista di queso libro è il grande patrimonio rappresentato da un certo tipo di agricoltura: quell'agricoltura che opera per i beni comuni, conscia del concetto di limite, di tempo, di complessità dell'ambiente. Un'agricoltura che è azione di salvaguardia dei diritti e della legalità, azione di salvaguardia ambientale, azione di tutela del territorio, del paesaggio, della biodiversità. Il termine bioresistenze vuole descrivere una pluralità di azioni che ruotano attorno ad un "sano" rapporto con il territorio dimostrando che l'agricoltura non è solo azione economica-finanziaria. E' invece soprattutto una pratica di resistenza alle forme di illegalità, resistenza all'uniformazione (che è appiattimento e non uguaglianza) sia culturale che alimentare, resistenza alla violenza con cui vengono trattate e gestite le risorse naturali, resistenza alla scomparsa di biodiversità.

[07 3 TUR - 4180007256] Turus, Guido
Bioresistenze : cittadini per il territorio : l'agricoltura responsabile / a cura di Guido Turus. - Padova : Esedra, stampa 2014. - 207 p. : ill. ; 26 cm. - (Etnica ; 5). - ISBN 88-6058-044-7


x. L'identità italiana in cucina
Massimo Montanari


Una 'cucina italiana' intesa come modello unitario, codificato in regole precise, non è mai esistita e non esiste tuttora. Se però la pensiamo come 'rete' di saperi e di pratiche, come reciproca conoscenza di prodotti e ricette provenienti da città e regioni diverse, è evidente che uno stile culinario 'italiano' esiste fin dal Medioevo. Le identità non sono inscritte nei geni di un popolo ma si costruiscono storicamente, nella dinamica quotidiana del colloquio fra uomini, esperienze, culture diverse. L'italianità della pasta, o del pomodoro, o del peperoncino è fuori discussione. Ma è anche fuori discussione che la pasta, il pomodoro, il peperoncino appartengano in origine a culture diverse. È esattamente questo il genere di identità che dobbiamo cercare nella storia alimentare e gastronomica di un'Italia che si modella come spazio di valori comuni, di saperi e di sapori condivisi.

[07 4 MON - 4180007032] Montanari, Massimo
L'identità italiana in cucina / Massimo Montanari. - Roma [etc.] : Laterza, 2013. - VII, [1], 97, [1] p. ; 21 cm. - (Economica Laterza ; 638). - ISBN 978-88-581-0615-0


Vivere semplice secondo natura. Vivere semplice secondo natura
Alberto Fostini


Il libro è dedicato a tutti coloro che sentono il bisogno di migliorare la qualità della propria vita con regole semplici e alla portata di tutte le persone. Con quest'opera Fostini intende trasmettere le conoscenze acquisite, quelle che lui definisce "i granelli d'oro", il buon senso delle cose semplici avute in eredità da genitori, nonni, parenti e amici; specialmente dal proprio modo di vivere, fin dalla nascita. È stata la scuola della natura, in particolare, a inculcargli tutti quei principi che consentono, oggi, a sé, ai famigliari, agli amici e a tutti coloro che lo desiderano "di praticare uno stile di vita che ti darà piacere e gioia, ti restituirà il vero benessere e l'armonia mentale e spirituale" (così scrive nella "nota dell'autore").
Si tratta di un viaggio lungo un secolo, oltre la vita di una persona. Un viaggio a ritroso, fantastico e reale, che ci mostra, come in un film, epoche recenti nel contesto storico ma estremamente lontane nel concetto di vita dei giovani d'oggi. La seconda e maggior parte del libro è dedicata all'alimentazione. Quella di tutti i giorni, quella sana, quella che determina non solamente il mantenimento del nostro corpo ma che ci permette di vivere più sani e più felici.

[09 2 FOS - 4180007413] Fostini, Alberto
Vivere semplice secondo natura / Alberto Fostini. - Trento : Reverdito, 2011. - 302 p. : ill. ; 22 cm. - ISBN 978-88-7978-177-0


Land grabbing: come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo. Land grabbing : come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo
Stefano Liberti


Questo libro rappresenta il primo reportage al mondo sull'allarmante e dilagante fenomeno del land grabbing. Dopo la crisi finanziaria del 2007, la terra da coltivare (specie quella del Sud del mondo) è diventata un bene sempre più prezioso, oggetto di un frenetico "accaparramento" in cui sono impegnati sia i paesi, come quelli arabi, ricchi di liquidità ma privi di terre fertili, sia le multinazionali dell'agrobusiness - interessate a creare enormi piantagioni per la produzione di biocarburanti - sia una serie di società finanziarie, convinte che l'investimento in terre possa garantire guadagni sicuri. Il risultato è l'avvento di una nuova forma di colonialismo che rischia di alterare gli scenari internazionali (come dimostrano per reazione le recenti rivolte nordafricane, legate all'aumento dei prezzi delle derrate alimentari). Viaggiando fra l'Etiopia e il Brasile, l'Arabia Saudita e la Tanzania, passando per la borsa di Chicago, la FAO e le convention finanziarie, Liberti fa luce su un fenomeno poco indagato ma di scottante attualità, svelandoci come i legami fra politica internazionale e mercato globale stiano cambiando il volto del mondo in cui viviamo.

[07 3 LIB - 4180003922] Liberti, Stefano
Land grabbing : come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo / Stefano Liberti. - Roma : Minimum fax, 2011. - 244 p. ; 19 cm. - (Indi ; 24). - ISBN 978-88-7521-325-1


I padroni del cibo. I padroni del cibo
Raj Patel


Circa un miliardo di persone nel mondo è denutrito. Un altro miliardo è obeso. Quasi metà della popolazione mondiale vive quotidianamente il problema di un'alimentazione insufficiente. L'altra metà soffre dei tipici problemi legati a un'alimentazione sovrabbondante e alle disfunzioni che ne derivano: diabete, eccesso di peso, problemi cardiocircolatori. È un paradosso? Solo apparente, argomenta Raj Patel, perché questo stato di cose è l'inevitabile corollario di un sistema che consente solo a un pugno di grandi corporation di trarre profitto dall'intera catena alimentare mondiale. Questo volume è un'indagine che svela per la prima volta i retroscena della guerra in corso per il controllo delle risorse alimentari: un vero e proprio giro del mondo che spazia dall'aumento dei suicidi tra i contadini asiatici alle sventurate conseguenze degli accordi commerciali tra Messico e Stati Uniti, dell'emergere dei movimenti dei senza terra in Brasile al fallimento di molte produzioni agricole africane, fino a toccare le sofisticate tecniche di manipolazione dei consumatori nel ricco Nord del mondo.

[07 4 PAT - 4180000799] Patel, Raj
I padroni del cibo / Raj Patel ; traduzione di Giancarlo Carlotti. - Milano : Feltrinelli, 2008. - 286 p. : ill. ; 20 cm. - (Serie bianca). - Tit. Orig.: Stuffed and starved. - ISBN 978 88 07 17156 7


Inoltre

[07 3 CAS - 4180007551] De Castro
Cibo : la sfida globale / Paolo De Castro ; con contributi di Felice Adinolfi ... [et al.] ; prefazione di Matteo Renzi. - Roma : Donzelli, stampa 2015. - VIII, 165 p. ; 17 cm. - (Saggine ; 255) - ISBN 978-88-6843-187-7

[07 0 BRA - 4180007552] Branca, Paolo
Buono e giusto : il cibo secondo Ebraismo, Cristianesimo e Islam / Paolo Branca, Claudia Milani, Claudio Paravati. - Milano : Terra santa, stampa 2015. - 124 p. ; 21 cm. - (Incontri a Sichar ; 7) - ISBN 978-88-6240-340-5

[07 2 MAR - 4180007553] Marino, Massimo
Il cibo perfetto : aziende, consumatori e impatto ambientale del cibo / Massimo Marino, Carlo Alberto Pratesi ; [prefazione di Alessandro Cecchi Paone]. - Milano : Ambiente, stampa 2015. - 165 p. : ill., graf., tab. ; 23 cm. - ISBN 978-88-6627-162-8

[07 1 PLO - 4180007554] Ploeg, Jan Douwe : van der
I nuovi contadini : le campagne e le risposte alla globalizzazione / Jan Douwe van der Ploeg. - Roma : Donzelli, stampa 2015. - X, 403 p. : ill. ; 20 cm. - (Virgola ; 117). Traduzione di: The new peasantries : struggles for autonomy and sustainability in an era of empire and globalization - ISBN 978-88-6843-399-4

[07 1 SHI - 4180007555] Shiva, Vandana
Chi nutrirà il mondo? : manifesto per il cibo del terzo millennio / Vandana Shiva ; traduzione di Gianni Pannofino. - Milano : Feltrinelli, 2015. - 206 p. ; 23 cm. - (Serie bianca [Feltrinelli]) . - Traduzione di: Who really feeds the planet? - ISBN 978-88-07-17282-3

[07 0 SHI - 4180007556] Shiva, Vandana
Il mondo del cibo sotto brevetto : controllare le sementi per governare i popoli / Vandana Shiva ; traduzione di Gianni Pannofino. - Milano : Feltrinelli, 2015. - 206 p. ; 23 cm. - (Universale economica Feltrinelli. Saggi ; 8629). - Traduzione di: Protect or plunder. - ISBN 978-88-07-88629-4


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Il sapore perfetto. Il sapore perfetto
José Manuel Fajardo


Il piacere del cibo, l'arte culinaria: questi sono alcuni degli ingredienti base del nuovo romanzo di José Manuel Fajardo. Narratore e protagonista è Omar, che dipana i fili della propria vita riassaporandone i momenti cruciali: dopo l'infanzia spagnola a Gijón, un periodo scandito da piccoli e grandi drammi familiari, ma anche da fantasie e sogni marinareschi, passando per il Messico, dove è arrivato da marinaio e ha scoperto la propria vocazione culinaria, Omar approda a Parigi, dove si innamora di Marina, ballerina rumena carica di fascino e mistero, che lo costringe a un viaggio alla scoperta di sé e dell'altro. Nella capitale francese lavora come capocuoco a bordo di un 'bateau-mouche' nello stesso periodo in cui Belgrado viene bombardata dalle truppe della NATO. E mentre cucina e ricorda e racconta, sfilano pietanze, salse e condimenti, ostriche fresche e tequila ghiacciata... Intingoli e manicaretti accompagnati dalle note di canzoni famose e da ardenti e commossi boleri, uno dei quali composto per l'occasione dallo stesso Fajardo. Il tutto contribuisce a dare il "sapore perfetto" a una vita quanto mai varia, il cui filo conduttore, non esibito eppur forte nel raffinato tessuto narrativo del romanzo, sembra essere una inesausta ricerca di felicità: ancora oggi, forse, un'aspirazione possibile e legittima.

[10 1 ESP FAJ - 4180007538] Fajardo, José Manuel
Il sapore perfetto / José Manuel Fajardo ; traduzione di Pino Cacucci. - Parma : Guanda, stampa 2006. - 313 p. ; 22 cm. - (La frontiera scomparsa). - Tit. orig.: A pedir de boca. - ISBN 88-8246-922-0


Profumo di spezie proibite. Profumo di spezie proibite
Priya Basil


Generose manciate di spezie per lenire la nostalgia di casa; caldo yogurt piccante in cui dissolvere la vergogna per un errore inconfessabile; frittelle croccanti contro l'incertezza del presente: è in cucina che Sarna esercita la sua magia. Incantatrice di aromi, sa come annegare i brutti ricordi in fragranze inebrianti, e trovare nuove ricette per reinventarsi il passato. Si ribella così alle parole di sua madre, che l'aveva ammonita: "Ricordati, solo due cose non si possono nascondere: ishqz mushq, l'amore e il profumo". Perché Sarna sa che, se usato con astuzia, il profumo può mascherare vecchi fantasmi d'amore ...

[10 3 KEN BAS - 4180007460] Basil, Priya
Profumo di spezie proibite / Priya Basil ; traduzione di Teresa Badalucco. - Milano : Piemme, 2013. - 511 p. ; 20 cm. - (Pickwick). - Tit. orig. : Ishq and mushd. - ISBN 978-88-6836-611-7


Le canzoni dell'aglio. Le canzoni dell'aglio
Mo Yan


Nella provincia dello Shandong, in un luogo di fantasia chiamato ironicamente Tiantang, ossia Paradiso, i contadini si ribellano e prendono d'assalto la sede del distretto. L'esasperazione che li ha scatenati nasce dall'indifferenza e dagli abusi dei dirigenti del Partito che, dopo averli spinti a coltivare esclusivamente aglio a scapito di altre colture tradizionali, si mostrano poi incapaci di acquistarlo e, soprattutto, di trovare una soluzione per uscire dalla crisi che sia "dalla parte del popolo"; anzi, riattivano vecchi comportamenti di sfruttamento feudale. L'aglio che marcisce invenduto sotto i cocenti raggi del sole esala un tanfo di putrefazione che avvolge tutto il romanzo, come una grande metafora. Alla vicenda politica (realmente accaduta), si accompagna quella privata dell'infelice amore fra Gao Ma e Jinju, che è stata promessa in sposa a un uomo anziano e malato per permettere a suo fratello maggiore, che è zoppo, di trovare a sua volta una moglie.
La glasnost politica, iniziata dal segretario del Partito Hu Yaobang, contro la corruzione e per la democrazia, si concluderà tragicamente con la repressione del 4 giugno 1989. Anche la rivolta descritta nel romanzo sarà brutalmente repressa, e alla fine resterà soltanto la lingua protocollare della ritualistica di Partito a decretare la verità dei fatti avvenuti.

[10 4 CIN MO - 4180007391] Mo, Yan
Le canzoni dell'aglio / Mo Yan ; a cura di Maria Rita Masci. - Torino : Einaudi, stampa 2014. - [4], 361 p. ; 23 cm. - Tit. orig. : Tian tang suan tai zhi ge. - ISBN 978-88-06-21854-6


I figli della mezzanotte. I figli della mezzanotte
Salman Rushdie


I figli della mezzanotte è considerato il capolavoro di Salman Rushdie. Il libro narra le vicende dei mille bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India ha proclamato la propria indipendenza dall'Impero britannico. Tutti i bambini posseggono doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia.
Il destino di Saleem si incrocia, oltre che con le vicende storiche del suo paese, con quello di Shiva: i due bambini nascono nello stesso istante all'ospedale di Bombay ma l'infermiera decide di cambiare il loro destino, scambiandoli nelle culle. Sarà quindi Saleem, figlio di poveri menestrelli a cresciere in una famiglia agiata e Shiva invece a crescere da orfano nella famiglia più povera. Inizia coì un'intrigante saga familiare, carica di realismo magico. Quando i destini sembrano ormai segnati, sarà il sapore particolare del chutney (tipica salsa piccante indiana a base di frutta e verdura) a riannodarne i fili.

[10 4 IND RUS - 3502] Rushdie, Salman
I figli della mezzanotte / Salman Rushdie. - Milano : Garzanti, 1984. - 515 p. ; 22 cm. - (Narratori moderni). - Tit. orig.: Midnight's children (Riferimento importante al http://it.wikipedia.org/wiki/Chutney)


Trattato di culinaria per donne tristi. Trattato di culinaria per donne tristi
Héctor Abad Faciolince


Un ricettario per donne tristi o afflitte da problemi: se l'amato è lontano o ha tradito, se la giovinezza se ne va e il viso appare stanco, se non dormi o sei in ansia, ecco i rimedi che risollevano le signore a dieta di felicità, salse, bevande, piatti gustosi, semplici decotti. E dalla sua pagina si solleva intensa, facendosi spazio tra la leggerezza e l'ironia, un'intelligenza, e un bisogno di ragionar con chi legge di filosofia.
"Nessuno conosce le ricette della felicità. Tuttavia, nella mia lunga pratica con frutti e verdure, con erbe e radici, con muscoli e viscere delle varie bestie selvatiche e domestiche, ho trovato in certe occasioni vie di consolazione. Sono preparati semplici e molto poco rischiosi. Diffida di me, non cucinare i miei decotti se ti assale l'ombra di un dubbio. Ma leggi questo tentativo fallace di stregoneria: lo scongiuro, se serve, non è altro che il suono: ciò che cura è l'aria che esalano le parole".

[10 5 COL ABA - 4180007399] Abad Faciolince, Héctor
Trattato di culinaria per donne tristi / Héctor Abad Faciolince ; traduzione di Eleonora Mogavero. - Palermo : Sellerio, 2012. - 136 p. ; 17 cm. - (La memoria ; 907). - Tit. orig.: Tratado de culinaria para mujeres tristes. - ISBN 978-88-389-2819-2


Un filo d'olio. Un filo d'olio
Simonetta Agnello Hornby


Memoria familiare, nostalgia dell'infanzia, romanzo autobiografico. "Un filo d'olio" è tutto questo. E anche un ritratto della Sicilia anni Cinquanta in una famiglia dell'aristocrazia terriera. Simonetta Agnello Hornby ha raccontato la Sicilia con storie forti e personaggi leggendari, dalla Mennulara, alla zia marchesa, alla monaca Agata, attraversando l'Otto e il Novecento. Ora è il ricordo autobiografico che si fa protagonista in uno scenario, quello della casa di campagna, dove l'autrice ha trascorso le estati della sua infanzia e giovinezza. Si chiama Mosè il luogo dell'anima di Simonetta Agnello, nome biblico derivante dal primo proprietario - un'opera pia - della antica masseria che ha resistito alla guerra. A pochi chilometri dai templi dorici dell'antica Akragas Mosè accoglie da maggio a ottobre la famiglia Agnello. Simonetta rivive e racconta quelle estati, i riti del viaggio, l'arrivo - ogni volta una emozione rivedere l'enorme gelso, le aie assolate, gli ulivi argentati, le stanze fresche, cercare i nidi tra le persiane, attendere gli ospiti, le visite, i cugini. Fra i ricordi più vivi quelli legati ai riti del cibo e della sua preparazione, piatti legati alla tradizione familiare, agli aromi pungenti della campagna, alle verdure spontanee e ai segreti mai svelati. E sono le ricette della sorella Chiara - inseparabile compagna al Mosè - che incorniciano ogni capitolo di questo affresco, dal caffè dal profumo speziato, riservato alle occasioni speciali, alla tuma tiepida e croccante.

[10 1 ITA AGN - 4180007428] Agnello Hornby, Simonetta
Un filo d'olio / Simonetta Agnello Hornby ; con 28 ricette di Chiara Agnello. - 9. ed. - Palermo : Sellerio, 2012. - 266 p. : fot. b/n ; 20 cm. - (La memoria ; 852). - ISBN 88-389-2549-6. - ISBN 978-88-389-2549-8


Tacchino farcito. Tacchino farcito
Alda Bruno


L'unica cosa che unisce i Malaspina è il tacchino farcito del pranzo di Natale. Simbolo persistente e mito consolidato dei valori comuni - prestigio, posizione e il "conquibus" cioè il patrimonio -, il tacchino è stato anche muto testimone, e a volte vittima, di un prodigio sociologico: le singole avidità interne, esacerbate l'una contro l'altra, hanno potenziato, anziché disperdere, la potenza dell'avidità totale del clan. In tanta fortuna più o meno secolare, difficoltà persistente è stata quella di produrre un primogenito maschio. E a questa mancanza si è provveduto con lo stratagemma di conservare il nome dando in sposa le figlie ai cugini, assicurando alla famiglia una costituzione di tipo matriarcale. Ma quando finalmente, nell'ultima generazione, arriva il maschio, insulso, tronfio e corpulento Machiavelli di una cospirazione del conquibus, le tante congenite avidità matriarcali esplodono. Tacchino farcito è un libro che in altre epoche sarebbe stato un libello libertino. Per il modo spregiudicatamente libero e scettico di sbriciolare nell'umorismo di un romanzo breve i pilastri della tradizione. Qui, sotto tiro è la famiglia. E in particolare certe grandi famiglie meridionali che girano come macchine per moltiplicare la roba, alimentate a ipocrisia e conformismo. Raramente, come in questo libro, la letteratura le ha messe in scena manovrando, più che la chiave drammatica, quella spietatamente comica.

[10 1 ITA BRU - 4180007430] Bruno, Alda
Tacchino farcito / Alda Bruno. - 2. ed. - Palermo : Sellerio, 2011. - 93 p. ; 20 cm. - (La memoria [Sellerio] ; 768) In cofanetto. - Ironico, spumeggiante, irriverente, questo romanzo di Alda Bruno parla di famiglia e di cucina, in un intreccio di modernità e tradizione... (leggere.it). - Fa parte di: Leggere di gusto ISBN 88-389-2369-8. - ISBN 978-88-389-2549-8


Come cucinarsi il marito all'africana. Come cucinarsi il marito all'africana
Calixthe Beyala


La signorina Aissatù è follemente innamorata di un maliano purosangue e celibe, Suleymane Bolobolo, che vive con la madre e il loro animale domestico, una gallina. Per sedurlo non bastano dolcezze e teneri baci, occorrono anche aromi tropicali che stregano e catturano. Mango selvatico, zenzero, marinata di spezie e zuppa di pesce... In questo modo, si scatenano torrenti di estasi e di eccessi sensuali. Al di là dell'aspetto spensierato e leggero delle ricette di cucina, CaJixthe Beyala traccia il ritratto di una giovane africana persa in una società che rifiuta il cibo e le rotondità femminili e che propone un modello di bellezza opposto a quello che prevale in Africa.

[10 3 CAM BEY - 4180006653] Beyala, Calixthe
Come cucinarsi il marito all'africana / Calixthe Beyala ; traduzione dal francese (Camerun) di Gaia Amaducci e Concetta Sorace. - 3. ed. - Milano : Epoché, 2008. - 155 p. ; 19 cm - (Cauri ; 20). - Tit. orig.: Comment cuisiner son mari à l'africaine. - ISBN 9788888983370


Il caso dei manghi esplosivi. Il caso dei manghi esplosivi
Mohammed Hanif


Un antico adagio dice che, quando due innamorati si lasciano, un aereo precipita. "Il caso dei manghi esplosivi" è la storia di uno di questi aerei. Il 17 agosto del 1988 precipita l'Hercules C130, l'aereo più sicuro del mondo, che sta trasportando il dittatore pakistano, il Generale Zia ul-Haq. Quale ne fu la causa? Un guasto meccanico; un errore umano; l'impazienza della CIA; un anatema lanciato da una donna cieca; l'insoddisfazione dei Generali per i loro piani pensionistici o la stagione dei manghi? O potrebbe essere stata colpa del narratore, il sottotenente Ali Shigri, e del suo amico scomparso Obaid?

[10 4 PAK HAN - 4180001803] Hanif, Mohammed
Il caso dei manghi esplosivi / Mohammed Hanif ; traduzione di Sergio Claudio Perroni. - Milano : Bompiani, 2009. - 424 p. ; 22 cm. - (Narratori stranieri Bompiani). - Tit. orig.: A Case of exploading Mangoes. - ISBN 978 88 452 6130 5


La maga delle spezie. La maga delle spezie
Chitra Banerjee Divakaruni


Una vecchia signora indiana in una botteguccia di Oakland, California, con le sue mani nodose sfiora polveri e semi, foglie e bacche, alla ricerca del sapore più squisito o del sortilegio più sottile. E' Tilo, la Maga delle Spezie. La sua storia inizia in uno sperduto villaggio indiano dove la rapiscono i pirati, attratti dai suoi arcani e misteriosi poteri, per portarla su un'isola stregata e meravigliosa. Lì Tilo apprende la magia delle spezie che in America le permetterà di aiutare chi, come lei, si è lasciato l'India alle spalle. Nella Bottega della Maga, dunque, sfilano vite e desideri, fatiche e speranze d'immigrati, e le spezie, con i loro mille, minuscoli occhi, scrutano ogni gesto della loro signora.

[10 4 IND DIV - 4036] Divakaruni, Chitra Banerjee
La maga delle spezie / Chitra Banerjee Divakaruni. - Milano : CDE, 1998 [stampa]. - 286 p. ; 22 cm. - Tit. orig.: The mistress of spices


Afrodita: racconti, ricette e altri afrodisiaci. Afrodita: racconti, ricette e altri afrodisiaci
Isabel Allende


Dalla salsa corallina alle pere ubriache, dall'habanera di gamberi all'insalata delle odalische, dalla zuppa scacciapensieri alle ciliegie civettuole: un patrimonio di ricette piccanti e spiritose condite con le spezie dell'ironia. Isabel Allende torna a gustare la vita. La troviamo alle prese con il mondo della cucina, tempio del piacere dei sensi e anticamera del "piacere dei piaceri". In un invito alla gioia dietro il grembiule, un gioco per nutrirsi ed inebriarsi senza prendersi troppo sul serio.

[10 5 CIL ALL - 4180007386] Allende, Isabel
Afrodita : racconti, ricette e altri afrodisiaci / Isabel Allende ; illustrazioni Robert Shekter ; ricette Panchita Ilona ; traduzione di Elena Liverani, Simona Geroldi. - Milano : Feltrinelli, 1998. - 325 p. : ill. ; 24 cm. - (Fuori collana) . - Tit. orig.: Afrodita : cuentos, recetas y otros afrodisíacos. - ISBN 88-07-42085-6


Il conto dell'Ultima Cena. Il conto dell'Ultima Cena: il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico
Moni Ovadia


Moni Ovadia se ne va in giro tra Antico Testamento e regole kasher, insegnamenti rabbinici e storielle ebraiche, ricette tipiche e cucina che se la fa con la religione, alla ricerca di un'etica del cibo. D'altra parte Adamo ed Eva erano vegetariani. È solo dopo il diluvio universale che la carne entra a far parte dell'alimentazione dell'uomo. E tutto nasce ancora dalla storia del popolo ebraico. La tradizione ebraica della kasherut indica i cibi che si possono consumare perché conformi alle regole della Torah. Ma oltre questo il cibo ebraico ha prodotto un'enorme mole di storielle, divieti, ricette e prescrizioni che Ovadia cullandoci tra cibi e digiuni, tra falafel, halle, krapfen, e altre leccornie, tra antiche osterie e contaminazioni culinarie, e una musica che accompagna l'ospite a tavola, con l'ironia tipiche dell'ebreo errante.

[10 1 YID OVA - 4180002492] Ovadia, Moni
Il conto dell'Ultima Cena : il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico / Moni Ovadia ; con Gianni Di Santo. - Torino : Einaudi, stampa 2010. - 134, [1] p. ; 21 cm. - (Einaudi stile libero. Big). - ISBN 978 88 06 20035 0


I giorni del miele e dello zenzero. I giorni del miele e dello zenzero
Annia Ciezadlo


Negli anni di vagabondaggio da un capo all'altro dell'America, che fossero sul divano di un'amica o in qualche monolocale malridotto, sua madre faceva sempre in modo che ci si ritrovasse a tavola per cena. Quello è il segreto che Annia ha imparato fin da ragazzina: casa non è dove stai, sono le cose che fai. E una pentola sul fuoco e un aroma di prezzemolo, menta e spezie che si diffonde nell'aria è una di quelle. L'amore per i profumi e i sapori, quelli più comuni e quelli più insoliti, accompagna la vita di Annia fin dall'infanzia nella grande casa dei nonni di origine greca, dove le foglie di vite ripiene sono un piatto immancabile. Cibi che saldano legami e affetti, ricette che sono fili invisibili tra persone diverse. Saranno quelle stesse foglie di vite a far scattare la scintilla tra lei e un ragazzo libanese, il giorno del loro primo appuntamento.
E quando Annia diventa giornalista come suo marito e si trasferisce con lui in Medio Oriente negli anni caldi che seguono l'11 settembre, è la cucina che la protegge dalla nostalgia, dal senso di non appartenenza, che costruisce per lei un nuovo rifugio. Cucinare cibi conosciuti e sconosciuti, pietanze che sono familiari e altre che non lo sono per niente, è un modo di sentirsi a casa nel mondo. Dai circoli letterari proibiti di Baghdad alle cucine di Beirut dove si preparano le ricette più antiche del mondo, Annia ci conduce in un viaggio sensoriale ed emotivo, fino nel cuore di un mondo millenario. Una ricetta per restare umani.

[10 5 USA CIE - 4180004308] Ciezadlo, Annia
I giorni del miele e dello zenzero / Annia Ciezadlo ; traduzione di Franca Genta Bonelli. - Casale Monferrato : Piemme, 2012. - 489 p. ; 22 cm. - (Piemme voci). - Traduzione di: Day of honey. - ISBN 978-88-566-2047-4


Latte, miele e falafel: un viaggio tra le tribù di Israele. Latte, miele e falafel: un viaggio tra le tribù di Israele
Elisa Pinna


Israele è un Paese dai mille volti, un coloratissimo "mosaico umano" che tuttavia, ancora oggi, rimane nel complesso poco conosciuto, quasi "nascosto" dietro le ombre del conflitto israelo-palestinese. Lungi dall'essere una società monolitica sotto l'aspetto religioso, etnico o politico (accontentarsi dello "stereotipo" dell'israeliano come ebreo bianco di origine europea è ormai riduttivo), ospita tante "tribù", ciascuna con proprie peculiarità.
Elisa Pinna traccia una panoramica di queste componenti (spesso minoritarie): dagli ebrei ultraortodossi agli abitanti dei kibbutz, dai coloni alle comunità di immigrati, dai drusi ai cristiani di espressione ebraica. Un viaggio attraverso i tasselli che contribuiscono a formare il mosaico-Israele. La prefazione è di Amira Hass, giornalista molto nota in Israele, corrispondente del quotidiano Haaretz da Ramallah, nei Territori palestinesi. Una voce spesso critica - a volte caustica - nei confronti del suo stesso popolo e della politica israeliana.

[12 3 ISR PIN - 4180004918] Pinna, Elisa
Latte, miele e falafel : un viaggio tra le tribù di Israele / Elisa Pinna. - Milano : Terra santa, c2013. - 220 p. ; 19 cm. - (I libri di Terra santa ; 4). - ISBN 978-88-6240-165-4


Le minoranze in pentola. Le minoranze in pentola: storia e gastronomia delle 10 minoranze linguistiche delle Alpi italiane
Wolftraud de Concini


Questo libro è un viaggio alla scoperta non solo della storia, remota e recente, delle minoranze linguistiche delle Alpi italiane, ma anche dei loro cibi, dei loro piatti più caratteristici, del loro modo di preparare le pietanze. Abbiamo scoperto una cucina semplice e frugale: la tipica "cucina povera" della gente di montagna che, in primo luogo, doveva saziare, e con pochi ingredienti semplici doveva fare di necessità virtù. Però proprio da questa "cucina povera" possiamo imparare tantissimo: ci invita a immergerci in un mondo con meno comodità e sfiziosità, a imparare a sfruttare i doni della natura, a non sprecare nemmeno una briciola di pane.

[16 4 ALP - 3483] de Concini, Wolftraud

Le minoranze in pentola : storia e gastronomia delle 10 minoranze linguistiche delle Alpi italiane / Wolftraud de Concini. - Torino : Piazza, 1997. - 187 p. : ill. ; 29 cm. - Edizione speciale per Banca di Trento e Bolzano editore


Dona Flor e suoi due mariti. Dona Flor e suoi due mariti
Jorge Amado


Il romanzo ruota attorno alla vedovanza di dona Flor e al suo lutto stretto, vissuto nel ricordo di Vadinho, delle loro ambizioni, del fidanzamento e dello sposalizio. Coglie l'intimità della giovane vedova, il suo riserbo, le sue notti insonni e la sua insoddisfazione. Racconta di come arrivò onorata al suo secondo matrimonio, quando il fardello del defunto cominciava a pesare sulle sue spalle, e di come visse in pace e armonia, senza dispiaceri né soprassalti, con suo bravo secondo marito, nel mondo della farmacologia e della musica. E mentre lei brilla nei salotti e il coro dei vicini le ricorda la sua felicità, Vadinho, nel suo corpo astrale, la visita, la corteggia, le elargisce gioie eccezionali e consigli formidabili.

[10 5 BRA AMA - 3181] Amado, Jorge
Dona Flor e suoi due mariti : romanzo / Jorge Amado ; traduzione di Elena Grechi. - Milano : Tea, 1997. - 524 p. : 20 cm. - (Teadue ; 534). - Tit. orig.: Dona Flor e seus dois maridos. - ISBN 88 7818 182 X


Mama Tandoori. Mama Tandoori
Ernest van der Kwast


"Tutto cominciò con due valigie. Mia madre arrivò in Olanda nel 1969 con due valigie piene di bracciali, collane e orecchini. Affittò una stanza in una casa di riposo, dove iniziò a lavorare come infermiera. Nascose le valigie sotto il letto, secondo gli indiani il posto più adatto per custodire oggetti di valore. Una volta mia madre mi confidò: 'I ladri non guardano mai sotto il letto'. Mio padre mi sussurrò all'orecchio: 'In India quasi nessuno ha un letto'. Per anni le valigie rimasero sotto il letto di mia madre. Finché un giorno mio padre, un uomo goffo con le orecchie a sventola, il tipico olandese, si innamorò di quella donna esotica che vedeva in mia madre. Non so esattamente come andarono i fatti, e in realtà neanche lo voglio sapere. Ad ogni modo: a un certo punto le due valigie furono trasferite in un piccolo appartamento sulla Bloemstraat e finirono sotto un letto matrimoniale. Mio padre studiava medicina, tutto il giorno immerso in una pila di libri da cui spuntavano solo le orecchie a sventola. Mia madre faceva l'infermiera e portava a casa la pagnotta, o nel suo caso il naan. Una volta mi confidò: 'Tuo padre era povero come un ratto di Delhi'. Mio padre mi sussurrò all'orecchio: 'Magari fossi stato un ratto di Delhi'. L'appartamento sulla Bloemstraat era rumoroso, sbilenco e puzzava più delle ascelle di mio padre. Stando alla versione di mia madre, almeno. Ormai non c'è più modo di appurarlo."

[10 1 HOL KWA - 4180007389] van der Kwast, Ernest
Mama Tandoori / Ernest van der Kwast ; traduzione Alessandra Liberati. - Milano : Isbn, stampa 2014. - (Superpecial). - Tit. orig. : Mama Tandoori. - ISBN 978-88-7638-479-0


Nidi di rondine. Nidi di rondine
Kim Thúy


Madri, albero di fuoco, sandali di legno, cucina, grattare il vento, rondine, giada, dire addio, baciare, autunno, silenzio: con la leggerezza e l'attenzione di una calligrafa, Kim Thúy costruisce il racconto delle tre vite di una donna come un incantevole dizionario di oggetti, stati d'animo, esperienze, ricordi. In un'ipnotica oscillazione temporale tra passato e presente, percorriamo l'infanzia di Mãn in Vietnam, con le sue meraviglie, le sue durezze e l'amore delle tre madri che, l'una dopo l'altra, l'hanno partorita, raccolta in un orto come una piantina e allevata; la storia della sua vita in Canada e del matrimonio con un ristoratore vietnamita, un rapporto liscio e piatto come uno "spazio fra due flutti", in cui la passione per la cucina e la cura minuziosa delle ricette diventano una lingua alternativa per esprimere sentimenti sopiti e nostalgie. E l'irruzione all'orizzonte di una terza vita possibile, l'incontro con un uomo che sembra un appuntamento col destino, in cui si può guadagnare tanto, e altrettanto perdere.

[10 4 VIE THU - 4180007318] Thúy, Kim
Nidi di rondine / Kim Thúy ; traduzione di Cinzia Poli. - Roma : Nottetempo, stampa 2014. - 156 p. ; 20 cm. - (Narrativa). - Traduzione di: Mãn. - ISBN 978-88-7452-498-3


Pollo alle prugne. Pollo alle prugne
Marjane Satrapi


Storia struggente di un musicista iraniano negli anni '50, Pollo alle prugne è la logica continuazione dei lavori precedenti di Marjane Satrapi, il cui Persepolis - romanzo di formazione, libro politico e saga famigliare - è stato uno dei casi editoriali più interessanti degli ultimi anni. Pollo alle prugne è stato accolto dalla critica francese come l'opera della maturità dell'autrice e ha vinto il primo premio come Miglior album del 2004 nel prestigioso Festival internazionale di Angoulême, l'Oscar del fumetto. Ambientato in Iran, Pollo alle prugne racconta gli ultimi giorni di un grande suonatore di tar che si lascia morire dopo che la moglie gli ha rotto il prezioso strumento musicale. Dietro la sua sofferenza si nasconde una storia d'amore infelice e, soprattutto, il rimpianto per una società scomparsa: l'Iran dei nonni della Satrapi, un paese in equilibrio precario tra modernità e tradizione. Nella parabola del musicista si riflette così la progressiva perdita delle illusioni e la disperazione dei progressisti iraniani. L'autrice ha costruito questa storia con una struttura narrativa innovativa, muovendosi lungo la trama con flash back e balzi in avanti, digressioni ed ellissi, come in un gioco di indizi. Il risultato è un'elegia romantica e vitale sulla memoria e sul piacere.

[10 2 SAT - 4180001981] Satrapi, Marjane
Pollo alle prugne / Marjane Satrapi ; traduzione di Andrea Plazzi, Lucietta Palumbo. - 3. ed. - Milano : Sperling & Kupfer, c2005. - 81 p. : ill. ; 24 cm. - (Diritti & rovesci). - Tit. orig.: Pulet aux prunes. - ISBN 978 88 200 4787 0


Born to run. Born to run: un gruppo di superatleti, una tribù nascosta e la corsa più estrema che il mondo abbia mai visto
Christopher McDougall


Christopher McDougall, giornalista, ex inviato di guerra e runner dilettante, in questo libro ci racconta il suo viaggio avventuroso sulle tracce dei Tarahumara, una popolazione che vive nei selvaggi Copper Canyon dello stato messicano di Chihuahua. I Tarahumara - "il popolo più gentile, più felice e più forte della terra" - sono i più grandi runner di tutti i tempi, capaci di correre decine di chilometri in condizioni estreme senza apparente fatica e senza subire infortuni. Il loro segreto consiste in una dieta frugale ma perfettamente equilibrata (se escludiamo il topo alla griglia e un distillato locale piuttosto alcolico di cui sono ghiotti), in una tecnica della corsa particolarmente efficace e in un atteggiamento mentale più simile alla saggezza del filosofo che all'aggressività a cui i nostri campioni ci hanno abituato. Coinvolgente e ironico, McDougall punteggia il suo racconto di aneddoti su grandi corridori del passato come Emil Zatopek o Roger Bannister, e di singolari scoperte, arricchite di consigli tecnici e dati scientifici, sul mondo delle ultramaratone. Sapevate che la dieta ideale per un ultramaratoneta è quella vegetariana? E che più le scarpe da running sono ammortizzate più sono pericolose, e che quindi il modo migliore di correre è indossare le scarpe peggiori? E avreste mai immaginato che i corridori raggiungono il picco della velocità a 27 anni, dopo di che comincia un lento ma inesorabile declino?

[15 2 MEX DOU - 4180007142] McDougall, Christopher
Born to run : un gruppo di superatleti, una tribù nascosta e la corsa più estrema che il mondo abbia mai visto / Christopher McDougall. - Milano : Mondadori, 2014. - 384 p. ; 21 cm. - (Strade blu. Nonfiction). - Tit. orig.: Born to run. - ISBN 978-88-04-63861-2


La vendetta della melanzana. La vendetta della melanzana
Bulbul Sharma


Cibo gioioso, cibo goloso, cibo di rito, digiuno odiato. Una donna dispone di ben due mariti in eterna competizione: come una dea della foresta, va placata e vezzeggiata con offerte straordinarie di cibo. Un prete-bambino che calza scarpe Nike e mangia a ritmo lento e inesorabile: la felicità, per la nonna ansiosa di trovare un prete da nutrire alla cerimonia più importante dell'anno.
Bala è la cugina povera: i parenti se la passano come un pacco postale, e lei si fa apprezzare con spuntini serali prelibati e rammendi impeccabili. E quando il giovane Raj sbuca di ritorno dall'America ricco e affermato, mette gli occhi proprio su di lei, il normale ordine delle cose è sconvolto... Questa raccolta di racconti è piena di aromi misteriosi e spezie tentatrici: filtrano da cucine segrete, si spandono per la strada, raggiungono la banchina della stazione.? Ricordi, sogni e invidie si confondono a meraviglia con il piacere del cibo tra colori, sfrigolii, rumori di stoviglie.?E le ottime ricette al termine di ciascuna storia ne sono una prova concreta: perché non cimentarsi? In questi racconti c'è molta ironia, c'è la voce di tutti, e la grande forza della campagna indiana.?La misura del racconto è perfetta, in Bulbul Sharma: il suo tocco giocoso, sapiente, divertito.

[10 4 IND SHA - 4180007533] Sharma, Bulbul
La vendetta della melanzana / Bulbul Sharma ; traduzione di Tatiana Moroni e Sara Radaelli. - Milano : Marcos y Marcos, 2001. - 187 p. ; 21 cm. - (Gli alianti ; 86). - Tit. orig.: The anger of aubergines. - ISBN 978-88-7168-325-6


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Il principe e il pollo. Il principe e il pollo
Moni Ovadia


In un lontano regno d'Oriente, nel bel mezzo di una festa, il figlio del re perde la ragione, e comincia a credersi un pollo. Senza abiti, zampetta sotto a un tavolo, nutrendosi solo di chicchi di grano. Che farà il re? Dottori e astrologi non sanno guarire il principe, e neppure il passare del tempo muta i suoi strani comportamenti. Nessun rimedio ragionevole sembra ottenere risultati. Ma infine giunge alla corte del re un vecchio saggio, che farà una cosa in apparenza irragionevole... Da un racconto del rabbi Nachman di Bratslav.

[10 6 YID - 5556] Ovadia, Moni
Il principe e il pollo / Moni Ovadia ; illustrazioni di Emiliano Ponzi. - San Dorligo della Valle (TS) : EL, 2006. - 27 p. ; ill. ; 31 cm. - ISBN 88 7927 862 2


Quanta terra serve a un uomo? Quanta terra serve a un uomo?
Annelise Heurtier, Raphaël Urwiller


Pachòm, un contadino siberiano, vive sul suo fazzoletto di terra con la moglie e tre bambini. Non è ricco, ma alla famiglia non manca nulla. Tuttavia Pachòm è insoddisfatto, e pensa a quanto sarebbe "assolutamente felice" se avesse più terra. Ne acquista dell'altra, ma ancora non è contento. E così, saputo che nel paese dei nomadi Baškiri c'è terra fertile venduta per un pezzo di pane, decide di partire. Raggiunto il paese, il capo dei nomadi gli propone un accordo: tutta la terra di cui Pachòm riuscirà a percorrere il perimetro durante una giornata di cammino sarà sua per soli mille rubli. A un patto però: dovrà ritornare da lui entro il calar del sole, altrimenti perderà i suoi mille rubli. Sicuro di sé e altrettanto determinato il contadino accetta l'accordo, ma avidità e cupidigia gli saranno fatali ... Definito da James Joyce "il più bel racconto mai scritto", una storia che trascina il lettore al ritmo incalzante dell'ambizione sempre più folle del protagonista.

[10 6 0 HEU - 4180007484] Heurtier, Annelise
Quanta terra serve a un uomo? / Annelise Heurtier, Raphaël Urwiller ; da una novella di Lev Tolstoj ; traduzione di Paolo Cesari. - Roma : Orecchio acerbo, stampa 2015. - [18] c. : in gran parte ill. color. ; 19x32 cm. - Tit. orig.: Combien de terre faut-il à un homme?. - Età: dai 7 anni - ISBN 978-88-99064-08-2


Assaggiando il mondo. Assaggiando il mondo : un viaggio alla scoperta di sapori dimenticati e culture poco conosciute di altri continenti = Schmatzend quer durch die Welt : eine Entdeckungsreise auf den Spuren vergessener Gerichte und fremder Kulturen
a cura di UCODEP


Un viaggio con Cosimira, la talpa curiosa e golosa in esplorazione sotto le terre emerse di tutti i continenti, alla scoperta di sapori dimenticati e costumi differenti dalla sua terra. Un libro di racconti sull'origine di alcuni prodotti e ricette che vuole offrire anche l'occasione per coinvolgere in prima persona i bambini immigrati, per creare uno scambio di conoscenze ed esperienze tra bambini e rompere quei confini invisibili che spesso vi sono tra immigrati e cittadini italiani. Il viaggio si svolge in Tibet, in Sri Lanka, in Alto Adige, in Ecuador e in Camerun. Versione online in www.bibmondo.it/att/assaggia/index.html.

[10 6 0 UCO - 4180002948] UCODEP
Assaggiando il mondo : un viaggio alla scoperta di sapori dimenticati e culture poco conosciute di altri continenti = Schmatzend quer durch die Welt : eine Entdeckungsreise auf den Spuren vergessener Gerichte und fremder Kulturen / a cura di UCODEP ; traduzione di Helga Gurndin. - Roma : Sinnos, 2010. - 47 p. : ill. ; 21x21 cm. - (Fiabalandia IC). - ISBN 978 88 7609 162 9


I piatti del re. I piatti del re : e altre storie del Vietnam = Die Speisen des Königs : und andere Geschichten aus Vietnam
a cura di UCODEP


I racconti portano con sé, e sono capaci di regalare a chi sa accoglierli, la bellezza dei luoghi da cui nascono. Nell'immaginario che si apre alla lettura delle storie che qui vengono presentate, ci sono fiumi, foreste, principi e animali dal carattere deciso. Siamo nel Vietnam, nel sud est asiatico, in una terra in cui il colore verde assume mille sfumature, e che altrettante volte riflette l'azzurro del cielo sulla superficie delle sue acque. Un Paese che aiutiamo con questo libro a ribellarsi dalle immagini e le notizie che fino ad oggi ce l'hanno descritto solo come il triste scenario di una guerra orrenda. In queste pagine, c'è la voce dei suoi abitanti, che parla delle origini delle loro tradizioni, dei piatti tipici e la loro storia. E come ogni narrazione vi è un messaggio che vogliamo trasmettere agli alunni delle scuole e agli adulti che vogliano accompagnarli in un bellissimo percorso di conoscenza dei popoli e le culture altrui. Versione online in www.bibmondo.it/att/vietnam/index.html.

[10 6 4 VIE - 4180005572] UCODEP
I piatti del re : e altre storie del Vietnam = Die Speisen des Königs : und andere Geschichten aus Vietnam / a cura di UCODEP ; illustrazioni di Mook ; traduzione di Johanna Mitterhofer. - Roma : Sinnos, 2007. - 59 p. ; ill. ; 21x21 cm. - (Intercultura : Fiabalandia ; 67). - ISBN 9788876091056


Dedi e il riso di Giava. Dedi e il riso di Giava
Séverine Bourguignon


Campi di riso che riflettono il ciclo, aquiloni bianchi che si perdono tra le nuvole, il colorato mercato del villaggio, gli spettacoli di marionette... Dedi racconta le sue giornate, il suo villaggio, la famiglia, i giochi dei bambini. Giava, l'isola dell'Indonesia in cui c'è anche la capitale Giacarta, viene così descritta dal punto di vista di un contadino che coltiva il riso con i suoi due bufali e conduce una vita semplice.

[10 6 GIA - 5859] Bourguignon, Séverine
Dedi e il riso di Giava / Séverine Bourguignon. - traduzione di Guia Risari. - Torino : EDT, 2007. - 33 p. ; ill. ; 21x21 cm. - (Giralangolo ; Paesi e popoli del mondo). - Tit. orig.: Dedi et le riz de Java. - ISBN 978 88 6040 225 7


Cafecito: La canzone del caffè. Cafecito: La canzone del caffè
Julia Alvarez


Joe ha nel cuore la nostalgia della terra di suo padre, che faceva L'agricoltore. Partito dal Nebraska per una vacanza nella Repubblica Dominicana, Joe viene accolto dalla magia del "cafecito", una tazzina di caffè nero, denso, forte che lo ammalia e lo attira nelle montagne dell'interno. Qui incontra Miguel, che produce i chicchi fragranti, senza concimi chimici, rispettando l'ambiente. Ma l'amore per la terra e per il caffè costa ai piccoli coltivatori la povertà e il rischio di soccombere alle grandi compagnie. Il "cafecito" cambia la vita di Joe: non solo una bevanda, ma un rituale magico dal profumo inebriante, un momento unico e perfetto di intimità che lo aiuta a ritrovare l'armonia con la terra e il suo posto in un mondo da difendere con il lavoro delle mani, con La parola scritta, con la comunione di tutto ciò che è prezioso. Per affrontare le sfide della vita, una tazzina dopo l'altra.

[10 5 ALV - 5787] Alvarez, Julia
Cafecito : La canzone del caffè / Julia Alvarez ; traduzione di Daniela Gamba ; illustrazioni di Simona Mulazzani. - Milano : Salani, 2003. - 43 p. ; ill. ; 19 cm. - Tit. orig. : A cafecito story. - ISBN 978 88 8451 264 2


Tanti modi di mangiare. Tanti modi di mangiare
Angela Raguso


In un mondo dove gli spostamenti sono sempre più frequenti, si viene a contatto con usi, tradizioni e stili di vita assai diversi tra loro. Questo libro, molto ben illustrato, racconta dei molti cibi in uso del mondo, del modo di stare a tavola (ma la tavola non sempre c'è!) dei diversi popoli e quindi una sezione è dedicata al medioriente e al nordafrica. Un ottimo strumento per quando in classe ci sono bambini provenienti da diverse aeree del mondo e si vuole scoprire che cosa abbiamo in comune.

[07 4 RAG - 4109] Raguso, Angela
Tanti modi di mangiare / Angela Raguso ; illustrazioni di Nicoletta Pagano. - Firenze : La Biblioteca, 2001. - 47 p. : ill. ; 27 cm. - ISBN 88 86961 79 0


Ultimo aggiornamento: 28.12.2017 | URL: www.bibmondo.it/att/bibliotombola/index.html | XHTML 1.0 / CSS / WAI AAA | WEBdesign, e-mail: M. di Vieste